Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

10 marzo 2016 - 30 Adar I 5776
header

il dibattito sulla tzniut

Tradizione ebraica e modestia:
quelle domande non formulate

img headerNelle scorse settimane, le parole di denuncia di Renee Rabinowitz, ottantunenne sopravvissuta alla Shoah e combattivo avvocato, hanno fatto il giro del mondo. A motivare la rabbia di Rabinowitz, un episodio avvenuto su un volo New York-Tel Aviv: l’assistente di volo le ha domandato di cambiare posto, in seguito alla richiesta del passeggero accanto a lei, uomo ebreo haredì, che non desiderava sedere vicino a una donna.
Al di là di titoli sensazionalistici apparsi sulla stampa, qualcuno ha cercato di rispondere ad alcune domande. Come per esempio, se la richiesta di non sedere accanto a una donna, sia davvero riconducibile alla legge ebraica.

Leggi tutto

 

ebraismo nel mondo: da bogotà a medellin

Il gran dilemma della sopravvivenza

img headerVoltiamo pagina e occupiamoci per una volta degli ebrei in Colombia. Lontani dall'occhio del ciclone globale, ma pur sempre coinvolti da forti turbolenze locali, i circa 3.000 ebrei che vivono oggi in questo bel paese sudamericano sono il residuo di una comunità che non molti anni fa contava 10.000 persone ma si è ridotta notevolmente a causa della forte emigrazione. Questa si è diretta soprattutto verso Miami e la Florida, ma anche verso Panama e qualche altra destinazione latinoamericana, e finalmente verso Israele dove oggi vivono oltre 3.000 ebrei colombiani: altrettanti quanti ne vivono nel paese di origine. È stata soprattutto un'emigrazione di reazione alle drammatiche circostanze del terrorismo legato alla produzione e al commercio della droga. In Colombia per molti anni a partire dal 1964 si è svolta una vera guerra civile tra il governo e i movimenti terroristici, in primo luogo le FARC – le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo. Le FARC affermano di essere un movimento di contadini marxistileninisti, si sostengono economicamente attraverso rapimenti e riscatti di persone, estorsione e tassazione in nero, attività minerarie illegali e produzione e distribuzione di prodotti stupefacenti.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
Pagine Ebraiche, marzo 2016

Leggi tutto

 

predappio: museo sì

Per capire il Ventennio disastroso

img

Un primo merito del progetto intrapreso dal sindaco di Predappio – aprire, nell’ex Casa del fascio della città del Duce, un Museo del fascismo italiano – sarà stato quello di risvegliare la comunità degli storici dall’abituale suo torpore. I contemporaneisti italiani si vanno oggi impegnando in una discussione significativa, oltreché sul merito del progetto romagnolo, sui nodi del rapporto fra storia e memoria Finora, deboli sono stati gli argomenti raccolti ad detenendum. Il pericolo che un Museo del fascismo a Predappio incoraggi i pellegrinaggi dei nostalgici(come se davvero potesse esistere confusione tra un luogo serio di interpretazione scientifica, di rappresentazione museale, e di restituzione narrativa del Ventennio, e le stanche ritualità dei neofascisti in camicia nera che salutano romanamente presso la tomba di Mussolini). La necessità di realizzare, preventivamente, un Museo del Novecento a Roma o a Milano(come se davvero l’una cosa fosse culturalmente propedeutica all’altra).

Sergio Luzzatto, il Sole 24 Ore Domenica
6 marzo 2016


Leggi tutto

predappio: museo no

Il fascismo non è solo Mussolini

img

Sul progetto di un museo del fascismo che si vorrebbe costruire a Predappio si sta facendo una gran confusione. Che il fascismo si debba studiare, è ovvio. Che un museo del fascismo contribuisca alla conoscenza del fascismo non è ovvio: dipenderebbe dalla qualità del museo. Ma per quale motivo l’eventuale museo dovrebbe essere localizzato a Predappio? Si è detto che il sindaco di Predappio – che non conosco, e che sarà animato dalle migliori intenzioni – vorrebbe contrastare con un museo i pellegrinaggi dei nostalgici, la vendita dei souvenirs fascisti e via dicendo.L’argomento appare ingenuo, e stupisce che tanti(compresi studiosi di prim’ordine) l’abbiano fatto proprio. Un museo situato a Predappio identificherebbe il fascismo con l’individuo Mussolini, forzando fino alla caricatura il senso dell’impresa storiografica, discutibilissima, di Renzo De Felice. Perché Predappio,anziché Milano o Roma, città senza le quali la storia del movimento, poi regime fascista, sarebbe impensabile?

Carlo Ginzburg, il Sole 24 Ore Domenica
6 marzo 2016


Leggi tutto



moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici suFACEBOOK  TWITTER

Pagine Ebraiche 24, l’Unione Informa e Bokertov e Sheva sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it
Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa, notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009. Pagine Ebraiche Reg. Tribunale di Roma – numero 218/2009. Moked, il portale dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 196/2009. Direttore responsabile: Guido Vitale.