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Guido Vitale
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I segni di lutto per la distruzione del
Tempio che manifestiamo nelle tre settimane precedenti al 9 di Av, sono
progressivamente stringenti, sino ad attenuarsi già nel pomeriggio
dello stesso Tisha' be Av e a trasformarsi in consolazione a metà del
giorno successivo alla tragedia. Non succede così, invece, quando muore
un congiunto dove le manifestazioni di lutto hanno inizio solo dopo la
sepoltura con i sette dì, i trenta giorni e i dodici mesi. Come se il
lutto collettivo per la distruzione del Tempio debba manifestarsi prima
della tragedia, per sottolineare e per riflettere piuttosto sulle cause
che hanno portato alla distruzione e all'esilio del popolo ebraico. Ma
vi è anche un'altra significativa differenza tra quella che sono le
modalità del lutto pubblico e quelle del lutto privato. Si piange una
persona dopo che lascia questo mondo perché siamo impotenti: dopo la
morte dell’individuo non possiamo fare niente per riportarlo in vita.
Viceversa, dobbiamo vivere con la certezza che il nostro esilio avrà
termine e che rivedremo Yerushalaim ricostruita presto e ai nostri
giorni.
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