DEMENZA DIGITALE E LINGUAGGi
'Post-verità', la parola che racconta i social
Una
parola capace di catturare i nostri tempi. L’Oxford Dictionaries,
dipartimento della prestigiosa Oxford University Press (che fa a sua
volta capo al rinomato ateneo) di definizioni se ne intende. E così
nello scegliere “post-verità”, post-truth in inglese, come parola per
l’anno 2016, sembra essere riuscita a cogliere una realtà profonda del
cambiamento del linguaggio (secondo i ricercatori dell’istituto,
l’utilizzo della parola post-verità è aumentata del 2000% rispetto
all’anno precedente), ma anche della sostanza.
“Post-verità è un aggettivo che esprime una situazione in cui i fatti
oggettivi sono meno capaci di influenzare l’opinione pubblica rispetto
al fare leva sulle emozioni o sulle opinioni personali,” il significato
di post-verità secondo Oxford Dictionaries, che sottolinea come a
influenzare la decisione sia stato soprattutto quanto accaduto nelle
campagne elettorali per il referendum sulla Brexit e per le elezioni
americane.
Il più importante teatro della post-verità sono stati senz’altro i
social network. Al punto che negli ultimi giorni, Facebook ha dovuto
ammettere la propria incapacità di distinguere le storie vere da quelle
false, e provare a correre ai ripari.
“Poiché l’algoritmo di Facebook è pensato per determinare cosa gli
utenti individuali vogliano vedere, ad essi spesso viene mostrato
soltanto ciò che convalida le loro convinzioni già esistenti, a
prescindere dal fatto che l’informazione condivisa sia vera” spiega un
articolo dedicato al tema sul Washington Post.
Leggi
tutto