la
risoluzione su gerusalemme
L'Unesco
cancella la storia
L’Unesco ha approvato a metà aprile una risoluzione
proposta da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan.
Conteneva una serie di deplorazioni e lamentele contro Israele "potenza
occupante". Non costituiva un atto di compassione per le vittime
palestinesi della politica di Hamas, della Autorità nazionale
palestinese e del governo israeliano, ma un successo – l’ennesimo in
sede Unesco – della diplomazia dell’Anp, che ha ottenuto il sì di 33
Stati (fra i quali la Francia), l’astensione di 17 paesi (fra i quali
l’Italia) e il voto contrario di Stati Uniti, Germania, Estonia,
Lituania, Paesi Bassi e Regno Unito. Il voto però si è rivelato molto
più che una scaramuccia fra delegazioni: perché interviene sulla
definizione stessa dei luoghi santi. Sia quelli di Hebron, dove sono
sepolti Abramo, Isacco e Giacobbe; sia soprattutto quelli di
Gerusalemme, definiti nel solo quadro della tradizione islamica, come
se la tradizione ebraica non esistesse.
Alberto Melloni,
Repubblica, 11 maggio 2016
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