Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

25 luglio 2014 - 27 Tamuz 5774

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini, Daniele Liberanome e Rachel Silvera.
 
IDF @IDFSpokesperson
24 luglio
Overnight, terrorists fired at IDF soldiers who uncovered the opening to a Hamas tunnel. Our forces returned fire & hit 2 of the attackers

PresidentPeres @PresidentPeres
23 luglio
I will not give up my right to serve my people and my country. And I will continue to help build my country

 
 
 
 
Scuola dell'Onu colpita a Gaza Tzahal apre un'indagine
Circostanze ancora da chiarire rispetto alla tragedia che ha colpito ieri una scuola dell'Onu a Gaza. Nel corso del conflitto tra esercito israeliano e Hamas, un'esplosione ha investito l'edificio situato a Beth Hanun, nel nord della Striscia, uccidendo diciassette persone tra cui diversi bambini e personale delle Nazioni Unite. Sui quotidiani italiani diverse ricostruzioni dell'accaduto. Due le tesi riportate, come scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale: “Tzahal sostiene un missile palestinese che ha sbagliato strada, i palestinesi un proiettile proveniente da un carro armato israeliano”. “Scambio di accuse tra Israele e Hamas”, titola La Stampa. A riepilogare i fatti di Beth Hanun per il quotidiano torinese, il corrispondete Maurizio Molinari che riporta le parole del segretario generale dell'Onu. “Non sappiamo ancora chi ha commesso questo attacco - afferma Ban - ma quanto avvenuto sottolinea l'imperativa necessità che le uccisioni abbiano fine, e finiscano ora”. Incertezza dunque sulle responsabilità dell'attacco alla scuola dell'Unrwa, l'ente Onu per i rifugiati palestinesi. E se per lo stesso Ban Ki-moon non è ancora chiara la vicenda, l'esposizione di Repubblica sembra invece suggerire una responsabilità israeliana, seppur con l'inciso che “il massacro della scuola non ha ancora un responsabile certo”. Sul Corriere della Sera, Davide Frattini racconta la drammatica situazione vissuta all'interno dell'edificio di Beth Hanun e riporta come proprio in due scuole dell'Unrwa, i funzionari Onu avevano trovato razzi nascosti dai miliziani di Hamas. In merito, dura la condanna di Ban Ki-moon: “È inaccettabile. I responsabili trasformano un luogo di accoglienza in un possibile obiettivo militare. Trovo anche allarmante che le munizioni restituite alle autorità locali siano adesso sparite”.

Nelle pagine milanesi del Corriere e del Giornale, la manifestazione della Comunità ebraica della città in piazza San Carlo per dimostrare il suo supporto a Israele in questi giorni difficili e il desiderio di trovare finalmente la pace. Dal palco il presidente della Comunità milanese  Walker Meghnagi sottolinea il diverso atteggiamento dei due attori del conflitto, Israele e Hamas. “Noi usiamo i missili per difendere i nostri figli – ha affermato Meghnagi - Hamas i suoi figli per difendere i missili”. Tra le autorità presenti, riporta il giornale “il presidente della Provincia Guido Podestà e il governatore Roberto Maronie, il consigliere  Ruggero Gabbai, in rappresentanza del sindaco Giuliano Pisapia”. Tra i presenti, la parlamentare Daniela Santanché. Una manifestazione pacifica, con bandiere israeliane, non priva di tensione a causa di un gruppo di dimostranti filopalestinesi che arriva a gridare “nazisti” e “assassini” alle persone in piazza San Carlo.

“È la vittoria della speranza contro l'oscurantismo e la barbarie integralista, che tiene ancora in ostaggio i cristiani”. Il Corriere della Sera, nel ricostruire la fine dell'incubo di Meriam Ibrahim, la giovane cristiana sfuggita alla condanna a morte in Sudan e accolta ieri a Roma dal presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, riporta le congratulazioni del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna. Condannata a morte nel suo paese per apostasia e adulterio, la 27enne sudanese è stata liberata grazie all'impegno dell'Italia e della Comunità internazionale. “Grazie per la sua testimonianza di fede, per la costanza e il coraggio che tante volte manca ai cristiani”, le parole di papa Bergoglio nel corso dell'incontro con Meriam.

“Mi separo dal mio incarico, ma non dal mio credo”. Sono alcune delle parole di commiato dell'ormai ex presidente di Israele Shimon Peres, che ieri ha lasciato l'incarico al successore Reuven Rivlin. A tracciare un ritratto del premio Nobel del Pace, considerato uno dei padri di Israele, Fiamma Nirenstein sul Giornale e David Meghnagi sull'Unità.

Polemiche sulla presunta scelta da parte del governo di Budapest di nominare come ambasciatore d'Ungheria in Italia Péter Szentmihályi Szabó. “L'uomo – scrive il Corriere della Sera - che sarebbe stato scelto dal governo retto dal partito nazionalista di destra, guidato da Viktor Orban, sarebbe, secondo l'Anti defamation League, la più importante organizzazione mondiale che combatte contro l'antisemitismo, 'un noto antisemita'”. La stessa Anti-Defamation League ha chiesto all'Italia, attraverso una lettera del suo direttore Abraham H. Foxman diretta al ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, di non concedere il gradimento alla nomina di Szabò. “L'AdL – riporta ancora il Corriere - ha sottolineato che Szabó ha pubblicato testi contenenti teorie cospirative antisemite e ha descritto gli ebrei in Ungheria come 'agenti di Satana', accusando inoltre gli ebrei di aver tratto benefici dall''industria dell'Olocausto'”.

Sempre sulle pagine del Corriere, Pier Luigi Battista firma un editoriale in cui chiede all'Italia di prestare ascolto alle richieste dell'Anti-Defamation League. Nel suo corsivo, Battista esprime tutta la sua preoccupazione per la situazione europea e per l'antisemitismo che sembra prendere sempre più piede nei diversi paesi del Vecchio Continente. Battista denuncia l'ostilità e il pregiudizio antiebraico delle manifestazioni contro Israele di questi giorni, in cui il diritto di critica si è trasformato in violenza antisemita. L'editorialista chiama alla responsabilità coloro che si dicono sostenitori della causa palestinese, che dovrebbero “cacciare dalle loro manifestazioni gli energumeni antisemiti”. Cosa che però, sottolinea Battista, non accade. “Dentro un'Europa di nuovo così ostile nei confronti degli ebrei – conclude - è bene che le autorità italiane prendano sul serio l'appello accorato dell'Anti-Defamation League e si uniscano alla protesta contro un ambasciatore che avrebbe definito gli ebrei 'agenti di Satana'”.

“Tifosi propalestina in campo: botte agli israeliani”, così la Gazzetta dello Sport ricapitola il brutto episodio accaduto ieri in Austria nel corso di una partita tra il Maccabi Haifa e Lilla. Verso la fine del match, un gruppo di violenti che dagli spalti urlava cori filopalestinesi ha invaso il campo di gioco e aggredito i giocatori israeliani. “Siamo stati attaccati perché rappresentavamo Israele – il duro comunicato del Maccabi - Siamo stati ingiuriati fin dall'inizio, poi hanno attaccato due dei nostri che si sono difesi e ci hanno lanciato pietre. È una violenza che condanniamo, siamo venuti a giocare a calcio”. ll ministro degli esteri austriaco ha chiesto un'indagine sulla vicenda e affermato che “i responsabili devono rendere conto, non tolleriamo la violenza antisemita”.

“Mai una parola contro Hamas”. La Comunità ebraica di Napoli chiede, attraverso una lettera pubblicata sul Mattino, al sindaco Luigi De Magistris di prendere posizione contro il movimento terroristico che controlla la Striscia di Gaza. “Lei dichiara di volere la pace, di volere due stati per due popoli e poi dichiara che Israele deve interrompere le azioni militari difensive nella striscia di Gaza – si legge nella lettera firmata dal presidente della Comunità ebraica partenopea Pierluigi Campagnano, e dall'associazione Italia Israele, presieduta da Giuseppe Crimaldi - Lei non chiede nel contempo che venga definitivamente interrotta la pioggia di missili che ricadono sulle città israeliane".

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
Leggi

Scarica qui l'indice completo
della rassegna di oggi

 
moked è il portale dell'ebraismo italiano
moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24 e l'Unione Informa sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.