Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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Anche
se tutto ciò che riceviamo è un dono gratuito di Dio, abbiamo sempre la
facoltà di rivolgerGli richieste argomentate. Questo impariamo da Mosè,
che supplica Dio di poter entrare in terra di Israele: chiede e motiva.
Il rifiuto finale e la promessa di un bene assai più grande non
cambiano la sostanza del discorso.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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La
notizia dell’accoltellamento, al grido “Allahu Akbar!”, di un individuo
con la kippah in testa a Strasburgo è stata presentata come un male
minore: l’aggredito non è morto e l’aggressore ha “precedenti
psichiatrici”. Poteva andare peggio. Non ne sono convinto. Proviamo a
metterla così: qualcuno in spiaggia al grido “Liberté! Égalité!,
Fraternité!” accoltella qualcun altro perché indossa il burkini.
Sarebbe di conforto sapere che ci sono “precedenti psichiatrici”?
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Turchia colpita dall'Isis
Strage a un matrimonio
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Mentre
continua il bombardamento per mano russa di Aleppo, in Siria, e il
bilancio delle vittime civili continua salire (Corriere della Sera),
gli Stati Uniti pensano a un intervento Nato più intenso per
sconfiggere l'Isis, sempre più in difficoltà in Medio Oriente. “Dalle
quattro battaglie per il controllo di Sirte, Aleppo, Raqqa e Mosul
dipende la sorte dello Stato Islamico (Isis) di Abu Bakr al-Baghdadi –
scrive il direttore de La Stampa Maurizio Molinari - e anche il futuro
equilibrio di potenza nel mondo arabo fra Occidente e Russia”. La mano
pesante di Vladimir Putin in Siria, forte di accordi con il regime di
Assad, con l'Iran e la Turchia, sta portando risultati, con l'obiettivo
russo di spazzare attraverso le bombe l'Isis e altre fazioni islamiste.
Davanti ai successi – molto costosi in termini di vite umane – di
Mosca, gli Stati Uniti (attraverso Dianne Feinstein, vicepresidente
della commissione Intelligence al Senato di Washington) propongono un
maggior coinvolgimento della Nato nel conflitto (al momento 7 dei 27
Paesi Nato partecipano ad operazioni combattenti anti-Isis) con
operazioni mirate sul terreno. “A rendere impellente tale svolta
militare – scrive Molinari - è l'entità dei pericoli che incombono sui
Paesi Nato: John Brennan, capo della Cia, prevede l'aumento degli
attentati jihadisti contro obiettivi civili” a causa del rientro in
patria dei foreign fighters, con obiettivi sia negli Usa sia in Europa.
Intanto ad essere nuovamente colpita, la Turchia dove ieri a Gaziantep,
città vicina alla Siria, un attacco terroristico ha ucciso 30 persone
durante un ricevimento di matrimonio (repubblica.it).
Il terrorismo e il mercato dei passaporti Ue. Un'inchiesta de La Stampa
rivela che dodici Paesi Ue mettono in vendita passaporti per evadere i
controlli: in Bulgaria, per esempio, un extracomunitario può ottenere
residenza immediata e cittadinanza in 5 anni se compra 300mila euro in
titoli di Stato e altri 50mila a fondo perduto. E l'Europol
avverte del rischio che questo sistema porti a infiltrazioni islamiste
e, in particolare, sta indagando su falsi passaporti trovati nei campi
profughi destinati a presunti membri dell'Isis. Repubblica racconta
invece del carcere calabrese dove sono detenuti i jihadisti “italiani”:
“Tunisini, libici, iracheni, curdi, pachistani, tre di loro secondo gli
inquirenti sono direttamente da collegare all'Is. Quattro ad Al Qaeda,
2 ad Al Nusra”.
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il razzo non ha causato danni
Gaza, attacco contro Israele
lanciato missile su Sderot
Sono
tornate a suonare le sirene antimissile a Sderot, nel sud di Israele. A
procurare l'allarme il lancio di un missile partito dal nord della
Striscia di Gaza alle 2.25 ora locale. Fortunatamente il razzo non ha
causato feriti né danni (nell'immagine, la polizia israeliana perlustra
l'area vicino a dove è caduto il razzo). Si tratta del quattordicesimo
missile lanciato da Gaza contro il sud del Paese, ha sottolineato
l'esercito israeliano che ha risposto al fuoco, colpendo un
infrastruttura legata al movimento terroristico di Hamas nei pressi di
Beit Hanoun, nel nord della Striscia. “Continueremo ad agire in modo
risoluto per mantenere la sicurezza dello Stato d'Israele”, ha fatto
sapere Tsahal. Non è ancora chiaro quale dei gruppi islamisti di Gaza
abbia portato l'attacco ma Israele ha fatto sapere di ritenere Hamas,
che ha il controllo dell'area, responsabile per qualsiasi violenza
compiuta dalla Striscia contro lo Stato ebraico. Sembra invece chiara
la mano dietro all'attentato compiuto ieri in Turchia, nella città di
Gaziantep, non lontano dal confine con la Siria, durante un matrimonio.
Secondo il presidente turco Recep Erdogan ad attaccare le centinaia di
persone riunite al ricevimento sono stati i terroristi dell'Isis. E il
bilancio è terribile: almeno 50 i morti e oltre 90 i feriti. “Israele
condanna i recenti attacchi terroristici contro la Turchia – il
comunicato rilasciato dalla diplomazia israeliana – in
particolare quello che ha portato via così tante vite innocenti a
Gaziantep. Inviamo le nostre condoglianze al governo turco e alle
famiglie delle vittime e auguriamo pronta guarigione ai feriti”. Leggi
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rio 2016
Ginnastica ritmica, Israele spera
nella terza medaglia ai Giochi
Alona
Koshevatskiy, Yuval Filo, Ekaterina Levina, Ida Mayrin e Karina
Lykhvar. Sono loro l'ultima speranza per Israele di portare a casa una
medaglia dalle Olimpiadi di Rio, che in queste ore si avviano alla
conclusione. Le cinque ragazze, infatti, fanno parte della squadra
israeliana di ginnastica ritmica e, dopo un sfida serrata, sono
riuscite a qualificarsi per la finalissima, guadagnando il sesto e
ultimo posto per sognare una medaglia. Dopo i due bronzi ottenuti nel
Judo, ora i tifosi israeliani sperano nel quintetto allenato da Ira
Vigdorchik, capace pochi mesi fa di vincere l'oro ai campionati europei
disputati in casa, a Holon. Leggi
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L’età dei rumori |
L’informazione
è potere. Si tratta di un’affermazione categorica e tuttavia
decisamente sottoscrivibile in società, quelle in cui viviamo, dove
esiste ed ha una dignità essenzialmente ciò che è in grado di circolare
essendo condiviso da una pluralità di persone. La merce informazione,
nell’età dei Big data, del trattamento di una massa gigantesca di
“dati”, in perenne accrescimento ed evoluzione, è al giorno d’oggi
molto se non quasi tutto: il tutto della comprensione e della
trasformazione, che permette di gestire (e innovare) il mondo
nell’epoca della globalizzazione. L’informazione, quindi, è ciò che,
per definizione, si presta ad essere messo in circolazione. Ma quando
si vorrebbe che quel “tutto” fosse chiaro e immediatamente
intellegibile, ovvero a “portata di mano” per chiunque, poiché massima
è la potenza di fuoco della circolazione di notizie, è proprio allora
che interviene il potere devastante della confusione e della
manipolazione. Nel primo caso si ha a che fare con una condizione
diffusa, molto comune, ma non necessariamente voluta, cioè non ottenuta
intenzionalmente, dove all’affastellarsi disomogeneo di dati, e di
sollecitazioni alla loro lettura, non corrisponde un coerente codice di
interpretazione. Come in un coro dove tutti cantano seguendo però
partiture, tempi e modalità personali.
Claudio Vercelli
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