Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

15 Giugno 2016 - 9 Sivan  5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Jonathan Sacks,
rabbino
Quando la religione trasforma gli uomini in assassini, D.o piange e dice “Non nel mio nome"
 
Davide
Assael,
ricercatore
Ma il referendum per la Brexit è una scommessa win-win o lose-lose, come si usa dire con un linguaggio caro ai bookmakers? Cioè, si vince comunque vada, o si perde comunque vada? Un ginepraio degno di un dibattito talmudico. Alcuni dicono: se la Gran Bretagna restasse, sarebbe un segnale di tenuta dell’UE, se andasse via un’occasione di un ripensamento più razionale dei suoi equilibri interni. Secondo altri: se rimanesse altri Paesi chiederebbero subito una permanenza ad analoghe condizioni, se uscisse si scatenerebbe un effetto domino che smonterebbe l’Unione pezzo dopo pezzo. Nell’attesa di risolvere l’annosa questione, una certezza l’abbiamo di sicuro: David Cameron passerà alla storia come l’allocco degli allocchi. Decide di indire un referendum per disinnescare la minaccia Ukip e si ritrova a subire la sua stessa iniziativa. Usa toni degni di Marine Le Pen per ottenere vantaggi da Bruxelles, per poi minacciare scenari di guerra in caso di abbandono. Nel frattempo perde drammaticamente il suo partito, con molti dei suoi stessi ministri che gli fanno campagna contro. Finalmente, dopo le sue disastrose comparsate televisive, qualcuno lo ha convinto a farsi da parte per lasciare spazio al Labour, che, tra l’altro, è il peggiore da 30 anni a questa parte con la guida di un antimperialista militante, oltreché antisemita dei peggiori. Un personaggio che descrive l’Europa come strumento del neoliberismo globale, che vuole schiavizzare i popoli di tutto il mondo. E lui dovrebbe convincere il popolo britannico? Bravo Cameron, un posto nei libri di storia te lo sei guadagnato di diritto! Nelle pagine nere, però.
 
Leggi

Francia, jihadismo 3.0
“Euro 2016 sarà un cimitero”, minaccia l’Isis. La Francia torna così a scoprirsi vulnerabile, dopo l’uccisione della coppia di poliziotti a Parigi da parte del 25enne Larossi Abballa. Una nuova pagina di orrore che colpisce anche per l’uso sempre più intenso e sofisticato che gli adepti del jihadismo fanno dei social e delle piattaforme digitali.
“Larossi Abballa ha appena sgozzato un poliziotto e sua moglie. Alle sue spalle, un bambino di 3 anni. L’uomo è circondato dalle teste di cuoio del Raid francese. Sa che sta per morire. L’orrore deve andare in diretta, tutti devono sapere. Ed è per questo – scrive Marta Serafini sul Corriere – che posta l’omicidio su Facebook Live, l’applicazione di streaming online lanciata di recente da Zuckerberg”. Oggi è Facebook Live. Domani potrebbe essere Snapchat, l’app di messaggistica istantanea “che tanto piace agli adolescenti”. Non importa su che piattaforma o per mano di chi. L’importante è diffondere l’odio. “Mentre noi – si legge ancora – possiamo solo stare a guardare, impotenti”.
 
Leggi

  davar
PAGINE EBRAICHE GIUGNO 2016
Comunicazione, risorse, futuro
Cosa abbiamo da dirci fra noi? E cosa abbiamo da dire alla società nel suo complesso? E cosa è davvero la Community dell’ebraismo italiano? E inoltre, quando molti sembrano inclini a gettarsi nelle discussioni più accese per definire come suddividere le scarse e incerte risorse disponibili, come invece sarebbe possibile garantire la migliore tutela delle risorse esistenti e se possibile accrescerle?
Tutti temi, questi, che rimandano all’impegno sull’informazione, perché è sullo scenario dell’informazione che si scaricano molte tensioni dell’ebraismo italiano, ma è sempre sullo stesso scenario che si determina la nostra capacità di reagire alle sollecitazioni e di rispondere agli interrogativi che ci provengono dalla società circostante. E questo è ancora lo stesso orizzonte, l’unico possibile, dove una minoranza può sperare di garantire la propria sicurezza e di accrescere le risorse disponibili, il futuro delle proprie istituzioni.
Negli scorsi anni la Community dell’ebraismo italiano (la componente della società italiana attenta ai valori e alla testimonianza degli ebrei italiani) è cresciuta sensibilmente. E con essa la cintura di protezione attorno a una piccola minoranza e le risorse disponibili. Questa crescita è andata per ora di pari passo con una precisa scelta strategica: disinvestire dalle costosissime campagne pubblicitarie condotte da tutte le realtà socioreligiose per sostenere la raccolta dell’Otto per mille e offrire piuttosto alla società italiana strumenti di conoscenza e di informazione.
La crescita della Community, è ovvio, non può rispondere a criteri misurabili con certezza matematica, ma leggere il fenomeno con intelligenza e con trasparenza è l’unica strada che abbiamo davanti per capire dove agire e come agire.
Stando ai dati di bilancio, circa l’80 per cento delle risorse disponibili vengono dalla nostra capacità di sviluppare un dialogo con la società. E queste risorse che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha la responsabilità di raccogliere vengono poi largamente redistribuite alle realtà comunitarie, traducendosi in un importante vantaggio per tutta la collettività.
Certo l’immagine di una minoranza è una complessa alchimia di fattori. Può essere incentivata, o anche irrimediabilmente danneggiata, a seconda della credibilità o della moralità dei comportamenti dei singoli e delle istituzioni. Lo sanno bene gli ebrei italiani che nel loro impegno quotidiano agiscono in quasi tutte le realtà come moltiplicatori della simpatia e del consenso di tanti altri cittadini. Certo il lavoro sull’informazione non può da solo sanare tutti i problemi. Ma analizzando i dati a disposizione è possibile vedere dove e come è stato faticosamente conquistato terreno. E, a seconda delle nostre scelte, determinare un futuro di progresso e di sicurezza di cui tutti noi possiamo essere gli artefici.

Clicca qui per leggere Pagine Ebraiche di giugno
(l'approfondimento sul lavoro dell'informazione e della comunicazione UCEI è alle pagine 8 e 9)

Clicca qui per leggere il giornale sul nostro sfogliatore Facebook

PAGINE EBRAICHE GIUGNO 2016
Il lavoro svolto, i risultati
–– Ogni mese tre giornali stampati in tabloid ad alta tiratura (il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche, il giornale di cronache comunitarie Italia Ebraica e il giornale ebraico dei bambini DafDaf). Tutti gli iscritti alle Comunità ebraiche italiane raggiunti assieme a migliaia di abbonati, decision maker e molte componenti della società civile


–– Ogni giorno, con la sola sosta dello Shabbat e delle solennità ebraiche, nuovi notiziari in rete (sei notiziari quotidiani e settimanali online: Bokertov, per il commento della rassegna stampa e delle notizie del giorno, Pagine Ebraiche 24, il notiziario generale di metà giornata, Pagine Ebraiche International, il notiziario plurilingue, Sheva Melamed, dedicato al mondo della scuola e dell’educazione, Sheva Eretz, dedicato alla società israeliana fuori dagli stereotipi della propaganda e del conflitto, Sheva Idee, dedicato ai grandi
temi del dibattito)

–– Portale dell’ebraismo italiano www.moked.it
e sito istituzionale Ucei www.ucei.it


–– Rassegna stampa

–– Ufficio stampa e assistenza alla Presidenza

–– Praticantato giornalistico (otto esperienze di praticantato già convalidate dall’Ordine dei giornalisti)

–– Formazione e corsi di aggiornamento per tutti i giornalisti italiani (la redazione accreditata come ente formatore dai ministeri competenti e dall’Ordine nazionale dei giornalisti)

–– Laboratori di lavoro giornalistico e di formazione (Trieste e Venezia: Redazione aperta; Roma: Etica dell’informazione; Firenze: Economia e mercato del lavoro; Torino: State of the jewish net; Milano: Grafica e creatività)

–– Iniziative culturali, interventi e diffusione straordinaria per lo sviluppo della Community nei grandi appuntamento di raccordo e incontro (Torino Salone del Libro, Mantova Letteratura, Bologna Childrens Book Fair, Lucca Comics, Pordenone Legge, Gorizia èStoria, Trento Economia, Ferrara Inter

Comunicare cosa, comunicare perché

–– Rafforzare l’Unione delle Comunità Ebraiche italiane nel suo ruolo di raccordo fra le realtà ebraiche italiane e di rappresentanza delle realtà ebraiche italiane nei confronti della società


–– Favorire la crescita dell’Unione come editore di testate giornalistiche professionali e autorevoli

–– Favorire la raccolta delle risorse e offrire un punto di contatto con quella componente della società italiana che guarda con interesse alla realtà ebraica

–– Aprire uno spazio comune di incontro e di confronto dove gli ebrei italiani, a prescindere dal proprio orientamento ideologico, possano sentirsi a casa e liberi di esprimersi

–– Favorire una conoscenza matura, ma accessibile a tutti, dei grandi temi di interesse ebraico

–– Restituire a Israele la sua dimensione di società viva e aperta e di democrazia di incomparabile valore respingendo la tendenza a rinchiudere la realtà dello Stato ebraico nella gabbia e nella prospettiva distorta del conflitto mediorientale

–– Portare in campo ebraico lavoro giornalistico professionale, crescita professionale per i giovani, formazione e aggiornamento professionale per tutti i giornalisti italiani

In che quadro si opera

–– Una redazione composta da giornalisti professionisti e operativa a Roma, Milano e Torino


–– Oltre 120 collaboratori volontari e non retribuiti

–– Linee guida definite dal Consiglio UCEI che definiscono la strategia editoriale

–– Carta dei valori etici per l’informazione ebraica sviluppata con il rabbinato

–– Rigorosa adesione all’etica e alla disciplina professionale giornalistica

Il futuro e l’orizzonte dell’informazione televisiva

–– Conferimento all’area Comunicazione di due colleghi e della rubrica Sorgente di Vita


–– Sviluppo dei servizi di Ufficio stampa, di sito istituzionale Ucei e di social network

–– Valorizzare a tutto campo le professionalità presenti sull’orizzonte televisivo senza limitarsi ai confini della specifica convenzione Rai-Ucei

–– Favorire nell’ambito del personale esistente e soprattutto fra i giovani la formazione di professionalità specifiche nel settore televisivo

–– Impegnarsi per incrementare nell’Ente editore consapevolezza e valutazione del risultato realizzato e sviluppare un confronto strategico che deve necessariamente mettere in gioco tutte le forze e tutte le competenze su cui l’Unione può contare.
PAGINE EBRAICHE GIUGNO 2016
Le linee guida sull'informazione

VALORI
Trasmettere e affermare i valori dell’identItà ebraica, attribuendo al rabbinato italiano un ruolo di autorevole guida spirituale e alle cariche elettive delle istituzioni ebraiche italiane la responsabilità di parlare con autorevolezza e con una voce alta e forte alla pubblica opinione e alle Istituzioni del Paese.

CULTURA
Creare strumenti efficaci e moderni di approfondimento e di formazione di cultura e identità̀ ebraica. Diffondere la cultura ebraica, rafforzando la consapevolezza della presenza della minoranza ebraica nella Penisola sin dall’antichità̀ e la conoscenza della cultura ebraica da parte della cittadinanza.

ESSERE EBREI
Diffondere l’immagine positiva dell’essere ebrei raccontando l’esperienza gioiosa di chi vive la propria identità come un profondo arricchimento spirituale e culturale.

APERTURA ALLA SOCIETÀ
Comunicare con la società circostante in maniera attiva ed efficace, raccogliendo il consenso e la solidarietà di ampie componenti della popolazione, anche sollecitando la destinazione dell’ottopermille all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Propagare e far conoscere i valori sociali ebraici, come l’assistenza e la tutela dei diritti delle fasce più deboli della popolazione anche sollecitando il contributo del cinquepermille alle Comunità e alle Istituzioni sociali.

PLURALISMO
Offrire opportunità di espressione alla realtà ebraica italiana in tutta la sua complessità̀ e varietà̀, favorendo un sereno confronto fra idee, identità̀ e culture diverse, ponendo come solo confine alla libertà di espressione il rispetto dell’identità̀ di ciascuno.

COMUNICAZIONE
Realizzare mezzi di comunicazione efficaci mediante un impegno proporzionato e intelligente delle risorse, utilizzare i mezzi di comunicazione per raccogliere simpatie e risorse.

ORIZZONTI INTERNAZIONALI E ISRAELE
Conoscere e comunicare con le realtà̀ ebraiche di tutto il mondo, a cominciare da Israele, gli Stati Uniti e le principali comunità europee. Controbattere alla politica dei mass media tesa a rappresentare di Israele un volto esclusivamente e perennemente conflittuale, esaltando la vera realtà̀ di Israele, fatta di società civile, di cultura, di economia, di ricerca, di tutela alle categorie più deboli, di capacità di integrazione fra persone diverse per origine e provenienza geografica. Raccordarsi con la comunità degli italiani in Israele, sviluppando progetti comuni e mantenendo un dialogo fatto di comprensione e solidarietà costantemente aperto.

STORIA E MEMORIA
Favorire la conoscenza della storia ebraica, non come materia accademica, ma come strumento indispensabile per la conoscenza della realtà contemporanea. Riaffermare la Memoria in quanto valore ebraico di vigile e attiva testimonianza e la Shoah come monito per la salvaguardia dei diritti di tutti.

LAICITÀ E TUTELA DELLE MINORANZE
Difendere e rafforzare i diritti civili e coltivare strategie comuni con le altre minoranze. Difendere la laicità dello Stato e delle istituzioni, la libertà d’espressione e di ricerca, la separazione fra poteri politici e poteri spirituali e gli equilibri costituzionali che caratterizzano le società democratiche.

INTEGRAZIONE E RISPETTO DELLE REGOLE
Riaffermare il ruolo della minoranza ebraica come sigillo di garanzia e contributo essenziale per costruire una società aperta, solidale, giusta. Ma contemporaneamente dimostrare ed esigere il più rigoroso rispetto delle regole del vivere comune e delle leggi vigenti.

GIOVANI
Offrire ai giovani ebrei italiani spazio di espressione e di confronto e una visione positiva e consapevole della vita ebraica. Dare spazio a nuove forme espressive più vicine alla loro sensibilità.

(Livorno – Consiglio UCEI – 15 marzo 2009)
due giorni di iniziative
Ebrei italiani e Risorgimento

Moise, l'omaggio di Custoza
Nel 1848, con l’editto firmato da Carlo Alberto, agli ebrei (così come ai valdesi) furono concessi pieni diritti di cittadinanza. Una svolta decisiva nel processo di emancipazione e l’inizio di un percorso che portò in breve tempo alla piena affermazione nei mestieri, nella politica, nelle gerarchie militari. Un contributo che torna d’attualità grazie a un significativo evento che si svolge a Verona in queste ore in prossimità del 150 esimo anniversario della seconda battaglia di Custoza. L’occasione per ricordare assieme a tutta la cittadinanza il luogotenente della 29esima fanteria Moise Di Capua, ebreo romano, ferito in combattimento e deceduto dopo alcuni giorni di agonia nella città scaligera (dove è sepolto). Una memoria recuperata grazie all’impegno e all’attivismo dei discendenti che, dall’Italia alla Florida, con il sostegno della Comunità veronese, del suo presidente Bruno Carmi e di una squadra di studiosi, hanno approfondito la vicenda del luogotenente, il cui nome appare assieme ad altri caduti sulla facciata del Tempio Maggiore della Capitale, e si sono prodigati affinché un tassello importante di storia ebraica italiana fosse restituito, come esempio di quella stagione, all’attenzione della collettività.
“La grande Storia è fatta di tante piccole storie. Frammenti del passato che appartengono a tutti per il profondo carico simbolico che testimoniano” afferma Celeste Pavoncello Piperno, figura molto attiva all’interno della Comunità romana. È il 2011 quando, assieme al marito Bruno, ospite di alcuni amici che abitano nei paraggi, visita l’ossario della città veneta. Due i nomi che la colpiscono, tra i tanti che caddero in quei giorni. E non potrebbe essere altrimenti. Moise Esdra, capitano medico del 51esimo reggimento di fanteria. E un altro Moise, Di Capua appunto.
Leggi

qui roma
Ebrei di Libia e delle colonie

Un viaggio nelle memorie
Come sono stati vissuti gli anni del fascismo nelle colonie, luoghi che geograficamente e culturalmente sono lontani dall'Italia, ma che di fatto erano italiani? Ma soprattutto, come vengono ricordati – e dunque raccontati – da chi li ha vissuti? Poiché se "la memoria è un meccanismo complesso, in cui entrano in gioco meccanismi di psicologia clinica e storia, antropologia e sociologia" questo caso già di per sé composito non fa eccezione, come ha osservato David Meghnagi, direttore direttore del Master in didattica della Shoah dell'Università di Roma Tre. L'ateneo ha ospitato nelle giornate di ieri e di oggi il convegno internazionale intitolato Italy and Italian Jews in Colonial Territories During WWII: Libya, Dodecanese and East Africa ("L'Italia e gli ebrei italiani nei territori coloniali durante la Seconda guerra mondiale: Libia, Dodecanneso e Africa Orientale"), organizzato insieme al Documentation Center of North African Jewry During WWII Ben Zvi Institute, alla World Organization of Libyan Jews e al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. Ad aprire la due giorni insieme a Meghnagi, i saluti di Haim Sadoun, direttore del Ben Zvi Institute, dell'ambasciatore israeliano a Roma Naor Gilon, del direttore uscente del CDEC Michele Sarfatti e del rettore di Roma Tre Mario Panizza. Tra i moderatori delle varie sessioni, anche la Consigliera dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e storica del CDEC Liliana Picciotto.
Leggi


pilpul
Ticketless - Incendiari
La scelta di vendere il Mein Kampf in edicola è tanto improvvida, quanto furbesca. Improvvida, ma non inattuale nei giorni che seguono la votazione di una divisiva legge sul negazionismo. La sincronia spaventa più della decisione in sé. Fa infatti sorridere l’idea che si possa mettere sullo stesso piano il direttore del “Giornale” e studiosi come Furio Jesi o Giorgio Galli, che di quel libro e della cultura reazionaria sono stati interpreti seri e per molti versi spregiudicati. Il Mein Kampf non è un falso come I protocolli dei Savi di Sion, che alla vigilia della Marcia su Roma, Giovanni Preziosi regalava agli abbonati della “Rivista di Milano”. Sempre Milano, dirà qualcuno con malizia, ma non dobbiamo lasciarci prendere dal pathos, sarebbe troppo facile. Ricordo una conversazione di circa tre decenni fa, tra due protagonisti dell’Aned, Bruno Vasari e Gianfranco Maris, entrambi convinti della necessità di una rilettura “scolastica” di quel libro come vaccino contro il veleno delle fedi feroci. Una rilettura critica, però, confortata dal tempo necessario per portarla a termine. Ricordo che proprio Eco, di fronte ad un’intervista televisiva mandata in onda in prima serata a un giovane neo-nazista della periferia romana, spiegò dove stesse l’errore. Non nell’intervista in sé, ma nei riflettori accesi troppo a lungo sul personaggio. Spenti i riflettori, il messaggio evapora da solo. Non sempre è vile il tacere. Esiste il silenzio virtuoso. Meno ne parleremo del Mein Kampf nei prossimi giorni, meglio sarà.

Alberto Cavaglion
Leggi
Periscopio - La vera ragione
La decisione de “il Giornale” di regalare gratuitamente ai lettori, come grazioso gadget, una copia del Mein Kampf, è già stata abbondantemente commentata, in Italia e all’estero, e c’è poco da aggiungere a quanto è stato detto riguardo a tale incredibile scelta, che, per la sua assoluta irresponsabilità, non può non suscitare la più ferma condanna ed esecrazione. Essa rappresenta un ennesimo, sinistro segnale dell’inarrestabile degrado dei tempi che viviamo. In passato, se un signore rispettabile voleva comprare in edicola una rivista pornografica, usava infilarla furtivamente in un giornale normale, per non farla vedere, ma il tempo di queste ipocrisie è superato, le riviste porno si possono esibire con naturalezza, anzi, vengono regalate gratis, anche ai bambini.

Francesco Lucrezi, storico
Leggi

RiMEIScolando - A Ferrara
Grazie a un libro davvero speciale per i suoi contenuti e le sue vicende, sto assaporando riga per riga la storia degli ebrei di Ferrara. Lo studio storico sugli ebrei ferraresi (Storia degli Ebrei di Ferrara, dalle origini al 1943, Belforte, Livorno 2015) è opera di Silvio Magrini, fisico, combattente volontario nel Genio e Croce al Valore durante la Prima Guerra Mondiale, fu a lungo presidente della Comunità Ebraica ferrarese, deportato ad Auschwitz nel febbraio del 1944.
Il nipote Andrea Pesaro, attuale presidente della Comunità di Ferrara e curatore del volume, racconta di aver trovato lo scritto originale del nonno durante un trasloco interno alla casa materna. “Fogli dattiloscritti su carta sottile.. fittamente annotati e corretti con una scrittura minutissima a penna e matita”. Nel ricordo del nipote, che mi ha fatto omaggio del volume come benvenuto a Ferrara, l’immagine del nonno “è quella di un uomo mite ma severo, con un grandissimo attaccamento alla famiglia e con una vita trascorsa tra i suoi impegni di professore all’Università di Bologna, dove insegnava elettromagnetismo nella Facoltà di Fisica, di partecipe alla comunità ebraica, di conduzione della azienda agricola, con una visione della vita fortemente moderna, dinamica e con forti contenuti morali”. Tratti che emergono anche dalla lucida e chiara esposizione dell’articolato racconto ebraico ferrarese, popolato di personaggi che prendono vita, corredato di dettagliate descrizioni ambientali e valorizzato da puntuali citazioni di documenti d’epoca.

Simonetta Della Seta
Leggi

 



moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.