9 luglio 2014 - 11 Tamuz 5774 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e
Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto
Cavaglion e Francesco Lucrezi.
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PM of Israel @IsraeliPM
8 Lug
Israel targets Hamas terrorists. By contrast Hamas targets innocent Isareli civilians while hiding behind civilians
IDF @IDFSpokesperson
9 Lug
Yesterday, an M302 rocket fired by #Hamas landed 100km from #Gaza.
Presumed to be one of dozens. We are prepared to eliminate this threat
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I razzi e la violenza di Hamas Israele risponde ai terroristi
Beersheba, Sderot, Ashdod, Tel Aviv, Gerusalemme, Hadera. L'allarme delle sirene,
dovuto alla pioggia di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza, è
risuonato ieri praticamente in tutta Israele. E per proteggere i suoi
civili e rispondere alla violenza di Hamas e delle altre fazioni
estremiste di Gaza, autorità e forze armate israeliane hanno lanciato
l'operazione Protective Edge (in ebraico Zuk Eitan, Roccaforte). Ne
danno conto tutti i principali quotidiani italiani: il Corriere della
Sera apre in prima con il titolo, “Israele e Hamas, lampi di guerra”,
la Repubblica scrive “Scatta l'operazione su Gaza: 17 morti – Razzi su
Gerusalemme e Tel Aviv”, la Stampa parla di “Attacco a Gaza con Jet e
Droni – Netanyahu: togliamoci i guanti” mentre il Sole 24 ore afferma
che “Israele prepara l'offensiva di terra”.
“Quella che è ancora definita un'operazione militare sembra già una
guerra”, scrive sul Corriere Davide Frattini che parla di
“bombardamento” in riferimento alla pioggia di razzi
che ha investito Israele, con il tentativo di Hamas di sorprendere via
mare Israele. Un commando di cinque miliziani del gruppo terroristico
ha infatti cercato di attaccare un villaggio vicino al confine con
Gaza. Prontamente intercettati, i terroristi sono stati eliminati
dall'esercito israeliano (Corriere), impegnato nelle stesse ore a
colpire obbiettivi militari nella Striscia di Gaza “con aerei e droni –
riporta la Stampa - che hanno messo a segno 146 attacchi in meno di 36
ore bersagliando, come spiega il portavoce dell'esercito Peter Lener,
'campi di addestramento, basi militari, 96 lanciatori di razzi, tunnel
e case di singoli terroristi'”. Sono stati intanto richiamati dall'Idf
quarantamila riservisti, una mobilitazione per prepararsi a
un'eventuale operazione via terra contro la Striscia. L'obiettivo è
Hamas ma, riflette Fiamma Nirenstein sul Giornale , “non è un mistero
che Netanyahu non ne cerca la distruzione. Una forte campagna – scrive
la giornalista, facendo in particolare riferimento a un'azione via
terra - può fare indesiderate vittime civili e diventare un'occasione
di criminalizzazione internazionale. Una totale sparizione di Hamas
potrebbe anche avvantaggiare gruppi salafiti a Gaza”. Secondo
Nirenstein, come per altri osservatori e analisti, Hamas è in un
momento di crisi, dovuto ai cattivi rapporti con i vicini egiziani, al
blocco dei fondi dal Qatar, alla crisi con l'Autorità nazionale
palestinese dopo il rapimento di Eyal, Gilad e Naftali - i tre studenti
israeliani rapiti e uccisi da uomini di Hamas in Cisigiordania – e
cerca con la violenza di attirare l'attenzione su di sé.
Sulla situazione di Hamas, si concentra l'analisi di Maurizio Molinari,
corrispondente da Israele per la Stampa. Molinari analizza quali siano
i rischi per Israele dalla frammentazione del gruppo terroristico e
rivela che il brutale rapimento e assassinio di Eyal, Gilad e Naftali,
potrebbe essere stato deciso su mandato della “Hamas delle carceri”,
ovvero dai leader dell'organizzazione che si trovano nelle carceri
israeliane, che volevano ottenere la libertà attraverso uno scambio di
prigionieri. A fianco dei vertici detenuti in prigione, c'è poi il
fronte di Gaza – impegnato ad attaccare Israele – e quello in
Cisgiordania, spiega Molinari. Diversi leader, diverse strategie e il
rischio di “un'implosione interna di Ha-mas simile a quella avvenuta
nei gruppi jihadisti in Iraq e Siria”.
“Indossano la kippah di velluto degli ortodossi, quella all'uncinetto
dei sionisti religiosi, coppie di giovani laici, anziani pacifisti che
ancora sperano anche se hanno visto più guerre di tutti”. È il racconto
che compare sul Corriere della Sera della visita di condoglianze e
solidarietà di quattrocento israeliani alla famiglia di Mohammed Abu Khdeir,
il ragazzo palestinese cui corpo è stato trovato bruciato in una
foresta di Gerusalemme. “Per l'omicidio, tra esecutori e complici, -
riporta il Corriere - sono stati arrestati sei estremisti ebrei, tre di
loro minorenni, che volevano vendicare la morte di tre ragazzi
sequestrati e uccisi in Cisgiordania”.
Vignette antisemite
appese sull'edificio che ospita la delegazione dell'autorità
palestinese a Roma. Lo ha denunciato su twitter il portavoce e
consigliere politico dell'Ambasciata di Israele a Roma Amit Zarouk
(pagine romane di Repubblica e Messaggero), che ha definito il gesto
una vergogna. Dalla Comunità ebraica di Roma, che si è detta
sconcertata per l'episodio, fanno sapere che “Stiamo ora valutando con
i nostri avvocati di sporgere denuncia contro ignoti, questo clima non
ci piace e non può essere tollerato”.
Su Libero, in un articolo in cui si parla di una presunta volontà del
Partito democratico di far dimettere l'attuale sindaco della Capitale
Ignazio Marino e trovarvi un sostituto, si racconta dei prossimi
avvicendamenti al vertice della Comunità ebraica di Roma.
“Ad aprile si voterà per il rinnovo della presidenza e si stanno già
muovendo le acque – scrive Libero - Fervono le trattative, le riunioni
e i contatti riservati anche con le istituzioni capitoline per
individuare il successore di Riccardo Pacifici, che non si può
ricandidare perché è già al secondo mandato”. “Tra i papabili –
continua il quotidiano - c'è Roberto Coen, avvocato, grande conoscitore
degli ingranaggi della comunità ebraica, essendone stato
vicepresidente. Ma in questo momento in cui si punta sulla donne,
circolano per la prima volta anche nomi femminili, come quello di Livia
Ottolenghi, libera professionista ed ex consigliera della comunità, e
di Ester Mieli, ex portavoce di Pacifici”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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