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28 gennaio 2015 - 8 Shevat 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“…Perché gridi. Parla ai figli d’Israele …” (Shemòt 14, 15). Il Grande Admor Rabbì Yehudà Leib di Gur, conosciuto per il suo commentario come Sefat Emèt, si domanda per quale motivo Moshé gridi al Signore.
Egli infatti sapeva benissimo che la redenzione sarebbe arrivata visto che l’Eterno glielo aveva già anticipato.
 
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David
Assael,
ricercatore
La Regione Lombardia ha presentato ieri una modifica alla Legge Regionale urbanistica del 12/2005, che limita, di fatto la possibilità di costruzione di nuovi luoghi di culto non cattolici. La modifica, di chiara impronta anti islamica, finisce, in questo modo, per riversarsi su altre confessioni, le quali, compattamente, protestano contro un provvedimento giudicato un esplicito attacco alla libertà religiosa.
 
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Dopo il 27 gennaio
Commemorazioni ufficiali ieri in Polonia per ricordare il settantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Trecento sopravvissuti – tra loro Alberto Israel, 88 anni, deportato dalla Rodi italiana il 24 luglio 1944 – hanno ricordato l’orrore del genocidio nazista e ammonito i quindici capi di Stato presenti a non rimanere mai più indifferenti di fronte all’odio e alle persecuzioni (Corriere della Sera e La Stampa). A rappresentare l’Italia, il presidente della Repubblica supplente Piero Grasso, accompagnato dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna (Avvenire). Come raccontano diversi quotidiani oggi, entrambi in mattinata avevano parlato, assieme al presidente della Camera Laura Boldrini, dagli scranni di Montecitorio nel corso della celebrazione italiana del Giorno della Memoria. A ricostruire i passaggi chiave dei loro discorsi, Carlo Marroni sul Sole 24 Ore, il cui articolo apre con le parole del presidente Gattegna: “Il valore della memoria, una memoria attiva e consapevole, è il cardine delle nostre società libere, plurali e democratiche”.
 
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  davar
AUSCHWITZ-BIRKENAU, 70 ANNI DOPO
"La Memoria è vita"
Capi di Stato, leader ebraici, Testimoni della Shoah.
Hanno suscitato emozione in tutto il mondo le immagini delle celebrazioni per il 70esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Ad intervenire, tra gli altri, il presidente della Repubblica polacca Bronislaw Komorowski, tre Testimoni diretti dell'orrore, il regista premio Oscar Steven Spielberg. “La Memoria è vita”, il significativo messaggio lanciato da quest'ultimo. Preoccupazione per il crescente antisemitismo in Europa è stata invece espressa dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder, nato da cittadino libero a New York mentre in Europa, e in particolare nella 'sua' Ungheria, la macchina dello sterminio era ancora in pieno movimento.
A guidare la delegazione ufficiale arrivata da Roma il presidente della Repubblica facente funzione senatore Pietro Grasso, accompagnato dal presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e dalle più alte autorità. Una missione che è arrivata a poche ore dalla cerimonia istituzionale per il 27 gennaio svoltasi nell'aula di Montecitorio, la stessa aula in cui nel '38 furono emanate dal fascismo le infami Leggi Razziste.
"A 70 anni dall'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, a 70 anni dalla fine dell'orrore, i leader del mondo hanno scritto una pagina di storia ricordando all'umanità intera come il valore della Memoria, una Memoria attiva e consapevole, sia il cardine delle nostre società libere, plurali e democratiche. Ricordando la barbarie di ieri – il monito di Gattegna – facciamo tutti fronte comune affinché siano rese vane le minacce di chi attenta oggi ai nostri valori e alle nostre conquiste fondamentali".
Tra i momenti emblematici della cerimonia l'omaggio dei capi delegazione e dei sopravvissuti all'altezza del monumento che commemora le vittime di Birkenau e la deposizione di candele alla memorie di tutte le vittime della Shoah e della barbarie nazifascista. Tra gli oltre trecento reduci del lager invitati in Polonia anche Alberto Israel, uno dei pochi a salvarsi dall'annientamento perpetrato ai danni della comunità ebraica rodiota.

qui milano - cerimonia al conservatorio verdi
Musiche e voci della Memoria
“È la prima volta che nostro nonno non è presente. È una cosa che fa pensare e ci fa sentire responsabili”. Sono le considerazioni semplici ma dirette dei nipoti di Nedo Fiano, Davide e Michael, a segnare la serata milanese dedicata alle celebrazioni del Giorno della Memoria. Davanti al folto pubblico riunitosi al conservatorio Verdi per l'appuntamento “La musica della Memoria” - organizzato dall’Associazione Figli della Shoah assieme alla Comunità ebraica di Milano, alla Fondazione Cdec e alla Fondazione Memoriale della Shoah – sono saliti sul palco i figli e i nipoti dei sopravvissuti alla Shoah Goti Bauer, Nedo Fiano e Liliana Segre: al fianco di Davide e Michael, infatti, si sono presentati Alberto e Luciano Belli Paci e Rosanna Bauer Biazzi (nell'immagine). Loro, facendo le veci del nonno e dei genitori, hanno ricevuto il riconoscimento tributato dalla Comunità ebraica milanese ai tre Testimoni: una targa che rappresenta un grazie simbolico per il coraggioso e instancabile impegno a mantenere viva la Memoria. A consegnare il riconoscimento il vicepresidente della Comunità Ebraica di Milano Daniele Cohen. La serata, condotta dalla giornalista Fiona Diwan e ideata da Lydia Cevidalli, si è aperta con l'intervento di Ferruccio De Bortoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, a cui sono seguiti quelli del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e di rav Alfonso Arbib, rabbino capo della città. L'attrice Anna Nogara ha dato voce ai Testimoni, rievocando alcuni drammatici passaggi dei loro racconti sulla deportazione e sul campo di Auschwitz, di cui ieri si è celebrato il 70esimo anniversario dalla liberazione. Poi la musica, con un omaggio al compositore torinese Sergio Liberovici, di cui il figlio Andrea ha ricordato l'impegno per il sociale. Presenti in sala tra gli altri, il vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach e il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi.
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israele - colpito a nord convoglio di tsahal
Netanyahu a Hezbollah:
"Non metteteci alla prova" 

Un veicolo dell'esercito israeliano è stato colpito questa mattina nella zona di Har Dov, lungo il confine con il Libano, da un missile anticarro. I media israeliani parlano di otto feriti, di cui quattro soldati di Tsahal. L'attacco è stato rivendicato dal movimento terroristico di Hezbollah, responsabile ieri del lancio di due razzi, da postazioni siriane, contro il territorio israeliano del Golan. In risposta all'aggressione, Israele ha colpito nella notte alcune posizioni militari in Siria di Hezbollah e delle forze governative di Assad. “In questo momento l'esercito israeliano sta rispondendo a quanto è accaduto al Nord. A tutti coloro che stanno cercando di sfidarci sul confine settentrionale – ha dichiarato poche ore fa il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu durante una cerimonia a Sderot, nel sud del paese - vi raccomando di guardare cosa è accaduto qui, non lontano dalla città di Sderot, a Gaza. Hamas ha ricevuto il più duro colpo da quanto è stato costituito e Tsahal è preparata per agire in modo risoluto su tutti i fronti”. 

qui Milano - consiglio regionale lombardia 
La testimonianza di Goti Bauer 
Su invito del Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, ieri mattina, in apertura della seduta settimanale si è ricordata la ricorrenza del Giorno della Memoria, con la partecipazione del vicepresidente UCEI Roberto Jarach (nell’immagine) e della testimone Goti Bauer. Alla presenza dell’intero Consiglio e del membri di Giunta, dopo il saluto del Presidente Cattaneo e del Sottosegretario Parolo in rappresentanza del Governatore Maroni, Jarach ha sottolineato l’azione dell’UCEI nel campo dell’educazione dei giovani e la funzione del Memoriale della Shoah di Milano per le scolaresche in visita. È fondamentale, ha ricordato, l’opera della scuola nella crescita della coscienza civile dei giovani per migliorare la convivenza nella moderna società multietnica e multiculturale. È seguita la toccante testimonianza di Goti Bauer sulla sua vicenda personale e familiare e sulla condizione di vita nei campi, fino al rientro in Italia ed alla ripresa di una vita “normale”. Un caldo e prolungato applauso di tutti i presenti ha accolto la fine dell’intervento di Goti Bauer, che ha toccato le corde più intime dei sentimenti di tutti i consiglieri.
 

QUI ROMA - LA MOSTRA AL VITTORIANO
La fine dell'orrore
Chi immagina la liberazione dei campi di sterminio nazisti come un gioioso momento di festa dovrà ricredersi. Aperti i cancelli, sorpassata la diabolica scritta che invita a lavorare per essere liberi, la visione è devastante: come gioire quando si pesa poco più di trenta chili e si ha sulle spalle il grave senso di paura, di morte, di umiliazione? Con questo spirito ieri è stata inaugurata al Complesso del Vittoriano la mostra “La fine dell’orrore. La liberazione dei campi nazisti” realizzata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma con il supporto della Comunità ebraica locale e la collaborazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Regione Lazio e Roma Capitale e che sarà possibile visitare fino al 15 marzo. A dare il benvenuto ai numerosi visitatori accorsi, il presidente della Fondazione Leone Paserman: “La mostra che vedrete oggi è stata fortemente voluta dalla Fondazione e conferma il sodalizio creato da anni con il complesso del Vittoriano. Perché è tanto importante? Perché, come ha detto il presidente della Repubblica Pietro Grasso, dobbiamo ricordare quello che è avvenuto anche il giorno dopo il 27 gennaio e quello dopo ancora. Quello che si propone la Fondazione è di creare un museo attivo, che celi di più oltre le teche e che diventi un vero e proprio centro di studi”.
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qui firenze - GIORNO DELLA MEMORIA
Fiorentina, un calcio al razzismo
In Toscana il livello di vaccinazione antirazzista ha raggiunto valori elevati”. Sono parole del governatore Enrico Rossi, intervenuto ieri in occasione della solenne seduta della Giunta regionale dedicata al Giorno della Memoria.
Ad essere sottolineate dal presidente Rossi sono in particolare alcune iniziative tra cui il Treno della Memoria, l’appuntamento biennale al Mandela Forum e l’impegno con programmi formativi ad hoc nelle scuole. Un’azione rivolta alle nuove generazioni e che vede ormai da molti anni in cabina di regia l’ex presidente del Consiglio comunale fiorentino Ugo Caffaz, che ricorda come “le risposte che arrivano dal territorio non cessino ogni anno di meravigliarci”.
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Qui Torino
In ricordo di Anna e Natalia 
Tra le tante iniziative torinesi promosse in occasione del Giorno della Memoria, il Museo Diffuso di Torino ha organizzato un incontro dedicato a due donne sopravvissute all’orrore dei campi: Anna Cherchi, deportata politica in quanto partigiana combattente e Natalia Tedeschi, deportata perché ebrea. Si tratta di due donne ‘resistenti’: internate, seviziate, esposte a freddo, lavori forzati, fame, sono riuscite a non soccombere, prima di tutto mentalmente e poi fisicamente, cercando di non farsi annientare dagli aguzzini. A presentare queste due emblematiche figure sono Barbara Berruti, vice Direttore di Istoreto, Istituto Storico della Resistenza, Lucio Monaco e Maria Chiara Avalle, due insegnati e storici che hanno preso parte al Progetto Memoria.
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qui roma
Piero e Sami, voce ai Testimoni
Meditate che questo è stato”. Queste le lapidarie parole scritte da Primo Levi che danno il titolo al documentario realizzato da Pietro Suber e Marco D’Auria che verrà proiettato stasera alle 20.30 al Centro Ebraico il Pitigliani di Roma.
La pellicola inedita, venduta in allegato con il settimanale L’Espresso durante il Giorno della Memoria e che è stata trasmessa ieri su Tv2000, ricostruisce la vicenda dei Testimoni della Shoah Piero Terracina e Sami Modiano, la cui amicizia è nata nel terribile sfondo del campo di sterminio di Auschwitz.
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qui torino - i mondi di primo levi
Così fu Auschwitz
È da oggi in libreria “Così fu Auschwitz”, il volume curato da Fabio Levi e Domenico Scarpa per Einaudi che raccoglie i moltissimi scritti in cui Primo Levi ha raccontato l’esperienza del lager. La presentazione, oggi pomeriggio alla Camera delle Guardie di Palazzo Madama, vedrà intervenire, oltre ai curatori, lo storico Alberto Cavaglion e Ernesto Ferrero, presidente del Centro di studi Primo Levi – diretto dallo storico Fabio Levi – che ha promosso la mostra ospitata in questi giorni nello stesso palazzo. Nel numero di febbraio attualmente in distribuzione Pagine Ebraiche dedica alla mostra e agli eventi ad essa collegati ampio spazio.
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pilpul
Ticketless - Specchio
Il volume di testimonianze (Primo Levi, “Così fu Auschwitz”, a c. di F. Levi e D. Scarpa, Einaudi) presenta molti spunti di interesse, ma colpisce – bene hanno fatto a rilevarlo i curatori nel sottotitolo – è la dualità della voce. Le pagine di Levi e di Leonardo De Benedetti, quando sono firmate singolarmente, tendono a confondersi. Specchiati sembianti, si diceva una volta delle scritture gemellari. Sfido chiunque a riconoscere, alla cieca, la mano dell’uno o dell’altro.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Memoria
Non c’è dubbio che questa edizione del Giorno della Memoria cada in uno dei momenti più oscuri e preoccupanti, a livello internazionale, sul piano della difesa dei diritti civili e dei valori di libertà, civiltà e umanità, non solo da quando, quindici anni fa, il Parlamento italiano volle istituzionalizzare le celebrazioni per tale ricorrenza, ma anche dell’intero secondo dopoguerra.

Francesco Lucrezi, storico
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