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6 settembre 2015 - 22 Elul 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
“Per arrivare ad una verità più elevata bisogna essere pronti a buttar via la propria verità” (sentita ieri alla tavola di Shabbat a nome di rabbi Natan, discepolo di rabbi Nachman di Breslav).
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Perché dovremmo ricordarci della foto di Alan? Ci siamo forse ricordati delle bare bianche di Lampedusa in questi due anni? Non mi piacciono le foto che diventano icone, perché non generano domande, ma solo affermazioni. Il loro valore è dottrinario e la loro funzione consolatoria. È solo misurandosi con (e non solo raccontando o ascoltando) la storia che sta dentro l’immagine di cui la foto ci fornisce un’istantanea che forse si riesce, con lentezza, a modificare le convinzioni profonde.
Emergenza profughi,
l'impegno di Berlino
Sono oltre 7000 i profughi accolti ieri da Germania e Austria. Così Angela Merkel: “Il diritto all’asilo politico non ha limite per quanto riguarda il numero di richiedenti in Germania”. Un reportage del Corriere della sera ne racconta l’arrivo, tra canti di gioia e wi-fi gratuito. Sul Corriere, inoltre, una riflessione a firma del germanista Claudio Magris.

Forte resta l’impegno anche sul territorio italiano. Sull’edizione milanese di Avvenire si fa ed esempio il punto sulle iniziative di solidarietà realizzate congiuntamente da Memoriale della Shoah di Milano e Comunità di Sant’Egidio. Ad oggi sono stati accolti oltre 2500 profughi provenienti da Siria, Iraq, Eritrea e Sudan.

La Giornata dei ponti. Vari approfondimenti sulle iniziative in programma oggi in tutta Italia per la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Sull’edizione fiorentina di Repubblica uno speciale con gli eventi odierni, che vedranno tra gli altri il coinvolgimento della redazione di Pagine Ebraiche. Lo sguardo si allarga anche altrove: sul Corriere Milano gli incontri al Tempio Centrale e al Memoriale della Shoah, mentre sulle pagine romane si parla del confronto pomeridiano con Alain Elkann. Grande attivismo anche nelle altre realtà locali: a Bologna inaugurazione della mostra “Zachor/Ricorda”, dedicata ai progetti per il Memoriale della Shoah cittadino. A tal proposito sul Corriere Bologna appare una riflessione sul legame tra l’ebraismo, la città e il concetto di accoglienza.
 
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  davar
L'annuncio del presidente ucei renzo gattegna
La nostra Giornata per i profughi
Tuteliamo chi soffre di più

Di seguito il testo dell'intervento tenuto a Firenze dal presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in occasione dell'apertura della Giornata Europea della Cultura Ebraica che ha nel capoluogo toscano la città capofila per l'Italia per il 2015.
"Nell'inaugurare questa Giornata - ha affermato il presidente UCEI - propongo a tutti i partecipanti, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinione politica, di dedicarla a quella parte dell'umanità, innocente e indifesa, che è costretta ad una fuga disperata dalla propria terra per tentare di salvare la vita propria e dei propri figli".

Illustri autorità e cari amici,
nel dichiarare aperta questa sedicesima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica mi tornano alla mente le parole pronunciate da Elie Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti e premio Nobel per la Pace nel 1986: “L'opposto di amore non è odio, è indifferenza. L'opposto di arte non è brutto, è indifferenza. L'opposto di fede non è eresia, è indifferenza. L'opposto di vita non è morte, è indifferenza”.
Sono parole tremendamente attuali perché in questo periodo, più che in passato, sentiamo quanto sia pericolosa l'indifferenza di fronte alla crudeltà e alla violazione della sacralità della vita umana, soprattutto quando gli assassinii vengono collegati a presunte motivazioni di carattere religioso e assumono la connotazione di fenomeni di razzismo, di xenofobia o di fondamentalismo religioso.
L'indifferenza di fronte alle sofferenze e alla morte degli altri comporta la perdita della propria coscienza e della propria dignità e la caduta nell'abisso del cinismo e della complicità con assassini e criminali.
La responsabilità per tanti orrori non deve essere addebitata solo ai gruppi o ai regimi estremisti e fanatici che li commettono, ma anche alle maggioranze inerti e silenziose che invece di impegnarsi e lottare per il rispetto dei diritti fondamentali di tutti voltano la testa dall'altra parte e fingono di non vedere.
Per questo motivo nell'inaugurare questa Giornata propongo a tutti i partecipanti, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinione politica, di dedicarla a quella parte dell'umanità, innocente e indifesa, che è costretta ad una fuga disperata dalla propria terra per tentare di salvare la vita propria e dei propri figli.
Il tema “Ponti” è stato scelto dall'associazione europea per la conservazione e la promozione della cultura ebraica come argomento di dibattito e approfondimento e come linea guida di questa Giornata.
Si tratta di un argomento di grande attualità, in quanto negli ultimi anni siamo stati costretti ad assistere a qualcosa di molto più degradante e degradato di una guerra combattuta tra eserciti.
La morte e l'omicidio vile di persone inermi e indifese sono stati proposti come modello, come proposta etica, come metodo di governo e di dominio.
Lo spettacolo perverso e raccapricciante dell'agonia e della morte è stato usato senza pudore e senza pietà come forma di pubblicità finalizzata al reclutamento di nuovi giovani volontari.
In questo orrore senza fine coloro che tentano di sfuggire a un destino inaccettabile sono costretti a passare attraverso trafficanti e mercanti di esseri umani che delle tragedie altrui fanno la loro fortuna.
Tergiversare non è più possibile. È giunto il momento nel quale i leader politici e religiosi, gli Stati democratici, le organizzazioni e i tribunali internazionali assumano, uniti e solidali, tutte le iniziative adeguate e necessarie a indurre o a costringere tutti al rispetto della legalità.
Ritengo necessario che oltre a parlare dei ponti si chiariscano oggi anche i presupposti necessari e indispensabili senza i quali la loro edificazione sarebbe inutile o impossibile.
L'ebraismo si basa su solidi principi e profonde radici che contemplano l'obbligo dell'accoglienza e del rispetto del diverso e dello straniero.
La storia e le tradizioni ebraiche sono quelle di un popolo che convive da millenni in mezzo ad altri popoli.
L'accoglienza e il rispetto di altre fedi e culture risalgono alle origini stesse dell'ebraismo.
Questo è il significato della biblica tenda di Abramo, aperta sui lati per essere sempre pronta ad ospitare da parte di lui, straniero, qualsiasi altro straniero di qualunque provenienza.
Le Comunità ebraiche di Firenze e di Milano, nel rispetto di queste civilissime tradizioni, si sono concretamente e rapidamente mobilitate per soddisfare le pressanti richieste delle rispettive autorità comunali e hanno destinato all'accoglienza di migranti, bisognosi di tutti i beni di prima necessità, ospitalità in propri locali, provvedendo alla loro sussistenza.
Rivolgo un sentito ringraziamento a queste due Comunità rappresentate dalla dottoressa Sara Cividalli, presidente della Comunità ebraica di Firenze, che come città capofila offre anche la generosa ospitalità di cui stiamo usufruendo, e all'ingegner Roberto Jarach di Milano, vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del Memoriale “Binario 21”.
Ringrazio infine voi tutti per la vostra presenza e la partecipazione.
E in particolare il sottosegretario Filippo Bubbico, in rappresentanza del Governo, e Sara Funaro, assessore del Comune di Firenze.
In vista della prossima festa di Rosh haShanah auguro a tutti un felice e dolce nuovo anno 5776.
Shanah Tovah

Renzo Gattegna,
presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Qui firenze - giornata della cultura ebraica
"La sfida è il Tikkun Olam"
“Cos’è un ponte? È la nostra capacità di relazionarci con gli altri, mantenendo forte la nostra identità. Altrimenti il rischio è l’appiattimento”. Sara Cividalli, presidente della Comunità ebraica fiorentina, descrive con questa immagine la sfida della sedicesima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicata al tema ‘Ponti e AttraversaMenti’ e con il capoluogo toscano città capofila per il 2015. Simbolo di questa edizione, che il presidente UCEI Renzo Gattegna ha scelto di dedicare al dramma dei profughi, è per Cividalli il cancello aperto all’ingresso della sinagoga di via Farini. Un simbolo importante, il simbolo di una Comunità protesa verso l’esterno, “attiva e vitale, con una scuola materna, con ragazzi che studiano”. E costruire ponti significa anche fare “Tikkun Olam”, riparare il mondo. Partendo dalle cose semplici. Come il concetto evocato alcuni giorni fa dal rav Pierpaolo Punturello sul nostro notiziario quotidiano. “Salutammece”, salutiamoci. “L’altro bisogna riconoscerlo e vederlo. Salutiamoci, appunto” l’invito della Cividalli nella sinagoga gremita. Nel pubblico, tra gli altri, i consiglieri UCEI Dario Bedarida, Anselmo Calò e Giorgio Giavarini.
Tanti i segnali positivi che arrivano da questa Giornata. A indicarli il rabbino capo Joseph Levi, che cita la presenza di molteplici rappresentanti religiosi e dell’ambasciatore iracheno, invitato dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia a visitare lo stand “Spazi di incontro” che getta una luce sul lavoro di recupero di alcuni patrimoni dell’umanità come sfida che accomuna tutti i popoli senza distinzione di etnia, cultura, religione. “Iniziative come quella odierna ci rassicurano e danno continuità a quello che è tradizionalmente l’orizzonte fiorentino. Si pensi a La Pira – dice il rav – e a tutti coloro che hanno agito in quel solco”. Fare ponti è anche creare i presupposti per l’accoglienza. Una sfida quanto mai attuale, come ricordato ieri sera dal vicepresidente UCEI Roberto Jarach nel portare la propria testimonianza da vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano. L’esempio che arriva da Binario 21, dove ad oggi sono stati ospitati più di 2mila profughi, dà il senso della centralità di questo tema nel mondo ebraico italiano: Jarach lo ha affermato con chiare parole. “Voltare le spalle non è un’opzione contemplabile. Oggi come allora. Al Memoriale – il suo appunto – lo abbiamo segnalato chiaramente, con la grande scritta ‘Indifferenza’ suggeritaci da Liliana Segre che accoglie tutti i visitatori”. Sulle stesse tematiche l’intervento dell’assessore comunale all’integrazione Sara Funaro, che ha letto un messaggio di saluto del sindaco Dario Nardella e tracciato poi la sfida di una città storicamente protesa all’incontro. “Firenze è una città dell’accoglienza, una città a porte aperte” ha sottolineato ricordando il contributo offerto dalla stessa Comunità ebraica fiorentina, che ha messo a disposizione dei profughi un proprio appartamento.
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qui firenze - giornata della cultura ebraica
Pagine Ebraiche incontra i lettori
Vengono accolte dal tavolo di Pagine Ebraiche le centinaia di persone che formano da ore un flusso costante, all’ingresso del giardino della Sinagoga di Firenze, città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Curiosità e interesse nei confronti del giornale dell’ebraismo italiano, che incontra oggi la voglia di conoscere e capire dei tanti che in tutta Italia stanno affollando comunità, centri culturali, musei e i mille luoghi dove vengono raccontate la storia e le tradizioni della minoranza ebraica. La presenza del giornale, che vede la redazione impegnata a raccontare l’impegno e il lavoro quotidiano e a raccogliere suggerimenti, pareri, commenti dei tanti che già sono lettori, attira e conquista.Leggi

qui torino - giornata della cultura ebraica
"Porte aperte ai migranti"
“Pensando ai ponti, come non ricordare il film ‘La barca è piena’ e le immagini dei profughi ebrei, allontanati con burocratica fermezza da un paese civile e democratico come la Svizzera. Quelle immagini non possono non richiamare alle nostre menti le scene drammatiche dei profughi, oggi in fuga dai drammi dei loro Paesi sconvolti dalle guerre. Davanti a questo dramma non possiamo restare inerti: tutte le forze della società civile devono unire le forze per dare risposte concrete e immediate”. Lo ha affermato il presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni aprendo la Giornata della Cultura Ebraica nella città piemontese.

Filippo Tedeschi

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qui milano - giornata della cultura ebraica
Ebraismo e Israele protagonisti
Dalla sinagoga all'Expo

Dal Tempio di via Guastalla al Padiglione israeliano all'Expo, dal rapporto del mondo ebraico con le altre religioni al legame tra Italia e Israele. A Milano la Giornata della Cultura ebraica, dedicata quest'anno ai “Ponti e AttraversaMenti”, trova diverse declinazioni, diventando protagonista sia nel cuore della città, con gli appuntamenti alla sinagoga centrale e al Memoriale della Shoah, sia nel palcoscenico internazionale dell'Expo. In via della Guastalla - alla presenza dei presidenti della Comunità ebraica di Milano Raffaele Besso e Milo Hasbani - si parla di rapporti tra l'ebraismo e le altre religioni abramitiche e del dialogo che si è sviluppato sul territorio milanese, come spiegano in apertura i consiglieri della Keillah, Davide Romano e Gadi Schoenheit. Tra i diversi relatori protagonisti dell'intenso calendario, rav Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, rav Giuseppe Laras, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, e, al Memoriale della Shoah, il Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Liliana Picciotto. La storia degli Italkim, la comunità ebraica di Israele, è invece al centro dell'appuntamento organizzato dalla Hevrat Yehudè Italia be-Israel: partendo dalla presentazione dell'ultimo volume della Rassegna Mensile di Israel, la rivista specialistica realizzata dall’UCEI, che dedica questo numero a “L’Italia in Israele. Il contributo degli ebrei italiani alla nascita e allo sviluppo dello Stato d’Israele”. In mattinata i relatori, rav Gianfranco Di Segni, direttore della Rassegna, il demografo Sergio Della Pergola e la direttrice del Museo Nahon di Gerusalemme Andreina Contessa hanno dato un quadro del ruolo che hanno giocato gli Italkim in Terra di Israele e nella costruzione dello Stato ebraico.

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parla l'assessore all'integrazione
Firenze e l'emergenza profughi
"Ottima la risposta della città"

“La lezione di La Pira? È ancora viva, nella politica e tra la gente comune. E di conseguenza facilita un certo tipo di lavoro. Anche sul fronte della solidarietà”.
Assessore comunale al welfare, alle pari opportunità e all'integrazione, Sara Funaro considera i ponti – filo conduttore di questa Giornata Europea della Cultura Ebraica – una sfida ineludibile. Sia nei rapporti tra identità religiose, che a Firenze sembrano convivere più facilmente che altrove, sia a confronto con il tema caldo di questa estate, che la investe direttamente nel suo incarico pubblico: l’accoglienza dei migranti in fuga da guerre, miseria, povertà.
“Firenze è molto sollecitata – osserva Funaro – e in linea di massima sta affrontando bene l’emergenza”. La sfida più delicata? Gestire i rapporti tra fiorentini e profughi, facendo passare il messaggio che l’accoglienza niente toglie alla collettività da un punto di vista economico e sociale.
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qui roma - giornata della cultura ebraica
Arte e scienza in dialogo
L’ebraismo come ponte per la scienza, la psicanalisi e il cinema, l’ebraico come ponte linguistico. Si apre con un seminario ricco di spunti, storie e personaggi la Giornata Europea della Cultura Ebraica romana. Un incontro, ospitato nella Sala Margana, che ha visto il neo-assessore alla Cultura della Comunità ebraica Giorgia Calò (nell’immagine) fare gli onori di casa: “Per noi il ponte è quello del Dialogo e del confronto con le religioni diverse, ma anche un luogo fisico come il Ponte Fabricio costruito nel 62 a.e.v che faceva da raccordo tra Lungotevere Cenci e l’Isola Tiberina ed era conosciuto anche sotto il nome di Pons Judaeorum perché collegava l’antico ghetto con la città. Gli ebrei romani, membri di una comunità millenaria, sono sempre stati un ponte: registravano i cambiamenti ed entravano in contatto con gli altri ma mantenevano sempre una loro identità". La storia e le figure del passato sono state protagoniste anche dell’incontro organizzato dalla comunità Progressive Beth Hillel presso la Casa della Memoria e della Storia, intitolata “Ponti – Convivenza tra comunità, culture e religioni diverse: esperienze del passato, idee per il futuro”, con modelli straordinari da prendere come esempio di dialogo proficuo per la difesa dei diritti delle minoranze. Tra queste spicca quella di Abraham Joshua Heschel, rabbino e filosofo polacco naturalizzato statunitense, che negli anni cruciali del secolo scorso fu impegnato in prima persona nelle lotte per i diritti civili dei neri, fianco a fianco con Martin Luther King. “Heschel era davvero un uomo di ponti, e individuava come suo contrario non il muro ma il concetto di isola, scrivendo nel 1966 che ‘no religion is an island’, nessuna religione è un’isola, e su questo principio basava le sue lotte contro il razzismo, che vedeva come incompatibile con la natura dell’uomo come parte di un unico creato”, ha sottolineato Elèna Mortara Di Veroli, docente di letteratura anglo-americana all’università di Tor Vergata.

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qui bologna - giornata della cultura ebraica
"Zachor, la Memoria è vita"
“La Giornata si è aperta con grande partecipazione e interesse da parte di tutta la cittadinanza. Oggi più che mai la Memoria è un ponte tra passato e futuro, la Memoria è vita”. Sintetizza così il presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz, la Giornata Europea della Cultura Ebraica che ha avuto come evento centrale l’inaugurazione presso la Salaborsa della mostra “Zachor/Ricorda”.
L’esibizione mette a disposizione dei visitatori i progetti e documenti relativi alla costruzione del Memoriale della Shoah che sorgerà in città, incastonato nel crocevia tra via Carracci e il ponte di via Matteotti. Il Memoriale, i cui lavori inizieranno a novembre e che De Paz auspica vedere conclusi il prossimo 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria, è promosso dalla Comunità ebraica cittadina, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, dal Comune di Bologna, dall’Ordine degli Architetti e dalle Ferrovie dello Stato. A presenziare all’inaugurazione di oggi, Victor Magiar, consigliere UCEI con delega alla Memoria (tra i componenti della giuria che ha selezionato i vincitori) e il rabbino capo Alberto Sermoneta.
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qui venezia - giornata della cultura ebraica
Religioni, l'unione fa la forza
Venezia e i ponti. Ponti per attraversare gli inconfondibili canali cittadini, unendo strade, piazze e quartieri. Ma anche ponti fra culture e idee. Così in laguna si è celebrata la sedicesima edizione della Giornata Europea della Cultura ebraica, riflettendo sul filo conduttore scelto per il 2015, “Ponti e AttraversaMenti” appunto, con una tavola rotonda dal titolo “Venezia, ponte tra le religioni?”. Protagonisti del confronto, moderato dallo storico Gadi Luzzatto Voghera, il rabbino capo della città Scialom Bahbout, Caterina Griffante, pastora della Chiesa evangelica valdese locale, Giovanni Levi, storico dell’Università Ca’ Foscari, il teologo Simone Morandini dell’Istituto di Studi Ecumenici “S.Bernardino” in Venezia, il responsabile della Co.Re.Is Veneto, l’imam Yahya Abd al-Ahad. A organizzare l’iniziativa, la Comunità ebraica di Venezia, con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il Museo ebraico di Venezia e la cooperativa CoopCulture, con il patrocinio delle istituzioni locali.
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qui siena - giornata della cultura ebraica
Piero Sadun, genesi di un artista
Commosso e partecipato omaggio della cittadinanza senese alla memoria di Piero Sadun, protagonista con le sue opere della mostra “Genesi di un artista: 1938-1948″ inaugurata nella locale pinacoteca in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Appartenente a una delle famiglie più note della città, arrivata a Siena da Pitigliano dalla prima metà del diciannovesimo secolo, Piero Sadun è scomparso nel 1974, a soli 55 anni.
La mostra è stata ben allestita, nel cortile e in un locale a terreno e nella sala delle sculture, dalla cui finestre si apre uno spettacolare panorama urbano, dove sono per la prima volta esposti i vari disegni fatti da Sadun durante la sua militanza partigiana e i dipinti, con falso nome, che abbelliscono a Putignano la residenza della famiglia Bracci dove aveva subito trovato un sicuro rifugio dopo la retata compiuta a Siena il 6 novembre 1943.

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qui roma
Al festival con Daniel Libeskind
"Architetti, artefici del futuro"

“Questo è uno degli appuntamenti più importanti del nostro calendario. E ha grande valore il tema scelto, Around the future, attraverso il quale si darà spazio al progresso e alle nuove generazioni”. Così la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello ha accolto l’ottava edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica che si è aperta ieri sera con la consueta Notte della Cabbalà e con ospite d’onore l’archistar Daniel Libeskind. La manifestazione, promossa da Comune di Roma, Comunità ebraica, ambasciata d’Israele, Regione Lazio e Camera di Commercio, andrà avanti fino a mercoledì 9 settembre. “L’ebraismo ha guardato sempre con una certa cautela al futuro – aggiunge l’editore Shulim Vogelmann, organizzatore della kermesse assieme a Raffaella Spizzichino, Ariela Piattelli e Marco Panella – non è infatti permesso ricorrere a indovini o simili. Quando Giona predisse la distruzione di Ninive a causa del cattivo comportamento dei suoi abitanti, essi cambiarono atteggiamento e la città fu mantenuta intatta. Il futuro per l’ebraismo infatti non è già scritto, può cambiare a seconda degli uomini e delle loro scelte. È nelle nostre mani. La lettera con cui il Signore ha creato il mondo è la bet ed è disegnata in modo da avere una sola apertura che indica la direzione in avanti. Andare avanti e guardare al futuro è l’unica soluzione”.  
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sorgente di vita
La Giornata dei ponti
La puntata di domenica 6 settembre di Sorgente di vita apre con Firenze, città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica giunta alla XVI edizione: nel giardino della sinagoga musica, spettacoli, incontri e assaggi gastronomici per far conoscere tradizioni, cultura e storia di una presenza secolare. Da qui prendono il via le iniziative che si svolgono in contemporanea in 72 località italiane e in 32 paesi europei e che quest’anno sono dedicate al tema “Ponti e AttraversaMenti”.
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pilpul
La leggenda nera
Esiste una leggenda nera e, come tutte le maledizioni che ti cadono addosso, una volta che ti è affibbiata non te la levi più. Facciamo tuttavia un passo indietro, per meglio intenderci. Anzi, compiamone due. Il primo: quindici anni di stallo nel cosiddetto “processo di pace”, tra israeliani e palestinesi, hanno contribuito enormemente ad ampliare i divari preesistenti. Lo status quo, che non corrisponde alla mancanza di intenzione politica ma alla sua sostanziale inerzialità, la quale si esprime infine con l’unilateralità dei fatti compiuti, non sono estranei a questa dinamica. Ma essa, ed è il secondo passaggio, gli preesiste e trova il suo fondamento in quello che è l’assunto di principio da cui tutto parte, ossia che lo Stato d’Israele e, prima ancora, ciò che l’ha preceduto nel suo progressivo definirsi come entità politica, ossia lo sviluppo dell’insediamento sionista fino al 1948, sia il prodotto di un esercizio di abusivismo storico.

Claudio Vercelli
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