Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

15 febbraio 2015 - 26 Shevat 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Shaddai, uno dei nomi di Dio, è anche acronimo per Shomer Daletot Israel: custode delle porte di Israel. Il sorvegliante ultimo della nostra sicurezza è Dio; ma dobbiamo essere quotidianamente grati a tutti i custodi delle nostre scuole e delle nostre sinagoghe, che permettono lo svolgimento normale di tutte le nostre attività, istituzionali e private. Come ha fatto ieri a Copenhagen Dan Uzan a costo della vita. E come fanno ogni giorno tanti altri.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Questo martedì, 17 febbraio, sarà l’anniversario dell’esecuzione in Campo dei Fiori di Giordano Bruno, arso vivo per le proprie idee, da un potere che pensava fosse sua competenza esclusiva decidere che cosa si dovesse pensare e come si dovesse vivere. Non esiste alcun ideale o dottrina puri, slegati dalle pratiche dei suoi sostenitori. Allo stesso tempo, quelle pratiche non sono il risultato automatico, diretto e unico né di quell’ideale, né di quella dottrina.
 
Due attentati in Danimarca
colpita una sinagoga
Nella notte un uomo ha aperto il fuoco nei pressi della sinagoga Krystalgalde, uccidendo un civile e ferendo due poliziotti. La vittima, un giovane ebreo, stava prestando servizio di sicurezza volontario davanti alla sinagoga, al cui interno si stava celebrando un Bar Mitzvah. L'aggressione, come riporta il Corriere della Sera, si è verificata a poche ore dall'attentato al jazz club in cui si stava tenendo un convegno sulla libertà di espressione. Qui un uomo ha aperto il fuoco, esplodendo quaranta colpi, uccidendo un passante, colpito all'esterno dell'edificio, e ferendo tre agenti di guardia. “Maschio, 25-30 anni, circa un metro e 85, corporatura atletica, di aspetto arabo ma con una pelle più chiara del solito, capelli neri lisci”, la descrizione dell'attentatore rilasciata dai testimoni alle autorità. E questa mattina presto la polizia di Copenaghen ha ucciso un uomo che aveva aperto il fuoco contro alcuni agenti. Si sta indagando se si tratti dell'attentatore responsabile di almeno uno dei due attacchi avvenuti nella capitale danese.
 
Leggi

  davar
copenhagen - il cordoglio degli ebrei italiani 
"Non cediamo il passo all'odio"
Il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha inviato al presidente della Comunità ebraica di Copenhagen Dan Rosenberg Asmussen il seguente messaggio.

Caro presidente,

ti esprimo la vicinanza e il cordoglio di tutti gli ebrei italiani.
I terribili fatti di sangue delle scorse ore, l'agguato alla sinagoga Krystalgalde e il precedente attacco al convegno sulla libertà d'espressione, dimostrano come gli eventi di Parigi non siano un caso isolato ma parte di una comune strategia per diffondere terrore e insicurezza tra la popolazione.
Sono ore tremende, di indignazione e di lutto. Ma i fautori dell'odio e i nemici della libertà di espressione sbagliano se pensano di riuscire nel loro intento perché noi, gli ebrei d'Europa, non ci arrenderemo. E soprattutto continueremo a vivere le nostre vite e a difendere con forza i valori fondamentali che accomunano i popoli dell'Europa democratica nata sulle ceneri dei più gravi crimini mai compiuti dall'uomo contro l'uomo e fondata sugli ideali di chi lottò per la libertà e contro odio e tirannie.
Questa è la nostra forza. Questa sarà la ragione della loro sconfitta.


copenhagen - dopo l'attentato alla sinagoga
Il rav di Danimarca a Netanyahu: "L'Aliyah non è una risposta"
Si chiamava Dan Uzan, il trentottenne danese assassinato questa notte davanti alla sinagoga centrale di Copenhagen. Era lì come volontario per svolgere un turno di sicurezza mentre nei locali della Comunità ebraica si festeggiava un Bat Mitzvah. “Siamo scioccati da quanto è accaduto, uno dei nostri giovani iscritti è morto. Tutti conoscevano Dan”, ha dichiarato Dan Rosenberg Asmussen, presidente della Comunità ebraica danese. A loro si è rivolto il primo ministro Benjamin Netanyahu, mandando prima un messaggio di cordoglio a tutti i cittadini danesi per poi rilanciare l'invito al mondo ebraico europeo a fare l'Aliyah (emigrare in Israele). “Ancora una volta gli ebrei vengono uccisi sul suolo europeo per il solo fatto di essere ebrei – ha dichiarato il premier, utilizzando parole molto simili a quelle pronunciate dopo l'attentato al supermarket casher di Parigi – Questa ondata di attacchi terroristici prevedibilmente continuerà, incluse le aggressioni omicide di matrice antisemita”. “Ci prepariamo per un'immigrazione di massa dall'Europa; facciamo un appello perché ci sia un'immigrazione di massa dall'Europa – l'invito di Netanyahu, a margine della riunione di gabinetto di questa mattina – Voglio dire a tutti gli ebrei d'Europa o ovunque essi siano: Israele è la vostra casa... Israele vi aspetta a braccia aperte”. A stretto giro è però arrivata la risposta del rabbino capo di Danimarca Jair Melchior, dettosi deluso dalle parole del premier israeliano. “Il terrorismo non è una ragione per emigrare in Israele”, il commento lapidario di rav Melchior.
Leggi

Qui Roma
A lezione con rav Shlomo Amar
“Nella parashà di questa settimana apprendiamo quali siano i materiali necessari per costruire il tabernacolo del Signore. Essi sono oro, argento e rame, pietre… Ma la domanda di fondo resta: perché D-o ha bisogno di una casa in questo mondo? Perché ha avuto voglia di dimorare tra oggetti materiali? Il Signore disse infatti: ‘Mi faranno un tabernacolo e io dimorerò in essi’. Perché usa il plurale? Intende dire che dimorerà dentro ogni ebreo”. Ad introdurre la lezione di ieri sera al Tempio Or Yehuda di Roma è un ospite speciale: rav Shlomo Amar, rabbino capo sefardita di Gerusalemme ed ex rabbino capo sefardita dello Stato d’Israele. Nato a Casablanca, Marocco, rav Amar è stato eletto dopo 11 anni nei quali Gerusalemme non aveva avuto un suo rabbino capo.
Leggi

LA NOMINA DI MONSIGNOR edoardo MENICHELLi 
Il cardinale del dialogo
amico d'infanzia dei Di Segni

San Severino Marche. Tre bambini giocano a cavallo di una botte: si chiamano Edoardo, Elio e Frida. Il fratello di Elio e Frida, Riccardo, è da 14 anni il rabbino capo della più antica Comunità della Diaspora. Edoardo Menichelli, dal 2004 è arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, ottiene in queste ore il più alto incarico della Chiesa cattolica dopo la carica pontificia: la nomina a cardinale. Un riconoscimento che ha emozionato i suoi amici d’infanzia, che a Serripola – frazione del Comune di San Severino – avrebbero trovato accoglienza e solidarietà mentre tutt’attorno si addensavano le ombre della persecuzione nazifascista.
Edoardo, Elio, Frida. Storia di un’amicizia fortissima, sancita dal commovente abbraccio che li avrebbe visti protagonisti tre anni fa – assieme a Riccardo, nato dopo la guerra – in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria del comune marchigiano ai fratelli Di Segni. Partendo proprio da questa foto, pubblicata nel libro di memorie del capofamiglia Mosè (“Mosè Di Segni, medico partigiano”) che si presentava in quelle ore portando luce su due fronti: l’eroismo della popolazione locale che aprì le porte delle proprie case ai perseguitati; l’alto senso di servizio e la generosità del dottor Di Segni, che oltre a partigiano fu un riferimento per tutta Serripola.
Leggi

Qui Milano 
Educare alle Mitzvot
Iniziato nella tarda mattinata di domenica, continuerà nel pomeriggio e nella giornata di lunedì il seminario che raccoglie a Milano, nei locali della scuola ebraica, numerosi insegnanti ed educatori per un approfondimento su middot ed educazione ebraica.
Dopo una prima presentazione del programma, e una introduzione di Guido Osimo – componente della giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con delega alle scuole – l’intervento del rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib e della professoressa Maria Gerbino è stato dedicato al complesso tema della parlar male del prossimo. “Intervieni quando il tuo compagno è in pericolo.Taglia la catena della maldicenza” il titolo dell’intervento del rav, mentre la professoressa Gerbino si è concentrata sulle azioni concrete con “Intervenire in aiuto del proprio compagno”.
Nel pomeriggio di domenica saranno rav Roberto della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la professoressa Eliana Feyer ad affrontare il tema dell’ammonimento del prossimo e della comunicazione non violenta.
Leggi

pilpul
La passione per la morte
C’è un nocciolo duro nei fascismi di sempre e che si riflette su chi ad essi si richiama nell’oggi, del pari a come altri facevano nel passato. Si tratta della tanatofilia.
Traduciamo la parola in questi termini: passione per l’inerte, per quello che fu l’organico e che ora si fa massa inerme, per ciò che non ha (più) vita, quindi per quanto è morto. Non pretendiamo, in questo come in altri casi, di fare della filologia e neanche di dare una definizione scientificamente coerente, ossia valida una volta per sempre. Più plausibilmente, ci interroghiamo su quali siano i fondamenti di certi pensieri ed umori che poi, all’atto pratico, si trasfondono in scelte politiche, offrendo una coerenza paranoide e allucinata a chi le fa proprie e trasformandosi in regimi o, più comunemente, in correnti ideologiche d’uso comune Un viatico per lo sterminio, da più punti di vista, soprattutto se tutto ciò viene trasposto in condotte ed atteggiamenti variamente diffusi e ricorrenti. Senza stabilire impropri nessi di continuità, peraltro assai discutibili da un punto di vista storico, rimane tuttavia il fatto che la tanatofilia sia uno dei tratti più importanti delle attuali formazioni armate che compongono la variegata galassia dei movimenti del radicalismo islamista
.

Claudio Vercelli
Leggi

Nugae - Il museo che non c'è
Ci sono certe interviste in cui si capisce subito che l'autore non è al cento per cento convinto dal personaggio che ha davanti. Si percepisce lungo tutto il botta e risposta una specie d'ironia di sottofondo, come un brusio che bisbiglia al lettore di non lasciarsi conquistare troppo. Ecco, questa è esattamente l'atmosfera che avvolge un'intervista di Haaretz a una giovane artista israeliana che vive a New York, Ziv Schneider, ideatrice e curatrice del Museum of Stolen Art. Si tratta di un museo virtuale da visitare indossando una sorta di parallelepipedo di plastica nera, ossia una maschera da realtà virtuale, per ammirare una serie di quadri rubati e mai ritrovati. Nella realtà reale invece il museo non c'è, i quadri non ci sono, la guida che parla non c'è, Bennato e lo spirito anni '80 si scatenano.

Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
Leggi





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.