
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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Il
suono gelido e profondo della sirena che ferma Israele per due minuti
la mattina di Yom haShoa mi ha sorpreso mentre preparavo alcuni
documenti per un Bet din per un Ghiur. Ero in piedi, mentre la sirena
suonava e fermava ogni emozione facendole scoppiare tutte insieme, e
sotto gli occhi avevo un foglio su cui era scritto: “…credo fermamente
che la signorina G. ed il suo compagno ebreo israeliano costruiranno
una famiglia ebraica osservante in Israele…”, e intanto la sirena
suonava, con il suo carico di dolore fermato con il mio sguardo su quel
piccolo foglio e la sua speranza di una futura famiglia in Israele e
per Israele.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Ci
sono parole estreme che dovrebbero essere utilizzate con una cautela
particolare. Non che gli estremismi facciano male, anzi: danno un po’
di pepe al dibattito spesso noioso e ripetitivo. Ma c’è sempre una
misura oltre la quale se si decide di proseguire si rischiano rotture
poi difficili da risanare.
Una di queste parole è ‘traditore’, ed è utilizzata generalmente in
situazioni di guerra.
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BOLOGNA
- "Vivere l’ebraismo oggi in Italia tra piccole e grandi comunità".
Questo il tema di un incontro in programma domenica 19 aprile alle 10
al Museo ebraico di Bologna. Moderati da Yoram Ortona, interverranno i
rabbini capo Luciano Caro (Ferrara), Beniamino Goldstein (Modena),
Adolfo Locci (Padova), Alberto Sermoneta (Bologna).
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25 aprile, salta il corteo |
L’Anpi
Roma ha deciso di annullare il tradizionale corteo del 25 aprile dopo
le polemiche apertesi per la mancata partecipazione dell’Aned e della
Brigata Ebraica, le cui insegne sono da anni oggetto di vergognose
contestazioni.
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qui ferrara - festa del libro ebraico
Appuntamento con la cultura
Torna
l’appuntamento con la Festa del Libro Ebraico in Italia, giunta
quest’anno alla sesta edizione. In programma a Ferrara dal 25 al 28
aprile, la festa – organizzata dalla Fondazione Meis con il supporto
degli enti locali e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – è
scandita come tradizione da un programma articolato fatto di dibattiti,
convegni, concerti, laboratori didattici, proiezioni cinematografiche,
degustazioni, visite guidate, mostre, premi. Al centro i libri,
autentico cuore pulsante dell’evento, presentato oggi nel corso di una
conferenza stampa in cui sono intervenuti, tra gli altri, il presidente
del Meis Riccardo Calimani, il vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto,
il dirigente generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
e del Turismo Carla Di Francesco, il segretario generale del Ministero
Sabina Magrini, la curatrice della mostra “Torah fonte di vita” Sharon
Reichel e la direttrice di Ferrara Fiere Congressi Giorgina Arlotti.
Ad inaugurare l’evento la “Notte Bianca Ebraica d’Italia”, declinata
nel segno di un omaggio alla libertà che cade nelle stesse ore (la sera
25 aprile) in cui nel paese si celebra il 70esimo anniversario
dall’affrancamento dal giogo nazifascista. Nei luoghi ferraresi che
furono teatro di persecuzione si svilupperà così una passeggiata sotto
le stelle che approderà, come meta conclusiva, alla Fondazione Meis
(dove sarà possibile visitare la mostra “Torah fonte di vita”).
Tra i momenti più attesi della festa l’assegnazione – domenica 26
aprile, ore 11.30 – del premio di cultura ebraica Pardes, conferito
quest’anno al Premio Nobel per la letteratura Patrick Modiano, al
Testimone della Shoah Sami Modiano e alla storica Anna Foa.
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A proposito di Leopardi |
Da
insegnante di italiano ho trovato molto intriganti le considerazioni di
Alberto Cavaglion sul canone degli intellettuali ebrei e sul loro
scarso amore per Leopardi. Da profana, perché non ho mai approfondito
la questione, devo dire che non lo avrei mai immaginato, anzi,
istintivamente avrei supposto il contrario. Meno di un mese fa, allo
Shabbaton di Ivrea, David Terracini ha messo in scena un breve dialogo
tra un personaggio vivente e un coro di morti; pur nella totale
lontananza dei contenuti questa circostanza casuale mi aveva portato a
riflettere su come nell’ambito della cultura ebraica il tema
dell’aldilà possa essere trattato solo a condizione di non prendersi
troppo sul serio, un po’ come accade nel leopardiano Dialogo di
Federico Ruysch e delle sue mummie.
Anna Segre, insegnante
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Gli ebrei del Kurdistan |
Pochi
giorni dopo Pesach, gli ebrei del Kurdistan festeggiavano la festa di
Saharane. Una festività annuale che come il Nawroz presso gli altri
curdi, simboleggiava la fine dell’Inverno e l’inizio della Primavera.
Come si legge sul sito della Jewish Agency, gli ebrei curdi lasciavano
le proprie case e recandosi in mezzo alla natura si stabilivano per
qualche giorno in tende e capanne, e celebravano il Saharane, con
danze, canti, passeggiate, e lauti pasti.
Francesco Moises Bassano, studente
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Bene e male |
Nel
Talmud commentando la lotta tra il popolo ebraico e Amalek viene
spiegato che il nome del Signore non potrà essere completo e il Suo
trono ristabilito fino a quando il nome e il ricordo di Amalek non
verranno cancellati dalla terra(...)
Miky Steindler
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Amalek |
“Comprendere
come sia stato possibile diventare assassini dovrebbe costituire la
grande questione della prossima politica educativa della Shoah, a 70
anni di distanza”con queste considerazioni Gavriel Levi ha aperto,
presso la Comunità ebraica di Firenze, il dibattito su Yom Hashoah dopo
la proiezione del toccante documentario di Israel Cesare Moscati I
figli della Shoah”.
Ilana Bahbout
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