Ephraim Mirvis, rabbino
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Dobbiamo
essere più consapevoli di quello che avviene nel mondo e più coinvolti
nel fornire aiuto, in aggiunta a tutte le cose meravigliose che
facciamo per la nostra Comunità e per Israele. Non dovremmo essere
sempre rivolti egoisticamente verso noi stessi, e pensare soltanto in
che modo qualcosa possa essere un bene per noi. L'elemento chiave del
nostro approccio ebraico dovrebbe essere invece: "quale beneficio
possiamo essere per il nostro mondo?".
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Davide
Assael,
ricercatore
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Al
di là delle barzellette su Pinochet e il suo Venezuela (sic!), le
polemiche romane in casa 5Stelle mostrano, una volta di più, quello che
è il problema chiave delle democrazie moderne: la selezione di una
classe dirigente. Se già da tempo la logica era ormai quella del
casting televisivo, per cui abbiamo avuto un Ministro sottratta al
prezioso ruolo di valletta di Davide Mengacci e del suo tour fra i
comuni italiani, ora abbiamo la grande rivoluzione del web.
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La Giornata della Cultura
Pinotti ospite d'onore
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Sarà
il ministro della Difesa Roberta Pinotti ad inaugurare domenica 18
settembre a Milano la diciassettesima edizione della Giornata Europea
della Cultura Ebraica. Ad annunciarlo, i media nazionali, che hanno
rilanciato la notizia dopo la conferenza stampa di presentazione
dell'iniziativa svoltasi ieri nel capoluogo lombardo. Milano,
sottolinea il Corriere raccontando il programma, nei mesi in cui la sua
Comunità ebraica festeggia i 150 anni dalla nascita sarà la città
capofila di questa edizione della Giornata, dedicata al tema “Lingue e
dialetti ebraici”, a cui parteciperanno oltre 70 località italiane. Un
momento che richiama “l'importanza del contributo della comunità
ebraica al dibattito pubblico della nostra città” (Il Giorno), ha
spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del
Corno durante la conferenza stampa coordinata dal Consigliere
comunitario con delega al festival 'Jewish in the city' Gadi
Schoenheit, e che ha visto gli interventi del vicepresidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara, del
direttore dell’Area Cultura e Formazione UCEI rav Roberto Della Rocca,
dell'assessore alla Cultura della Comunità ebraica Gadi
Schoenheit. Ad aprire la Giornata nella città capofila - a cui
parteciperà, come ricordano diversi quotidiani, la Presidente
dell'Unione Noemi Di Segni – gli interventi in sinagoga centrale “del
ministro della Difesa Roberta Pinotti, del rabbino capo di Milano Rav
Alfonso Arbib e di Norman Stillman, docente nell'Università
dell'Oklahoma”, riporta Repubblica sulle sue pagine locali. Il ministro
declinerà una parola ebraica dai grandi risvolti simbolici: “shalom”
(pace). Contemporaneamente, settantaquattro località distribuite in
quattordici regioni apriranno contestualmente le proprie porte con
iniziative rivolte a tutta la cittadinanza.
Peres, Israele e il mondo in apprensione. Shimon Peres, Premio Nobel
per la Pace ed ex presiedente d'Israele, è stato ricoverato ieri in
serata per un ictus. Le sue condizioni, spiegano i medici, sono serie,
si trova in coma indotto e il figlio Hemi ha spiegato che “ci aspettano
decisioni difficili, sono ore terribili per la famiglia”. “L'ultimo dei
padri fondatori della patria, - scrive il Corriere della Sera - a 93
anni ha continuato a lottare con l'entusiasmo che non l'ha lasciato e
che infonde in una delle sue massime preferite: “La vita dei pessimisti
e degli ottimisti finisce allo stesso modo. Almeno noi ottimisti ci
saremo goduti il viaggio'”. Il premier Benjamin Netanyahu ha
detto che “tutto il popolo prega per lui” (La Stampa).
Milano e chi invoca le "Camere a gas per i profughi". “La
vergognosa vignetta nazista pubblicata da chi raccoglie firme contro la
presenza di immigrati alla caserma Montello rende chiara la
sovrapposizione fra estremismo razzista e iniziative politiche contro
gli immigrati. Chiederò alla magistratura di verificare se ci siano gli
estremi per promuovere un'azione penale”, è quanto a dichiarato il
deputato Pd Emanuele Fiano in merito alle inqualificabili vignette
pubblicate da Daria Katarzyna Janik, alla guida del comitato che si
oppone al trasferimento di 300 profughi nella caserma Montello di via
Caracciolo, a Milano. Nelle immagini, un fotomontaggio che, spiega
Repubblica, “raffigura Adolf Hitler di fronte al campo di Auschwitz. Il
dittatore si dice pronto a mettere gli immigrati in camere a gas. In
un'altra vignetta, diffusa dalla Janik il 14 agosto, si sostiene che
gli ebrei vogliono 'rendere schiavo' il mondo”. “Per questi 'signori'
l'odio contro i profughi è solo un pretesto per sfogare il loro becero
razzismo”, le parole di Daniele Nahum, responsabile Cultura del Pd
milanese ed esponente della comunità ebraica milanese, riportate da
Repubblica e avvallate dal copresidente della Keillah Milo Hasbani.
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israele - l'ex presidente colpito da un ictus
'Abbiamo bisogno della tua voce'
Il mondo al fianco di Peres
Migliora
ma resta in condizioni critiche l'ex presidente d'Israele Shimon Peres,
ricoverato ieri allo Sheba Medical Center di Tel HaShomer a causa di un
ictus. Il genero nonché suo medico personale Rafi Walden ha spiegato
alla stampa che il Premio Nobel per la Pace, quando è stato
temporaneamente risvegliato dal coma indotto, è sembrato in grado di
rispondere agli stimoli dei medici. “Tutti i parametri sono stabili” –
ha proseguito Walden, aggiungendo che la situazione pur rimanendo seria
apre spiragli per un “certo ottimismo”. “Le probabilità di
sopravvivenza sono piuttosto buone. Per quanto riguarda la situazione
neurologica, non è possibile dire nulla in questa fase”, ha detto
Walden. “Shimon sa come si combatte. Se tutto dipendesse solo da lui,
vincerebbe”, le parole dell'attuale Presidente d'Israele Reuven Rivlin,
che ha inviato un messaggio di augurio e pronta guarigione “al mio
amico Shimon”. “Shimon ti amiamo e l'intero popolo spera nella tua
guarigione”, le parole del Primo ministro Benjamin Netanyahu. Vogliamo
“sentire nuovamente la tua saggia e lucida voce piena di realismo”,
l'auspicio di Itzhak Herzog, leader dei laburisti, il partito di cui
Peres è stato uno dei grandi simboli. Ma l'affetto dimostrato allo
statista israeliano ha varcato in queste ore i confini nazionali: tra i
messaggi di vicinanza e incoraggiamento inviati alla famiglia, ad
esempio, sono arrivati quelli di uomini delle politica come l'ex
presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il presidente russo Vladimir
Putin, l'ex Premier britannico Tony Blair, fino a autorevoli
giornalisti come il capo dei corrispondenti della Cnn Christiane
Amanpour e sportivi, come il giocatore di basket Amar'e Stoudemire.
(Nell'immagine, Shimon Peres con Giorgio Napolitano in un incontro al Quirinale nel 2014) Leggi
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a pordenonelegge con pagine ebraiche
Banca, ghetto, emarginazione
Il passato dell'Italia al festival
Continua
la stagione dei grandi festival culturali settembrini aperta come di
consueto dal Festivaletteratura di Mantova, arrivato alla ventesima
edizione e conclusosi la scorsa domenica con il consueto grande
successo, arricchito anche quest'anno da una presenza della cultura,
della storia e delle tradizioni ebraiche nel segno di quella
sensibilità e di quell'attenzione che il comitato organizzatore ha
sempre riservato a una minoranza piccola nei numeri ma forte nelle idee
e nei valori che sa trasmettere. Apre oggi il secondo grande
appuntamento autunnale, con quello che è noto come "il festival del
libro, con gli autori": Pordenonelegge, con le sue cinque giornate di
incontri, presentazioni, tavole rotonde e discussioni raccoglie un
pubblico che nonostante la collocazione geografica periferica si
raccoglie numerosissimo in città a seguire un festival che sa proporre
ogni anno spunti di grande interesse. I curatori, Alberto Garlini,
Valentina Gasparet e Gian Mario Villalta, nel presentare l'edizione
2016 hanno spiegato come nel preparare il programma abbiano incontrato,
rispetto agli anni scorsi, "meno formule magiche" e meno proposte per
risolvere problemi, e più "narrazioni di esperienze, di problemi, di
soluzioni provvisorie, meno trovate e più ricerche". Insieme a questo
stimolo alla ricerca e all'approfondimento hanno sentito forte anche la
richiesta di maggiori motivazioni personali, di più grande condivisione
con gli altri, e una generalizzata minore attrazione per quei successi
che a volte “si limitano a voler fare il pieno di soldi e narcisismo".
Un ritorno al valore, non solo al profitto, che a partire da oggi viene
declinato in giornate pienissime di proposte, con Pordenone che si
tinge di quel giallo che da sempre è il colore caratteristico di un
festival che, dopo le rotelle di liquirizia della scorsa edizione, è
quest'anno vivacizzato dalla presenza ovunque del gatto nero che
campeggia nel logo. Nella giornata di apertura grande attesa per
l'inaugurazione ufficiale, al Teatro Verdi, dedicata a “La scrittura e
la vita”, con Dacia Maraini e Piera Degli Esposti insieme al direttore
artistico di Pordenonelegge, Gian Mario Villalta, e a sera ci sarà il
consueto incontro con il vincitore del Campiello, premio assegnato
quest'anno a Simona Vinci. Ma la prima giornata del festival è ricca di
spunti e proposte, tra cui la presentazione del libro La banca e il ghetto. Una storia italiana dello storico e collaboratore di Pagine Ebraiche Giacomo Todeschini. Leggi
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Qui Roma - Il Festival di letteratura ebraica
Il Talmud, palestra del pensiero
Nel
grande dibattito sul rapporto tra scienza ed ebraismo, al centro della
nona edizione del Festival internazionale di letteratura e cultura
ebraica in corso fino a stasera nel quartiere dell'ex ghetto di Roma,
non poteva mancare il Talmud. Sia perché i Maestri che nei secoli ne
animarono le discussioni hanno disseminato tra le sue righe nozioni di
fisica, biologia, matematica, con una sapienza che trascende la
religione e tocca numerosi campi diversi. Sia perché oggi il testo è
l'oggetto della ricerca scientifica in Italia, grazie al Progetto di
traduzione italiana del Talmud babilonese, che mette in campo avanzate
tecnologie informatiche. A raccontare tutto questo sono stati ieri sera
alcuni dei protagonisti del Progetto: il coordinatore dei traduttori e
direttore del Collegio Rabbinico Italiano, rav Gianfranco Di Segni, la
direttrice del Progetto Clelia Piperno, e l'editore della Giuntina, che
ha pubblicato il primo trattato, Shulim Vogelmann, tra i curatori della
rassegna insieme ad Ariela Piattelli, Marco Panella e Raffaella
Spizzichino. Una lezione, quella del Talmud, che come ha osservato la
direttrice del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah
Simonetta Della Seta, moderatrice dell'incontro, svela dunque i
numerosi parallelismi esistenti tra scienza ed ebraismo. Leggi
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Ticketless
- Oblio |
La
discussione che s’è svolta a Ferrara domenica scorsa, in occasione
della Festa del libro ebraico, oltrepassa i confini della storiografia.
Riguarda il modo di ripensare ai nostri bisnonni in trincea. Chi mi sa
spiegare perché così a lungo li abbiamo dimenticati? È come se fossero
morti invano. Gli storici hanno le colpe più gravi: tolte rare
eccezioni hanno aspettato il 150esimo anniversario dell’Unità per
riscoprire in fretta e furia il Risorgimento. Infastidiva il
patriottismo, indigesto perché contaminato dal fascismo, ma inviso nel
secondo dopoguerra anche alla cultura cattolica e comunista che
guardava ad una visione sovranazionale della società. Gli ebrei
italiani hanno verso i caduti della Grande Guerra non minori
responsabilità. L’idea che l’ebraismo sia stato in quelle ore
subalterno all’italianità era e temo sia ancora indigesto.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Odio parallelo
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C’è
davvero qualcosa di impressionante nel vedere la straordinaria analogia
tra il mutamento del volto dell’Europa, in senso antiebraico, negli
anni che stiamo vivendo, e la metamorfosi che si verificò a partire
dagli ultimi due decenni del XIX secolo. È ovviamente impossibile, per
entrambi i periodi storici, indicare un preciso anno d’inizio di tale
fenomeno, ma, se proprio lo si volesse fare, indicherei due date: il
1883 e il 2000. Dopo l’unificazione dell’Italia e della Germania,
infatti, l’Europa sembrava essere entrata in un’età felice di pace,
tolleranza, cooperazione, cultura: gli ex nemici dialogavano e
collaboravano, c’era una dirompente crescita di arte, cultura e
creatività, quasi ogni giorno si registrava qualche importante scoperta
scientifica, Vienna, Parigi e Berlino erano città cosmopolite e
brulicanti di vita, piene di teatri, di circoli e caffè letterari, di
giornali. I valori della Rivoluzione Francese sembravano essere ormai
patrimonio comune di tutti, laicità, modernità, uguaglianza e libero
pensiero parevano conquiste irreversibili.
Francesco Lucrezi, storico
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Vie tortuose
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"E quanto sarebbe bene che tutte le confessioni religiose dicessero: 'Uccidere in nome di Dio è satanico'"
Sono parole del papa espresse in occasione della messa in
suffragio di Padre Jacques Hamel, il sacerdote vittima di terroristi
islamici nei pressi di Rouen, nel luglio scorso.
In verità tutte le religioni dichiarano che è inammissibile l'omicidio
nel nome del Signore: la storia attesta però che non sono mancate le
eccezioni alla regola, pure numerose, ad esempio guardando
all'Inquisizione praticata dalla Chiesa.
Oggi tocca all'Islam essere attraversato da questa aberrazione e, in
special modo dinanzi alla persecuzione dei cristiani praticata
sistematicamente in molte parti del mondo, assai tortuosa appare la via
intrapresa dal papa che sembra dire ma non troppo, annacquando con
troppa cautela il concetto in quel "tutte le confessioni religiose" che
rischia di fare d'ogni erba un fascio.
Gadi Polacco
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