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11 dicembre 2014 - 19 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
La parola iniziale Wa-yéshev, che dà il nome alla Parashà, si presta a più di una traduzione. In base al contesto è evidente che essa significa ‘si stabilì’: “Ya‘aqòv si stabilì nella terra di residenza di suo padre, in terra di Kenà‘an”. Ma il commento di Rashì indica un’altra accezione del verbo: “Ya‘aqòv avrebbe voluto sedersene in tranquillità, ma gli saltò addosso la travagliata vicenda di Yosèf”.
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
Molti si sono chiesti fin qui se nella futura storia dello Stato d’Israele Benyamin Netanyahu sarà degno di un intero capitolo, come Ben Gurion, Begin, Rabin, e probabilmente Sharon, o solo di un breve paragrafo, come Sharrett, Shamir, e probabilmente Olmert, o di una nota a margine, come Barak. Gli avvenimenti degli ultimi giorni sembrano suggerire un’altra metafora: quella di Bibi Re Travicello. Ora pare che il Re Travicello se ne vada. Rimangono le rane.
MILANO - Le elezioni politiche israeliane, lo stallo dei negoziati di pace, la leadership nel mondo delle start up, il rapporto con l'Unione Europea, sono alcuni degli argomenti su cui si confronteranno questa sera (ore 21.00) allo spazio Open (viale Monte Nero 6), Enrico Mentana, direttore de La7, Ben Dror Yemini, editorialista Maariv, Lia Quartapelle, deputata PD Commissione Esteri della Camera. Modera Daniele Nahum, Responsabile Cultura PD Metropolitano.
 
Tensioni in Medio Oriente
Lunedì vertice a Roma
Torna a salire la tensione tra israeliani e palestinesi con la morte di Zlad Abu Ein, ministro del gabinetto di Abu Mazen accasciatosi ieri al termine di alcuni scontri nei pressi di Shilo. Secondo i palestinesi sarebbe stato percosso e centrato da un candelotto al petto mentre da parte israeliana si sostiene che l’uomo, malato di cuore, abbia risentito dei suoi problemi cardiaci. “Ziad Abu Ein, 55 anni, è un personaggio noto. Militante del Fatah sin da ragazzino, nel 1979 venne condannato alla pena capitale, poi commutata in ergastolo, per aver partecipato all’attentato che causò la morte di due giovani israeliani”, scrive Lorenzo Cremonesi sul Corriere della sera. Negli anni Ottanta, si legge ancora, fu invece parte degli accordi che portarono Israele a liberare migliaia di detenuti “in cambio di alcuni suoi soldati prigionieri e i resti di quelli uccisi in Libano”. Nessuna nota biografica di rilievo appare invece su Repubblica (Fabio Scuto) mentre Maurizio Molinari (la Stampa) introduce il prossimo meeting tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano John Kerry in programma lunedì a Roma. Ieri a Washington, incontrando Kerry, il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha intanto affermato: “Indispensabile non rinunciare all’obiettivo dei due Stati”.
Sul fronte della politica interna israeliana da registrare l’asse tra Tzipi Livni e i laburisti di Herzog in vista delle elezioni anticipate del 17 marzo (Corriere).

L’orchestra di Raanana suona per Giorgio Perlasca. Omaggio in musica a Giorgio Perlasca, il Giusto tra le Nazioni che salvò oltre 5mila ebrei ungheresi. Quattro concerti, l’ultimo dei quali domani a Raanana, nel segno della collaborazione tra Istituto italiano di cultura e ambasciata d’Italia in Israele (Corriere).

Addio a Ralph Giordano. “Un’istanza morale del paese”. Scompare a 91 anni a Colonia lo scrittore italo-tedesco Ralph Giordano. Il suo nome è legato a una saga familiare ambientata durante il nazismo. In patria, scrive il Mattino, viene ricordato come “un’istanza morale del paese”.
 
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  davar
Medio oriente
Sale la tensione in Cisgiordania
Infarto causato da stress, questa la causa delle morte di Ziad Abu Ein, ministro dell'Autorità nazionale palestinese, deceduto ieri nel corso di un duro confronto tra manifestanti palestinesi e l'esercito israeliano. Questo il risultato dell'autopsia di un team composto da medici palestinesi, israeliani e giordani. Diversa però l'interpretazione dell'accaduto: secondo quanto riportato dal ministero della Salute israeliano, Abu Ein soffriva di problemi cardiaci e aveva già subito altri infarti in passato, una condizione già precaria a cui si è aggiunta la tensione dopo lo scontro con il soldato israeliano. L'Anp accusa invece Israele della morte del ministro, e intanto a Hebron questa mattina si sono registrati degli scontri tra rivoltosi palestinesi e forze di sicurezza israeliane. Un'instabilità che non potrà che essere agevolata dalla decisione dei vertici di Ramallah di congelare la cooperazione sul fronte della sicurezza con il governo di Gerusalemme.
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qui torino - fondazione beni culturali ebraici
Tra Ebraismo e architettura 
Al via questa mattina i lavori del convegno internazionale "Patrimonio Architettonico Religioso - Nuove funzioni e Processi di Trasformazione", organizzato dal Dipartimento di Architettura e di Design del Politecnico di Torino e dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, al Salone d'Onore del Castello del Valentino di Torino. Tra i protagonisti della due giorni di studi, Dario Disegni, presidente della Fondazione Beni Culturali in Italia, che presenterà il patrimonio architettonico ebraico italiano e il ruolo della Fondazione. "Un patrimonio straordinario la cui conservazione e valorizzazione rappresenta una enorme sfida, quella di far progredire la conoscenza della storia della bimillenaria presenza degli Ebrei in Italia." ha anticipato Disegni. Nella mattinata di domani, in cui il convegno dibatterà infine il tema degli studi e dei progetti di restauro trattando casi esemplari di interventi di restauro e riuso di edifici religiosi, interverrà anche Franco Lattes, docente al Politecnico di Torino, in merito ai restauri delle sinagoghe piemontesi.
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ITALIA EBRAICA DICEMBRE 2014
Fantoni, l'assessore Giusto
“Sì, sono pronta a scrivere allo Yad Vashem. A lasciar loro una testimonianza, un ricordo, una memoria. Renato Fantoni è stata una persona straordinaria, un Giusto. E come tale deve essere onorato”. A raccogliere l'appello lanciato su Italia Ebraica di settembre è Fortunee Treves, la cui cognata Giuliana – assieme al marito Eugenio Artom – trovò rifugio dalle persecuzioni grazie all’aiuto offerto da Renato Fantoni (1894‐1954), esponente di spicco del partito liberale fiorentino e futuro assessore comunale nella prima giunta del dopoguerra. I nuovi aggiornamenti su questa vicenda e il ruolo del nostro mensile nel reperimento delle testimonianze, impegno cui il quotidiano Repubblica ha dato ampio spazio negli scorsi giorni, aprono l'ultimo numero di Italia Ebraica-Voci dalle Comunità.
Sulla prima pagina del mensile anche la mostra organizzata dalla Comunità ebraica di Napoli per festeggiare i suoi primi 150 anni di vita, la testimonianza di Andra Bucci davanti a un folto palco di giovani veronesi e l'emozionante abbraccio tra due ex deportate ritrovatesi a Livorno per la prima volta dall'orrore del lager.
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j-ciak
Via con le piaghe. In Egitto
Avevamo inaugurato il 2014 con il visionario “Noah” di Darren Aronofsky e ci avviamo a salutarlo con un altro kolossal d’ispirazione biblica, “Exodus – Dei e re” di Ridley Scott, da domani nelle sale statunitensi (in Italia l’uscita è prevista a metà gennaio). Gli effetti 3D sono da brivido, le scenografie magnificenti – da non perdere le piaghe che si abbattono sull’Egitto – il cast di tutto rispetto. Eppure l’accoglienza è alterna: c’è chi grida al capolavoro, chi lo considera una rivisitazione de “Il gladiatore” in chiave biblica, chi rimpiange “I dieci comandamenti” (1956) di Cecil De Mille o “Il principe d’Egitto” (1998) di Dreamworks. E, fuor di critica cinematografica, qualcuno già ne contesta la scarsa adesione al testo biblico. Il film, che ha potuto contare su budget notevole (140 milioni di dollari), in ogni caso va visto. Se non altro perché, malgrado i difetti, ha un impatto visivo così potente da trascinare anche lo spettatore più riluttante. E perché nei prossimi mesi se ne parlerà parecchio, anche in ambito ebraico.

Daniela Gross
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  pilpul
Setirot - Grazie Milano (2)
Milano ha premiato con l’Ambrogino d’Oro Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti. Mi torna in mente una frase di Primo Levi riguardo a Lorenzo Perrone – il muratore che nel campo di Monowitz lo aiutò a vivere: «Lorenzo era un uomo; la sua umanità era pura e incontaminata, egli era al di fuori di questo mondo di negazione. Grazie a Lorenzo mi è accaduto di non dimenticare di essere io stesso un uomo». E un giorno lo scrittore Aharon Appelfeld mi disse: «È per le persone buone che ho incontrato, persone straordinarie, ebrei e non ebrei, che sono rimasto un uomo. È grazie a loro che non ho perso fiducia nell’umanità». A Gabriele e ai suoi collaboratori il più affettuoso Kol HaKavod.

Stefano Jesurum, giornalista

Time out - Estremisti pericolosi
Se coloro che fondarono il Sionismo, parlando di Stato ebraico, fossero in vita oggi sarebbero definiti dai vari Grossman, Oz e Yehoshua estremisti anche loro. Forse anche lo stesso Teodoro Herzl che ci scrisse un libro e del quale non sappiamo se avrebbe avuto motivi per cambiare idea. Forse anche lui un pericoloso estremista di destra che non voleva la pace?

Daniel Funaro




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