
Paolo Sciunnach,
insegnante
|
Nella
Parashà della settimana (Tetzaveh) si parla del Ner Tamid, il lume
perpetuo della Menorah. Il Pardes Yosef sottolinea che il Ner Tamid
rappresenta il simbolo della spiritualità di ogni ebreo: ogni ebreo
deve accendere nel proprio cuore il Ner Tamid, un lume a D-o. Ma questa
luce interiore non deve restare soltanto nell’Ohel Moed (interiormente,
nel Beth HaMidrash) ma anche fuori, verso l’esterno, nelle case e nelle
strade, in tutti gli ambienti in cui viviamo e ci impegniamo perso il
prossimo.
|
|
Leggi
|
Anna
Foa,
storica
|
Ad
Oslo, molti giovani musulmani hanno circondato, a difenderla in una
catena simbolica, la sinagoga durante lo Shabbat, per combattere contro
l’antisemitismo e l’islamofobia. Non sottovalutiamo questo gesto,
simbolico, certo, ma tutt’altro che insignificante. Che dei musulmani
rifiutino l’antisemitismo e si dicano pronti a combatterlo non è mera
solidarietà, è consapevolezza che i nemici degli ebrei, quelli che
attaccano le loro sinagoghe e li uccidono, sono anche i loro nemici,
coloro che uccidono tutti quelli che non la pensano come loro, siano
cristiani, ebrei o musulmani.
Solo chiamando i musulmani a questa lotta comune, e riconoscendo la
portata di atti come questo, abbiamo la speranza di non perdere la
battaglia o almeno di non vincerla al prezzo della rinuncia ai nostri
valori e ai nostri ideali.
|
|
 |
Shoah, un vitalizio
per i figli dei perseguitati |
Anche
le persone di religione ebraica che ai tempi delle leggi razziste e
della Shoah erano figli dei perseguitati potranno ricevere un vitalizio
previsto per chi è stato vittima di persecuzioni. A stabilirlo è stata
la Corte dei Conti del Lazio in due sentenze – scrive il Messaggero –
“con cui accetta il ricorso di cittadini di religione ebraica a cui
l’indennizzo in questione era stato negato dal Ministero dell’Economia
e delle Finanze”. Uno dei due, allora bambini, venne abbandonato dalla
madre “che essendo cattolica temeva di essere perseguitata perché aveva
avuto una relazione con un uomo ebreo”, l’altro nacque nascosto in un
convento e in una condizione precaria.
|
|
Leggi
|
|
|
oscar 2015 - grand budapest hotel e gli altri
Quattro statuette per Anderson, ma resta un po' d'amaro in bocca
Tutto
è andato come doveva andare. Dicono. Birdman, il film sull’attore in
crisi incastrato nel ruolo di un supereroe vestito da pennuto (Birdman
appunto) ha vinto e stravinto: Oscar per il miglior film, la migliore
regia di Alejandro Gonzalez Inarritu, migliore sceneggiatura originale
e migliore fotografia. A suscitare perplessità è però il destino di
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, il coloratissimo lungometraggio
ispirato ai libri dello scrittore ebreo viennese Stefan Zweig che non
vince dunque come miglior film o regia. Ambientato nella ridente
Repubblica di Zubrowka e dopo essere stato protagonista al Festival di
Berlino, conquista comunque ben quattro statuette per la colonna
sonora, il trucco, la scenografia e soprattutto per i costumi della
italianissima Milena Canonero che degli Oscar è una veterana (ha già
vinto con Marie Antoniette, Momenti di Gloria e Barry Lyndon).
L’influenza della letteratura Zweig è stata fondamentale per la
riuscita del film, Anderson ha infatti dichiarato di aver mescolato
diverse opere a firma dell’autore opere come “Il mondo di ieri. Ricordi
di un europeo” (ed. Mondadori), “L’impazienza del cuore” (ed. Elliot) e
il racconto “Ventiquattro ore nel corpo di una donna” (ed. Garzanti)
per ricreare l’ambientazione sognante di un tempo perduto per sempre.
Nato a Vienna in una famiglia ebraica abbiente (padre industriale,
madre proveniente da una famiglia di banchieri) Stefan Zweig è infatti
l’incarnazione perfetta di un prolifico impero che fa brillare i suoi
ultimi bagliori prima di spegnersi per sempre. Bagliori perfettamente
ricreati nella vicenda del concierge che scappa accompagnato dal fidato
assistente Zero.
L’Oscar come migliore sceneggiatura non originale va poi a Graham
Moore, la cui firma è sul copione di The imitation game, il film
dedicato al matematico Alan Turing. Daniela Gross nella sua apprezzata
rubrica settimanale di cinema J-Ciak ce lo aveva già presentato,
svelando il suo rapporto con l’ebraismo: “Nato a Chicago, Graham Moore
cresce con la madre Susan Sher, avvocato che lavora con il presidente
Obama come assistente particolare, presiede poi lo staff della First
Lady ed è incaricata dalla Casa bianca di tenere i contatti con la
Comunità ebraica. Un legame, quello con il mondo ebraico, molto sentito
anche dal figlio. ‘L’ebraismo è diventato per me sempre più importante
ed è sempre più un elemento di identità sociale. I miei nonni sono
morti pochi anni fa. Ero molto attaccato a loro e per la loro
generazione l’identità ebraica era fondamentale. Quando sono scomparsi,
l’idea che i custodi di questa tradizione eravamo divenuti io e mia
madre è risultata molto chiara e importante’, ha dichiarato in una
recente intervista al Jewish Journal”.
(Nell’immagine Milena Canonero che riceve l’Oscar come costumista di Grand Budapest Hotel)
Leggi
|
qui firenze
Nuova luce sulla sinagoga
Inaugurata
in forma solenne nel 1882, vistoso simbolo dell’emancipazione degli
ebrei italiani e oggi simbolo di tutta una città, la sinagoga di via
Farini è stata protagonista del secondo appuntamento del ciclo di
incontri su “Firenze capitale dell’esotismo” organizzato dalla
Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione, tra
gli altri, con Comunità ebraica, Opera del Tempio Ebraico, Museo
ebraico e Coopculture. Al centro delle celebrazioni i 150 anni di
Firenze capitale. L’evento, svoltosi in una sala gremita, ha permesso
di declinare non solo le suggestioni ma anche le professionalità – e
furono molte e diverse – immesse nella realizzazione e nella successiva
conservazione dell’edificio. Apertosi con un saluto della presidente
Sara Cividalli, l’incontro è stato introdotto da Renzo Funaro,
presidente dell’Opera del Tempio ebraico e vicepresidente della
Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, che ha illustrato progetti
eseguiti e progettualità ancora in fieri oltre a fare il punto su
alcune scoperte avvenute nel corso dei lavori di restauro della
sinagoga. Al tavolo dei relatori si sono poi alternati tre specialisti:
Laura Hamad (decorazioni interne); Simone Chiarugi (arredi lignei);
Silvia Ciappi (vetrate ottocentesche).
Leggi
|
Oltremare
- V per vittoria |
V
come vendetta. Ah, no, V come vittoria. Una mano giovane che spunta dal
nulla con indice e medio alzati a fare una V, appunto. Non è un partito
ma una iniziativa, non propone altro che la sostituzione di Netanyahu
perché Israele ritrovi la speranza per il futuro.
Se ricorda un film americano degli anni settanta, è probabilmente
perché fra i fornitori di dollari dell’iniziativa “V15″ ci sono
parecchi masticatori di chewing-gum. Oh, non facciamo i santerelli:
Israele è nata e ha continuato ad esistere per sessantasei anni, quasi
sessantasette, largamente grazie a sborsatori di dollaro sonante. E
questo coinvolge tutte le parti in causa, sinistre e destre parimerito.
Bibi deve ringraziare un miliardario americano, se un quotidiano
gratuito viene confezionato ogni santo giorno da anni, con l’unico
scopo di farlo apparire vincente, leader specchiato, e sempre
immancabilmente dalla parte del giusto, anche quando tutta la stampa
meno ‘dedicata’ si pone domande serie, fino ad accusarlo coralmente –
come in questi giorni – di utilizzo quantomeno discutibile dei fondi
pubblici per la gestione della residenza di primo ministro.
Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi
|
|
|