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21 agosto 2016 - 17 Av 5776
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Anche se tutto ciò che riceviamo è un dono gratuito di Dio, abbiamo sempre la facoltà di rivolgerGli richieste argomentate. Questo impariamo da Mosè, che supplica Dio di poter entrare in terra di Israele: chiede e motiva. Il rifiuto finale e la promessa di un bene assai più grande non cambiano la sostanza del discorso.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
La notizia dell’accoltellamento, al grido “Allahu Akbar!”, di un individuo con la kippah in testa a Strasburgo è stata presentata come un male minore: l’aggredito non è morto e l’aggressore ha “precedenti psichiatrici”. Poteva andare peggio. Non ne sono convinto. Proviamo a metterla così: qualcuno in spiaggia al grido “Liberté! Égalité!, Fraternité!” accoltella qualcun altro perché indossa il burkini. Sarebbe di conforto sapere che ci sono “precedenti psichiatrici”?
Turchia colpita dall'Isis
Strage a un matrimonio
Mentre continua il bombardamento per mano russa di Aleppo, in Siria, e il bilancio delle vittime civili continua salire (Corriere della Sera), gli Stati Uniti pensano a un intervento Nato più intenso per sconfiggere l'Isis, sempre più in difficoltà in Medio Oriente. “Dalle quattro battaglie per il controllo di Sirte, Aleppo, Raqqa e Mosul dipende la sorte dello Stato Islamico (Isis) di Abu Bakr al-Baghdadi – scrive il direttore de La Stampa Maurizio Molinari - e anche il futuro equilibrio di potenza nel mondo arabo fra Occidente e Russia”. La mano pesante di Vladimir Putin in Siria, forte di accordi con il regime di Assad, con l'Iran e la Turchia, sta portando risultati, con l'obiettivo russo di spazzare attraverso le bombe l'Isis e altre fazioni islamiste. Davanti ai successi – molto costosi in termini di vite umane – di Mosca, gli Stati Uniti (attraverso Dianne Feinstein, vicepresidente della commissione Intelligence al Senato di Washington) propongono un maggior coinvolgimento della Nato nel conflitto (al momento 7 dei 27 Paesi Nato partecipano ad operazioni combattenti anti-Isis) con operazioni mirate sul terreno. “A rendere impellente tale svolta militare – scrive Molinari - è l'entità dei pericoli che incombono sui Paesi Nato: John Brennan, capo della Cia, prevede l'aumento degli attentati jihadisti contro obiettivi civili” a causa del rientro in patria dei foreign fighters, con obiettivi sia negli Usa sia in Europa. Intanto ad essere nuovamente colpita, la Turchia dove ieri a Gaziantep, città vicina alla Siria, un attacco terroristico ha ucciso 30 persone durante un ricevimento di matrimonio (repubblica.it).

Il terrorismo e il mercato dei passaporti Ue. Un'inchiesta de La Stampa rivela che dodici Paesi Ue mettono in vendita passaporti per evadere i controlli: in Bulgaria, per esempio, un extracomunitario può ottenere residenza immediata e cittadinanza in 5 anni se compra 300mila euro in titoli di Stato e altri 50mila a fondo perduto. E l'Europol avverte del rischio che questo sistema porti a infiltrazioni islamiste e, in particolare, sta indagando su falsi passaporti trovati nei campi profughi destinati a presunti membri dell'Isis. Repubblica racconta invece del carcere calabrese dove sono detenuti i jihadisti “italiani”: “Tunisini, libici, iracheni, curdi, pachistani, tre di loro secondo gli inquirenti sono direttamente da collegare all'Is. Quattro ad Al Qaeda, 2 ad Al Nusra”.
 
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  davar
il razzo non ha causato danni
Gaza, attacco contro Israele
lanciato missile su Sderot

Sono tornate a suonare le sirene antimissile a Sderot, nel sud di Israele. A procurare l'allarme il lancio di un missile partito dal nord della Striscia di Gaza alle 2.25 ora locale. Fortunatamente il razzo non ha causato feriti né danni (nell'immagine, la polizia israeliana perlustra l'area vicino a dove è caduto il razzo). Si tratta del quattordicesimo missile lanciato da Gaza contro il sud del Paese, ha sottolineato l'esercito israeliano che ha risposto al fuoco, colpendo un infrastruttura legata al movimento terroristico di Hamas nei pressi di Beit Hanoun, nel nord della Striscia. “Continueremo ad agire in modo risoluto per mantenere la sicurezza dello Stato d'Israele”, ha fatto sapere Tsahal. Non è ancora chiaro quale dei gruppi islamisti di Gaza abbia portato l'attacco ma Israele ha fatto sapere di ritenere Hamas, che ha il controllo dell'area, responsabile per qualsiasi violenza compiuta dalla Striscia contro lo Stato ebraico. Sembra invece chiara la mano dietro all'attentato compiuto ieri in Turchia, nella città di Gaziantep, non lontano dal confine con la Siria, durante un matrimonio. Secondo il presidente turco Recep Erdogan ad attaccare le centinaia di persone riunite al ricevimento sono stati i terroristi dell'Isis. E il bilancio è terribile: almeno 50 i morti e oltre 90 i feriti. “Israele condanna i recenti attacchi terroristici contro la Turchia – il comunicato rilasciato dalla diplomazia israeliana  – in particolare quello che ha portato via così tante vite innocenti a Gaziantep. Inviamo le nostre condoglianze al governo turco e alle famiglie delle vittime e auguriamo pronta guarigione ai feriti”.
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rio 2016
Ginnastica ritmica, Israele spera
nella terza medaglia ai Giochi

Alona Koshevatskiy, Yuval Filo, Ekaterina Levina, Ida Mayrin e Karina Lykhvar. Sono loro l'ultima speranza per Israele di portare a casa una medaglia dalle Olimpiadi di Rio, che in queste ore si avviano alla conclusione. Le cinque ragazze, infatti, fanno parte della squadra israeliana di ginnastica ritmica e, dopo un sfida serrata, sono riuscite a qualificarsi per la finalissima, guadagnando il sesto e ultimo posto per sognare una medaglia. Dopo i due bronzi ottenuti nel Judo, ora i tifosi israeliani sperano nel quintetto allenato da Ira Vigdorchik, capace pochi mesi fa di vincere l'oro ai campionati europei disputati in casa, a Holon.
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SUI media israelianI I DELIRI DEL SEGRETARIO 
L'Università islamica di Lecce
e la denuncia per antisemitismo

La notizia dei vergognosi commenti antisemiti pubblicati a inizio agosto sui social network dal responsabile della segreteria della Fondazione Università islamica di Lecce Raffaello Yazan AbdAllah Villani è stata ripresa nelle scorse ore da alcuni siti di informazione israeliani. Commenti che non erano passati inosservati e subito denunciati dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con l'ambasciata d'Israele a Roma. Come riporta l'Osservatorio antisemitismo del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, Villani aveva scritto sul suo profilo: “un altra soluzione finale……ma questa volta fatta bene….ci vorrebbe. ma per i sionisti….solo per loro. sterminio completo. Gli ebrei reali sono vittime”. Parole inaccettabili a cui è seguita la protesta dell'Unione e dell'ambasciata israeliana e la cancellazione immediata dei post. Il comportamento di Villani - non nuovo, riporta l'Osservatorio antisemitismo, a esternazioni sui social network di matrice antisemita-antisionista - è stato inoltre denunciato al ministero dell'Istruzione e della Ricerca.
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pilpul

L’età dei rumori
L’informazione è potere. Si tratta di un’affermazione categorica e tuttavia decisamente sottoscrivibile in società, quelle in cui viviamo, dove esiste ed ha una dignità essenzialmente ciò che è in grado di circolare essendo condiviso da una pluralità di persone. La merce informazione, nell’età dei Big data, del trattamento di una massa gigantesca di “dati”, in perenne accrescimento ed evoluzione, è al giorno d’oggi molto se non quasi tutto: il tutto della comprensione e della trasformazione, che permette di gestire (e innovare) il mondo nell’epoca della globalizzazione. L’informazione, quindi, è ciò che, per definizione, si presta ad essere messo in circolazione. Ma quando si vorrebbe che quel “tutto” fosse chiaro e immediatamente intellegibile, ovvero a “portata di mano” per chiunque, poiché massima è la potenza di fuoco della circolazione di notizie, è proprio allora che interviene il potere devastante della confusione e della manipolazione. Nel primo caso si ha a che fare con una condizione diffusa, molto comune, ma non necessariamente voluta, cioè non ottenuta intenzionalmente, dove all’affastellarsi disomogeneo di dati, e di sollecitazioni alla loro lettura, non corrisponde un coerente codice di interpretazione. Come in un coro dove tutti cantano seguendo però partiture, tempi e modalità personali.

Claudio Vercelli
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