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21 febbraio 2016 - 12 Adar 5776
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il governo propone l'apertura di un casinò, ma molti sono contrari

Eilat città in crisi, le scommesse per il rilancio

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Bagnata dal Mar Rosso, nella punta più a sud di Israele sorge Eilat, una città costruita sul turismo. Una città che negli ultimi anni è sprofondata gradualmente in una crisi economica dovuta proprio alla mancanza di turisti. Stando ai dati del 2014, l'economia locale si basava per l'80 per cento su questo settore. Nello stesso anno, le statistiche del Central Bureau of Statistics (CBS) e della Israele Hotel Association (IHA) parlavano di un calo del 26 per cento di visitatori in luglio (alta stagione) rispetto all'anno precedente. Una contrazione in parte connessa al conflitto a Gaza tra Israele e i terroristi di Hamas (luglio-agosto 2014), ma un calo sarà poi registrato anche qualche mese dopo, a novembre con il 51 per cento in meno di arrivi rispetto all'anno precedente. Una crisi preoccupante per l'economia locale che il governo, e in particolare il Premier Benjamin Netanyahu, vorrebbe rilanciare con una proposta che ha già raccolto molte critiche: l'apertura di un casinò in città.

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i vivai chiedono di rimanere aperti il sabato, ma la legge li sanziona

Lavorare di Shabbat? Il dibattito si fa spinoso

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"E il settimo giorno ti riposerai”. Così indica la Torah e così indica la legge israeliana del 1951, titolata genericamente “Ore di lavoro e ore di riposo”, che tutela i lavoratori e ne impedisce lo sfruttamento. Una legge che – spiegano dal Ministero dell'Economia – nasce per tutelare i lavoratori, permettendogli di avere diritto ad un giorno di riposo a settimana nel quale il superiore non può obbligarlo a proseguire le sue mansioni.
La legge in questione non proibisce che le attività commerciali restino aperte durante il sabato ebraico, lo Shabbat, ma si rivolge ai lavoratori che – se di religione ebraica – avranno il loro giorno di riposo corrispondente allo Shabbat, mentre se non ebrei avranno diritto al giorno di riposo previsto dalla loro religione. Un procedimento piuttosto semplice se non per un piccolo particolare: cosa succede se un'attività gestita da ebrei israeliani rimane aperta di sabato e se i suoi dipendenti sono tutti di religione ebraica? Succede che il rischio di una multa salatissima dal parte del Ministero diventi sempre più concreta. Il caso – ultimo in ordine di tempo – riguarda il settore dei vivai, il cui profitto si sostiene in larga parte proprio grazie ai guadagni fatti durante lo Shabbat. Diversi proprietari, infatti, hanno ricevuto lettere di avvertimento nelle quali si invitava a chiudere l'attività di sabato per evitare di pagare penali.

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le parole del generale eizenkot

La proporzione della forza

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"L'esercito israeliano non segue gli slogan che recitano 'se qualcuno viene per ucciderti, uccidilo per primo'. Un soldato può rimuovere la sicura e sparare nel caso in cui sia in pericolo o qualcun altro lo è". Parole del capo di Stato Maggiore d'Israele Gadi Eizenkot che hanno aperto nel Paese un dibattito sull'uso proporzionale della forza, con il generale sostenuto dal ministro della Difesa Moshe Yaalon e al contempo attaccato da altri membri del governo. 
 
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la condanna per ehud olmert

L'ex premier in prigione

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"Da primo ministro ero responsabile della sicurezza di Israele: adesso sto per finire dietro le sbarre. Capirete che per me si tratta di una trasformazione strana e dolorosa". Dopo aver registrato un breve video poi affidato ai media, l’ex premier israeliano Ehud Olmert ha iniziato il breve viaggio che lo ha portato dalla sua residenza nei pressi di Gerusalemme fino al carcere Maasiyahu di Ramle, poco lontano da Tel Aviv. Là deve scontare una sentenza a 19 mesi di carcere per corruzione.

Daniel Mosseri, Libero, 16 febbraio 2016


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l'ex agente dei servizi segreti È il nuovo volto del likud alla knesset 

Amir Ohana, il falco ha un animo libertario

img headerDavanti ai parlamentari israeliani ha salutato i due figli e Alon, "l'amore della mia vita". I gemelli Ella e David sono nati da poco attraverso la maternità surrogata negli Stati Uniti. Perché Amir Ohana è il primo deputato apertamente gay a entrare alla Knesset per il Likud, il partito conservatore al governo. 0 come ha proclamato nel giorno dell'insediamento: "Sono omosessuale, un falco della destra nelle questioni di sicurezza, un liberal in quelle sociali". Ufficiale dell'esercito, per un periodo agente dello Shin Bet (i servizi segreti interni), Ohana è un ebreo di origini marocchine e ha sempre sostenuto il Likud al punto di ammettere: "Se la coalizione dovesse decidere di non votare per una legge in favore della comunità gay, non avrei altra scelta che obbedire".

Davide Frattini, Corriere della Sera Sette, 19 febbraio 2016 

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