David
Sciunnach,
rabbino
|
“…
prendete tra di voi degli uomini come soldati per combattere Midiàn per
infliggere la vendetta che l’Eterno [ha stabilito] nei confronti di
Midiàn …” (Bemidbàr 31, 3). Ha detto il Grande Admòr Rabbì Yehudà Lieb
Alter di Gur, conosciuto come Sefàt ‘Emèt: Con la parola Echaletzù
letteralmente scalzate (prendete) Moshè Rabbenù vuole dire ai figli
d’Israele di allontanare ogni interesse personale dalla guerra contro i
midianiti, perché questa guerra non deve esser fatta per il loro onore,
bensì per l’onore del Cielo.
|
David
Assael,
ricercatore
|
Non
c’è niente da fare, l’argomento della settimana sono gli accordi
‘storici’ firmati in questi giorni. Da un lato il signor Tentenna, come
da molti è stato definito Obama, che, dopo Cuba, lascia, con l’accordo
iraniano, un’altra eredità storica ai suoi successori ed al mondo
intero; dall’altro la resa assoluta di uno Tsipras al limite della
schizofrenia (era lo stesso che arringava piazza Syntagma quello
dell’intervista di ieri sera?), che apre le porte ad un patto con l’UE.
Quali riflessi per l’ebraismo mondiale? Non ottimi. In Israele, esclusi
i partiti arabi, la condanna per la legittimazione iraniana è pressoché
unanime, in Europa parla per sé l’antica profezia del leader di Alba
dorata Theodoros Koudounas alla vigilia delle elezioni di gennaio:
“Vincerà Syriza, fallirà ed arriveremo noi”.
|
 |
Iran, l'affondo di Bibi |
“L’accordo
minaccia la sicurezza di Israele e il mondo intero”. Così il primo
ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto l’intesa
internazionale sul nucleare iraniano, manifestando il suo dissenso in
una telefonata con il presidente statunitense Barack Obama raccontata
oggi su La Stampa. Oltre al timore di violazioni e della possibilità
che in ogni caso il paese si doti dell’atomica tra 15 anni, Netanyahu
aggiunge che l’abolizione delle sanzioni porterebbe a “pompare miliardi
di dollari nella macchina del terrorismo di Teheran che minaccia il
mondo”. Obama dal canto suo ha difeso l’accordo, riaffermando l’impegno
per la sicurezza di Israele con misure di “cooperazione senza
precedenti” che il segretario alla Difesa Ash Carter vaglierà di
persona a Gerusalemme durante una missione ad hoc la prossima
settimana. L’accordo dovrà ancora essere approvato dal Consiglio di
Sicurezza dell’Onu e poi dal Congresso degli Stati Uniti, dove avverrà
la battaglia politica più dura. “Questo accordo non si basa sulla
fiducia ma sulle verifiche”, ha dichiarato il segretario di Stato
americano John Kerry.
Mogherini: “Intesa storica grazie alla Ue”. Federica Mogherini, Alto
rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, che ha
coordinato i negoziati di Vienna, in un’intervista al Corriere della
sera dice: “Fa bene all’Europa essere coscienti di essere stati noi a
facilitare un’intesa storica”. E aggiunge: “Se da domani Teheran
cominciasse a investire in nuovi rapporti con i paesi vicini, basati
sull’idea della fiducia e sostenuti dalla comunità internazionale, il
Medio Oriente e il mondo potrebbero essere diversi da qui a dieci anni”.
|
|
Leggi
|
|
|
nucleare - la nota del presidente ucei
Di fronte alla minaccia iraniana
la diplomazia non basta
"Il
premier britannico Winston Churchill si rivolse nel 1938 ai diplomatici
occidentali che rientravano dalla Conferenza di Monaco, dove avevano
finito per assecondare le pretese territoriali del regime hitleriano
sul territorio cecoslovacco, con un monito terribile e indimenticabile
che purtroppo non ha perso il suo significato nemmeno ai tempi nostri:
'Potevate scegliere fra il disonore e la guerra. Avete scelto il
disonore, avrete la guerra'.
L’accordo diplomatico sottoscritto dai governi occidentali con il
regime iraniano che dovrebbe limitare, o addirittura porre sotto
controllo, la catastrofica corsa al potere nucleare di una delle
dittature più minacciose del mondo islamico, non lascia spazio, come
molti in queste ore mostrano di credere, esclusivamente alla speranza
di vivere in un mondo migliore. Rappresenta invece purtroppo anche un
elemento di seria inquietudine e rinnova l’obbligo di un’accresciuta,
incessante vigilanza di tutti coloro che hanno a cuore i destini dello
Stato di Israele, il principale bersaglio della feroce dittatura degli
ayatollah, degli ebrei nel mondo e con loro di tutte le realtà
democratiche e progredite.
La diplomazia fa il suo corso, ma l’esperienza ci ha insegnato che
quando si tratta di fronteggiare minacce mortali e feroci alla
disponibilità alla trattativa le democrazie devono sempre accompagnare
chiari elementi di deterrenza. È questo che speriamo avvenga anche e
soprattutto in questo caso.
Gli ebrei italiani, così come quelli di tutte le comunità del mondo, si
sentono partecipi dei destini di Israele e sono consapevoli che non
sarà un pezzo di carta, ma la vigilanza e l’estrema determinazione di
tutti coloro che non vogliono cedere alle minacce, a garantire la pace
e la sicurezza cui Israele, come tutte le società democratiche, aspira
nella piena legittimità".
|
nucleare - l'accordo con l'iran
Israele, diritti umani, terrorismo:
i grandi assenti di Vienna
È
stato richiesto al regime iraniano di fermare l’arricchimento
dell’uranio, incluse le migliaia di centrifughe che girano
nell’impianto di Natanz? È stato imposto all’Iran lo smantellamento del
reattore per acque pesanti di Arak e dello stabilimento per la
produzione del plutonio? È stato pretesa l’interruzione dello sviluppo
del programma missilistico iraniano? O che il regime sia pronto a
ispezioni delle proprie strutture nucleari in qualsiasi momento e
luogo? Queste domande (per la cronaca tutte con risposta negativa)
rappresentano alcuni dei 16 quesiti sollevati in un editoriale
pubblicato sul Times of Israel a firma del direttore David Horovitz a
poche ore dall’annuncio dell’accordo raggiunto tra la Repubblica degli
Ayatollah e il cosiddetto 5+1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia,
Francia, Cina più Germania, coordinati dal Rappresentante per gli
Affari esteri dell’Unione europea Federica Mogherini). Profonda la
preoccupazione di Israele, espressa da più voci appartenenti alla
maggior parte dell’arco politico, ma in particolare dal primo ministro
Benjamin Netanyahu, che ha parlato apertamente di “sconcertante errore
di portata storica” non appena l’esito del vertice in corso da
settimane a Vienna è rimbalzato sui media di tutto il mondo. “Siamo
stati noi a portare la questione iraniana all’attenzione del mondo. Non
fosse stato per Israele, l’Iran avrebbe raggiunto la bomba atomica anni
fa” ha poi rincarato Netanyahu, che ha definito l’accordo negativo “in
tutti gli aspetti”, rivendicando il diritto di difendersi dello Stato
ebraico. Leggi
|
israele - i protagonisti della moda
Da Holon alle passerelle di Dior,
il sogno di Sofia diventa realtà
“Avete
una ragazza giovane che si chiama Sofia, da Israele... era in una
boutique di Dior e non so per quale ragione, ma anche Raf Simons era
nella stessa boutique di Dior, e l'ha incontrata e ora la vuole”.
“Cosa? Cosa significa? Non ho mai sentito una storia così, mai. È
straordinario”.
I due increduli protagonisti di questo dialogo sono un rappresentate
della maison francese Dior e un impiegato dell'esclusiva agenzia di
modelle parigina Viva. Ricapitolando, la Sofia di cui parlano è Sofia
Mechanter, una quattordicenne di Holon al momento pressoché sconosciuta
che però farà molto parlare di sé, mentre Raf Simons è proprio quel Raf
Simons, direttore creativo di Dior, che da un momento all'altro l'ha
scelta come sua nuova musa. Ebbene sì, la storia di Sofia è una via di
mezzo tra quella di una nuova Kate Moss e una moderna Cenerentola.
Leggi
|
qui roma - beautiful israel italia
Ambiente, patrimonio da tutelare
Nuove
occasioni per diffondere le eccellenze israeliane. Ospite del centro
estivo Shirat haYam di Ostia, l'architetto Fabrizio Manasse,
consigliere dell'Italian Council for a Beautiful Israel, si è
intrattenuto con i giovani ospiti della struttura per parlare
principalmente di tre argomenti: tecniche di desalinizzazione del mare,
bio architettura in Israele, valore del rispetto dell’ambiente. Il
tutto, viene spiegato, nel solco dell’impegno assunto da Beautiful
Israel Italia nella sensibilizzazione delle nuove generazioni alle
problematiche ambientaliste. Nella stessa giornata, l’associazione
ecologista presieduta da Dario Coen ha conferito a Micol Piazza Sed
l’incarico di supervisore del progetto “Orto Urbano nella Casa di
Riposo - Residenza Sanitaria Assistita Ebraica di Roma”, con
l'obiettivo di occuparsi, in qualità di esperta in orticoltura, del
coordinamento delle attività che verranno svolte in questo senso
all'interno dell'istituto.
|
Ticketless
- In memoriam |
È
mancata negli scorsi giorni Eleonora Vincenti, già docente di filologia
italiana alle università di Firenze e Torino, figlia di uno dei nostri
più grandi germanisti. È mancata a Torino, nella sua bella casa in
collina, in mezzo ai suoi libri. Vorrei ricordarla qui per più di una
ragione. Intanto per il silenzio che persiste in questi giorni e mi ha
sorpreso, ma solo fino a un certo punto.
Alberto Cavaglion
Leggi
|
|
Periscopio
- Negoziati |
L’attenzione
dei giornali di tutto il mondo è stata catturata, negli ultimi giorni e
nelle ultime ore, da due eventi – quali i negoziati sul debito greco e
sul nucleare iraniano – che, al di là delle notevoli differenze,
sembrano presentare anche delle evidenti analogie. Difficile
pronunciarsi nel merito dei particolari tecnici delle due trattative,
che richiederebbero specifica competenza in materia di economia,
politica monetaria, fissione nucleare ecc. Qualcosa si può certamente
dire, però, sul piano politico, mediatico e psicologico.
Francesco Lucrezi, storico
Leggi
|
|
La solitudine di Israele |
L’accordo
tra Usa ed Iran, che dovrà essere approvato e ratificato nelle prossime
settimane, dà lo spunto a una riflessione di differenti identità che a
un certo punto divergono e confliggono nella storia: quella ebraica e
quella del resto del mondo. Sembra che solo al popolo ebraico siano
cari il tema della memoria e dell’eternità del tempo, della
trasgressione e della teshuvà, di Amalek e del Kippur. Rispetto agli
altri popoli che si inchinano alle leggi della politica e del
trasformismo senza mantenere la dignità e i valori costruiti nel tempo.
Perfino gli Stati Uniti di America tanto esaltati nei loro alti valori
democratici dichiarati nella Costituzione sfuggono a questa prassi.
Forse è proprio questa la solitudine di Israele e del suo popolo.
Jonatan Della Rocca
|
|
|