dal
nevada arriva burning man
Fiamme
e festa nel Negev
Tra il deserto del Nevada e quello del Negev, lungo la
strada che dal Burning Man porta al Midburn, c'è una tappa obbligata:
Ein Vered, moshav di un migliaio di abitanti fondato nel 1930 da ebrei
sudafricani nella piana di Sharon, che oggi come allora vive di
agricoltura e allevamento. A Ein Vered, in un maneggio, nel settembre
del 2011 nasce la comunità dei burner israeliani. "Ci siamo incontrati
in Nevada e volevamo portare in Israele lo spirito del Burning Man",
racconta Sharon Avraham, 27 anni, fotografo e padrone di casa del
ranch. Cinque anni dopo, Midburn - oggi un'organizzazione no profit -
ha sede legale a Bat Yam (poco a sud di Tel Aviv), ma Ein Vered resta
il cuore pulsante della comunità dei burner, soprattutto artisti,
perché si è trasformato in un centro di aggregazione per creativi. "Qui
- spiega Sharon - si lavora per costruire il Tempio, il posto più sacro
dentro la città temporanea. L'art director coordina 1e attività dei 119
artisti; c'è un noleggio di costumi e abiti di scena ed è il quartier
generale di Fugara", uno dei collettivi più interessanti in Israele
(dal nome della figura chiave dello sciamanesimo beduino), un gruppo di
artisti, designer e ma/cerche creano esperienze interattive attraverso
installazioni su larga scala, usando legno e metallo, l'elettronica, la
luce, il suono e il fuoco.
Fabiana Magrì, Pagina 99,
27 maggio 2016
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