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21 marzo 2016 - 11 Adar II 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Esiste una teologia ebraica? Troppo spesso si sente dire che l’ebraismo è una ortoprassi, che l’ebraismo non ha dogmi di fede, che l’ebraismo non ha una teologia sviluppata. Ma è proprio vero?
Questa idea, assai diffusa, ha una origine filosofica ben precisa: Spinoza, Mendelson, la Askalah, la Riforma. Troppo spesso si confonde l’osservanza della Torah con il comportamentismo religioso.
 
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Anna
Foa,
storica
Chissà se negli incontri che si terranno nelle scuole per illustrare agli studenti l’Arma dei Carabinieri si parlerà anche della loro storia passata e in particolare di un fatto di oltre settant’anni fa: il 7 ottobre del 1943, solo nove giorni prima della deportazione degli ebrei romani, oltre duemila carabinieri furono deportati da Roma nei lager nazisti, dopo essere stati disarmati, perché considerati ostili agli occupanti nazisti e alla Repubblica di Salò e fedeli al re e al governo Badoglio? Molti non tornarono.
 
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Terrorismo,
l’allarme di Londra
Come a Parigi, più di Parigi, peggio di Parigi: i servizi segreti inglesi temono un attacco con fino a dieci attentati contemporanei a Londra. Un’azione “enorme e spettacolare”, per rispondere alla quale i commando dell’esercito sono pronti a intervenire, in basi appena fuori la capitale, inclusi artificieri e specialisti della guerra nucleare, chimica e batteriologica (Enrico Franceschini, Repubblica).

“Spaventato e perduto, senza i complici che lo avevano protetto durante i quattro mesi di latitanza, da chiedere lui stesso di passare la maggior parte del suo tempo in uno sgabuzzino di pochi metri quadrati”. Marco Imarisio, sul Corriere, racconta gli ultimi giorni di Salah Abdeslam prima dell’arresto a Molenbeek.
“Forse, come sostiene il ministro degli Esteri, era davvero ‘pronto a rifare qualcosa’ nella capitale belga dopo aver fornito supporto logistico alla strage di venerdì 13 novembre a Parigi. Ma la testimonianza di Djemila Aberkan, la donna che tramite il figlio Abid si è vista arrivare nella casa di rue des Quatre Vents un ospite piuttosto ingombrante, rivela quale fosse al momento della cattura lo stato psicologico dell’ex primula rossa del terrorismo internazionale”.

“Io sono di destra. Non voglio essere giudicata per niente che sia dell’altro millennio, è un tema che non mi interessa. Io sono nata nel 1977, non sono mai stata fascista”. Così Giorgia Meloni, ieri ospite da Lucia Annunziata. “Nessuno chiede a Meloni di mettere oggi la camicia nera, ma un po’ di rispetto per una storia che si è vissuta, che si è tramandata di padre in figlio credo ci voglia. Io non rinnego la mia storia per prendere voti di chi sceglie altri”, l’attacca Francesco Storace.
“Io sono fierissima della mia storia che inizia nel 1977. Ma quando guardo piazza Venezia – sostiene la Meloni – invece di pensare al Duce, come crede lei, penso agli automobilisti che impazziscono perché quando piovono due gocce su dei sampietrini che non sono mantenuti la gente si fa male” (Il Messaggero).
 
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  davar
la conferenza dell'aipac - in attesa di trump
Clinton ai leader palestinesi:
"Basta istigare alla violenza"

È iniziata ieri sera la AIPAC Policy Conference, la più grande riunione di gruppi statunitensi a sostegno di Israele, a cui partecipano politici, attivisti, studenti, delegati dalle sinagoghe di tutto il paese e leader mondiali, organizzata dall'organizzazione American Israel Public Affairs Committee dal 20 al 22 marzo. Ogni anno vengono presentati progetti, svolte sessioni di approfondimento su vari argomenti, discussi i temi caldi dell'attualità e vissuti importanti momenti di confronto con leader americani e israeliani. Tra loro, quest'anno il vicepresidente Usa Joe Biden – intervenuto nel giorno di apertura - il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, il leader dell'opposizione Isaac Herzog, e soprattutto – almeno per i quotidiani americani - la candidata alle primarie democratiche Hillary Clinton - che dal palco ha chiesto alla leadership di smetterla di istigare all'odio contro Israele, in riferimento all'ondata di attacchi terroristici degli ultimi mesi -, e i candidati alle primarie repubblicane Ted Cruz e Donald Trump. Proprio Trump, atteso a parlare nelle prossime ore, è il personaggio che tutti aspettano di sentire.
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Qui Roma
Israele, tra identità dinamiche
e le sfide della geopolitica

Quali sono i confini di Israele? Come si è evoluta la loro estensione ma soprattutto la percezione che il mondo, interno ed esterno al paese, ne ha avuto? A tentare di dare una risposta, nel corso di un confronto intitolato “I confini e i territori di Israele. Halachà, storia e politica”, organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dal Tempio Beth Michael di Roma (che l’ha anche ospitato) nell’ambito del ciclo di incontri Jewish Think Tank, il rav Pierpaolo Pinhas Punturello e Claudio Vercelli, storico dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, moderati dal maskil Gadi Piperno. Il quale ha sottolineato, nell’introdurre l’incontro, che nella complessità di temi che tali domande introducono, è possibile individuare alcune possibili spiegazioni sia dal punto di vista storico sia sia dal punto di vista della Legge ebraica.
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qui milano - memoriale della shoah
Georges Loinger, partigiano eroe
che progettò la nave Exodus

Nel corso di un secolo, Georges Loinger, ebreo alsaziano classe 1920, ha vissuto molte vite, tutte da protagonista. Eroe della Resistenza francese, con il suo coraggio riuscì a salvare un migliaio di bambini ebrei dalla persecuzione nazifascista; e, come se non bastasse, il suo nome è associato alla celebre vicenda di Exodus, la nave salpata nel 1947 alla volta della Palestina mandataria per portare in quello che di lì a poco diventerà lo Stato ebraico 4500 sopravvissuti alla Shoah. Vicende che testimoniano il grande attaccamento e amore per la vita di Loinger, che all'alba del suo 106esimo compleanno, continua a volerle raccontare di persona. E così ha fatto a Milano, dove è arrivato in questa domenica primaverile per ripercorrere un secolo di vita e di avventure. Ad ospitarlo, il Memoriale della Shoah di Milano per un evento organizzato dal Keren Kayemet LeIsrael che ha visto un folto pubblico assieparsi in sala per ascoltare dalla voce di Loinger – arrivato con il figlio – la sua storia.
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qui milano - associazione amici del cdec
In viaggio tra le note ebraiche
Un viaggio tra tempi e luoghi diversi per scoprire l'intreccio tra musica e identità ebraica e al contempo sostenere l'impegno di chi, alla ricerca sull'identità ebraica, dedica il proprio impegno. Questi i due leitmotiv della serata organizzata ieri al Teatro Franco Parenti di Milano in cui sono state lanciate ufficialmente le iniziative della nuova associazione Amici del Cdec: una realtà nata per sostenere il grande lavoro del Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec). una realtà nata per sostenere il grande lavoro del Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec). “Promuoveremo eventi culturali e attività di svago, che avranno come tema l’ebraismo, declinato in   tutta la sua ricchezza di pensiero e soprattutto di vita. - promettono i fondatori dell'Associazione -  Vita che oggi, ancora una volta, subisce i colpi fatali della negazione. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di tanti amici: amici veri, amici del cuore, che si attivino con noi per   una sistematica raccolta dalla quale dipenderà l’esistenza futura del Cdec”. E il primo di questi eventi volti a supportare il Centro, è stato lo spettacolo, molto applaudito dal folto pubblico presente nella sala AcomeA del Parenti, di Miriam Camerini, Manuel Buda e Bruna Di Virgilio “Caffé Odessa.
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pilpul
 Oltremare - Pubblicità progresso
Le pubblicità progresso in questo paese sono piccoli pertugi di consapevolezza, che solo dopo diversi anni in Israele si possono capire. Ci si abitua presto a quelle simili in tutti i paesi, da quelle che promuovono il rispetto per gli anziani o il fermarsi davvero alle striscie pedonali, a quella che insegna a riciclare usando dei fantomatici cassonetti arancioni, che non ho mai avuto il bene di vedere in otto anni di vita israeliana, ma immagino che compariranno anche nella Tel Aviv degli inurbati coatti. L’ultima che ho visto di sfuggita mi ha un po’ spiazzata. Trattasi di una pubblicità che invita gli ex-militari a restituire il materiale dell’esercito, e lo slogan dice “restituite il materiale e non vi faremo domande”. Occhiolino ideale allo spettatore. Nel senso che per “materiale” si intende principalmente armi.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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