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3 luglio 2015 - 16 Tamuz 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Forse non tutti sanno che noi italiani di Gerusalemme abbiamo scritto sul nostro passaporto, rilasciato dal Consolato Generale d’Italia, che viviamo nello Stato “ZZZZ” e non in Israele.
Non è questo il luogo per analizzare l’ipocrisia dei motivi politici e diplomatici che sono alla base questa definizione dello stato di Israele come “ZZZZ” nell’aerea di Gerusalemme, però la prossima volta che dovesse venire in visita presso la sede della Comunità Italiana di Gerusalemme in Rechov Hillel un ministro, un sottosegretario, un sindaco o un usciere qualsiasi dello Stato Italiano potremmo provare a fare un esperimento: mostrando loro il nostro Museo di arte italiana, la Sinagoga di Conegliano Veneto e gli arredi e le collezioni di oggetti di Roma, Saluzzo, Mantova, Venezia, Ancona, Livorno, Firenze, Sabbioneta, Cuneo, Mondovì o chissà dove, potremmo dire: “Sono tutti pezzi di storia ebraica italiana giunti a Yerushalaim, capitale dello Stato ‘ZZZZ’ da moltissime città che videro gloriose pagine di storia ebraica ai tempi dei granducati toscani, degli Asburgo-Lorena, degli Austriaci e dello Stato Pontificio, città che da centocinquanta anni sono state occupate ed annesse al regno Sabaudo divenuto Repubblica Italiana con dubbia vittoria dopo il referendum del 1946”. Insomma un italico stato “ZZZZ”. E vedere di nascosto l’effetto che fa.
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Il testo proposto da papa Bergoglio a proposito di una riflessione sulla natura e il ruolo dell’uomo nel mondo del creato non può lasciare indifferenti. Esso contiene – come ovvio – un allarme sentito sulle condizioni del nostro Pianeta e sul modo in cui l’uomo si comporta in relazione alla gestione delle risorse naturali. Fra le altre cose, mi sembra una interessante novità il capitolo non marginale che Francesco dedica alla citazione delle fonti bibliche, poste al centro della sua riflessione. Gli ebrei com’è noto non hanno un papa, ma le riflessioni su questo argomento non sono mancate nel tempo, anche in anni recentissimi. La Giornata Europea della Cultura Ebraica nel 2013 era stata proprio dedicata al tema “Ebraismo e Natura”, e le numerosissime manifestazioni organizzate allora avevano posto l’accento sulla fondamentale, quasi ossessiva attenzione con cui le fonti ebraiche si occupano del rapporto fra l’uomo e la natura. Mi ha colpito in particolare la straordinaria relazione proposta ancora nel 1974 dal rabbino Elio Toaff z”l che può a tutti gli effetti essere considerata alla stregua di una “enciclica” ebraica per la ricchezza delle fonti elencate e citate e per la profondità del messaggio, che a suo tempo conteneva elementi di grande coraggio politico e civile.
 
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Nuovi scenari nel Sinai
All’indomani della cruenta battaglia di terra a Sheikh Zwaid gli aerei F-16 dell’Egitto di Al Sisi bersagliano dall’alto lo Stato Islamico insediatosi nel nord del Sinai. I jihadisti uccisi nei raid nell’ultima giornata sarebbero almeno 23, e lo scontro minaccia di estendersi a Gaza. A raccontare la guerra da Kerem Shalom , l’ultimo lembo di deserto israeliano stretto fra Gaza e l’Egitto dove è schierato l’esercito israeliano, è Maurizio Molinari su La Stampa. Secondo Yoav Mordechai, generale israeliano che coordina le attività nei Territori Palestinesi, “i leader militari di Hamas a Gaza aiutano Isis nel Sinai e hanno collaborato agli ultimi attacchi” a Rafah, Al-Arish e Sheikh Zwaid, probabilmente fornendo anche i razzi usati contro gli Apache egiziani, simili a quelli lanciati da Hamas contro gli elicotteri israeliani nel conflitto della scorsa estate. Da qui, spiega, l’ipotesi di raid egiziani a Gaza per colpire retrovie e arsenali dell’Isis, mentre Hamas percepisce il pericolo e schiera unità scelte a ridosso di Rafah.

Daniel Cohn-Bendit e la crisi greca. In un’intervista sul Fatto Quotidiano, l’ex europarlamentare e scrittore francese Daniel Cohn-Bendit, nato apolide da genitori ebrei, poi diventato cittadino tedesco, fa il punto sull’attuale crisi greca, dovuta secondo lui al fatto che “tutti i responsabili sono stati vigliacchi”, sia l’Unione Europea sia il governo greco, nel non dire fin dall’inizio che ci voleva una ristrutturazione del debito. “Se vogliamo uscirne, dobbiamo solo sperare che i greci dicano di sì. E lunedì torniamo a discutere intorno a un tavolo”, afferma Cohn-Bendit, che definisce la situazione dell’Europa “drammatica”. “Sappiamo che le soluzioni non sono facili, però quello che vediamo è la fiera degli egoismi. Ci sono solo un insieme di interessi nazionali che vanno l’uno contro l’altro. C’è bisogno di rinnovare l’Europa dalle fondamenta – la sua conclusione – e per farlo dobbiamo riferirci a valori come solidarietà e responsabilità, proprio come non è accaduto con i migranti nel Mediterraneo”.

Barenboim nel cuore di Berlino. A Berlino, la “Barenboim-Said Akademie” aprirà le porte a ottobre ai primi 13 musicisti della “West-Eastern Divan Orchestra”, l’orchestra composta da giovani israeliani e palestinesi fondata nel 1999 dal direttore Daniel Barenboim e insieme all’intellettuale americano-palestinese Edward Said. “Sarà una vera e propria accademia in cui i giovani musicisti israeliani e arabi studieranno scienze umanistiche e suoneranno da me diretti”, ha spiegato Barenboim in occasione dell’inaugurazione della nuova sala da concerto dell’Akademie nell’ex deposito dell’Opera di Stato (l’Espresso).
 
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  davar
verso le elezioni usa 
Washington e l'amicizia d'Israele 
Il 2016, anno delle elezioni presidenziali americane, è dietro l’angolo e i vari candidati stanno già lavorando alla propria campagna elettorale. Uno dei punti in agenda è sicuramente Israele, con cui i rapporti – grazie ai contrasti tra il Presidente Usa Barack Obama e il Premier israeliano Benjamin Netanyahu – non sono mai stati così tesi come negli ultimi anni. “Israele non ha miglior amico degli Stati Uniti; e gli Stati Uniti non hanno miglior amico di Israele”, ha dichiarato ieri Netanyahu nel corso della cerimonia presso l’ambasciata Usa in Israele per i festeggiamenti del 4 luglio (nell’immagine, Netanyahu e consorte con il presidente di Israele Reuven Rivlin e l’ambasciatore Usa Dan Shapiro). Un legame su cui nelle stesse ore è intervenuta Hillary Clinton, la candidata democratica alle presidenziali nonché la più quotata al momento a sostituire Obama alla Casa Bianca.
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qui bologna
Il Memoriale prende forma
Sarà un gruppo di cinque giovani architetti italiani a curare il progetto per la realizzazione del Memoriale della Shoah di Bologna: l’idea di Onorato di Manno, Andrea Tanci, Gianluca Sist, Lorenzo Catena e Chiara Cucina di realizzare un installazione fortemente evocativa al centro della piazza, posizionando uno vicino all’altro due imponenti muri che andranno a formare un passaggio angusto, è stata scelta dalla giuria del Memoriale tra i quasi trecento progetti che hanno partecipato al bando indetto lo scorso gennaio. “Sono riusciti a trasmettere grande emozione ed energia”, spiega Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna, tra i promotori del progetto. Al fianco della Keillah bolognese, ad impegnarsi nell’iniziativa del Memoriale, oltre all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il Comune di Bologna, l’Ordine degli Architetti di Bologna e le Ferrovie dello Stato. “Una struttura spaziale in grado di coinvolgere la cittadinanza, invitandola ad entrare in una dimensione esperienziale particolare, legata alla Memoria, attraverso uno spazio che trasmette un senso pressante di angoscia”, commenta De Paz. “Il progetto – aggiunge – soddisfa le indicazioni del bando, rispondendo all’esigenza di privilegiare soluzioni che inducessero la cittadinanza a porsi domande sul senso della Memoria, senza preoccuparsi di fornire risposte univoche o obbligate”. Il Memoriale sorgerà nella nuova piazza tra via Carracci e il ponte di via Matteotti, luogo di transito che connette la città storica all’espansione urbana di inizio ’900, e che una volta completata sarà uno dei punti di accesso per la nuova stazione Alta Velocità, divenendo uno snodo ancora più frequentato.
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pagine ebraiche - il dossier di luglio
Demoni, amuleti e incantesimi: magia, un'eredità da riscoprire

Angeli, demoni, esseri dai poteri eccezionali e difficili da controllare. La tradizione ebraica descrive un mondo complesso di forze sovrannaturali, per l’uomo a volte pericolose, a volte salvatrici, di certo misteriose, che per essere dominate necessitano di pratiche magiche ed esoteriche e che hanno influenzato tutta la cultura occidentale. Un argomento spesso
poco conosciuto o lasciato ai margini, che d’altro canto oggi riaffiora e riprende vigore. Questi mesi si caratterizzano per la presenza di varie occasioni di approfondimento, che il numero di Pagine Ebraiche attualmente in distribuzione presenta in un dossier interamente dedicato alla magia nella tradizione ebraica (per leggerlo,
cliccare qui), per offrire spunti di riflessione su un tema dall’enorme fortuna di cui tuttavia spesso s’ignorano le fonti.
Sarà proprio l’Italia a ospitare, l’1 e 2 settembre a Ferrara e Ravenna, un’occasione di scambio internazionale. È “L’eredità di Salomone. La magia ebraica in Italia e nel Mediterraneo” il titolo scelto per l’annuale congresso organizzato dal Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) e dall’Associazione Italiana per lo studio del Giudaismo, nel quale si riuniranno studiosi europei e israeliani, tra cui la ricercatrice italiana presso l’École Pratique des Hautes Études di Parigi Emma Abate, membro del comitato scientifico. Al centro dei lavori saranno in primo luogo le fonti, in particolare quelle provenienti dalla
penisola, tra cui vari manoscritti che testimoniano una presenza di tali rituali antica e radicata.
È inoltre in corso a Parigi, fino al 19 luglio, al Museé d’Art e d’Histoire du Judaisme, una ricca mostra dal titolo “Magie. Anges et démons dans la tradition juive” (Magia. Angeli e demoni nella tradizione ebraica), raccontata nelle pagine del dossier dal curatore Gideon Bohak, che interverrà tra l’altro anche nel congresso di Meis e Aisg.
Del rapporto fra magia e religione si sono occupate tra l'altro anche le ricerche antropologiche giovanili del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, autore nel 1981 del volume “Le unghie di Adamo”. A differenziare i due ambiti egli individua il rapporto personale della persona con il rituale preso in considerazione e la mediazione della divinità.
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la rassegna settimanale di melamed
L'elenco dei libri proibiti
Melamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter settimanale di melamed
cliccare qui.

Scrive l’Avvenire che "Tra i primi atti del nuovo sindaco del capoluogo lagunare, Luigi Brugnaro, c’è il ritiro dei 1.098 libri di favole per le scuole, acquistati dall’inizio del 2014 dall’allora delegata ai Diritti civili della giunta Orsoni, Camilla Seibezzi, apertamente indirizzati verso la teoria del gender.” (26 giugno) L’elenco dei libri ritirati ha immediatamente iniziato a circolare sui social network, sollevando reazioni fra l’incredulità, lo scandalo e lo sconcerto: sono stati messi all’indice, per esempio, un grande classico come Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni (Babalibri), e “Il pentolino di Antonino” di Isabelle Carrier (Kite edizioni), volume accompagnato da un quaderno pedagogico – gli autori sono docenti dell’Università di Padova – dedicato a insegnanti, educatori e operatori sociali per integrare la prospettiva della resilienza nel proprio lavoro. Vietato anche “Dov’è la mia mamma”, di Julia Donaldson e Axel Scheffler (Emme Edizioni), i notissimi autori del Gruffalò e di altri classici per l’infanzia.

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pilpul
Metapilpul
È nomale parlare di metaletteratura, metateatro, metacinema; forse vale la pena una volta tanto azzardare un metapilpul, un pilpul per riflettere su come funziona il pilpul. Questa newsletter ha molte decine di collaboratori che scrivono settimanalmente. Molti non si conoscono tra loro, o, comunque, difficilmente si parlano tutte le settimane; a volte dialogano a distanza, talvolta si danno ragione, più spesso (come accade tra ebrei) si confrontano, polemizzano, si punzecchiano. Anche se, per la verità, non è affatto scontato che tutti si leggano a vicenda, e non è detto che tutti i pezzi settimanali siano scritti all’ultimo minuto. Così talvolta un testo può sembrare la risposta a un altro mentre in realtà era stato scritto già una settimana prima. Oppure due o più persone polemizzano tra loro ma i lettori si perdono qualche puntata e non capiscono più di chi e di cosa si stia parlando. 

Anna Segre, insegnante
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Famiglia
Forse bisognerebbe interrogarci più approfonditamente, da un punto di vista etico piuttosto che ideologico, su cosa si intenda oggi per ‘famiglia tradizionale’, soprattutto chiederlo a chi scende in piazza per il cosiddetto Family day. Visto che questo concetto di famiglia sembra già stato sepolto da tempo, con la crisi della borghesia e l’eclissarsi della religione nella sfera privata, e poi con l’inevitabile emancipazione femminile e con l’istituzione del divorzio, divenendo una ‘scelta’ o una ‘possibilità’ piuttosto che una delle basi della società stessa. La cosiddetta famiglia tradizionale – intesa come costituita da due genitori eterosessuali, sposati presumibilmente sotto il rito cristiano, con il padre al vertice che provvede al sostentamento del resto della famiglia e la madre che si occupa della casa e dei bambini – nella ‘liquidità’ del mondo contemporaneo fondato sull’individuo, ha perso il suo contesto e la validità che deteneva nel mondo di ieri, e ciò come parte di una più lunga trasformazione, non essendo perciò né una novità e né un fatto dovuto alle battaglie per i diritti LGBT.

Francesco Moises Bassano, studente
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