Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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"..e
l'oscurità era sulla faccia dell'abisso. Ed il Signore disse: - ci sia
luce. E ci fu la luce" (Bereshit 1,2-3): Chanukkah delle origini.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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Ogni
volta che si consuma un atto terroristico, sul luogo del lutto si
accendono candele. Quell’atto più che la risposta disarmata alla
violenza è un mezzo. Contro il buio intorno, esprime la volontà di
ritrovare, attraverso un po’ di luce, una qualche risposta che metta
insieme il mondo di prima, ora infranto, con la possibilità di darsi un
futuro dopo. Non è un nuovo inizio. È solo la determinazione a volerne
trovare uno. Hag urim sameach.
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Pagine ebraiche - gennaio 2017
Di corsa fra Storia e Memoria
Un anno di grandi cambiamenti
Il
22 gennaio appuntamento a Roma per una grande iniziativa senza
precedenti. Di corsa fra Storia e Memoria lungo due percorsi che
attraverseranno il quartiere ebraico, ma anche tanti luoghi
significativi nella storia degli ebrei italiani. A raccontare le tappe
di questa nuova e importante iniziativa, promossa dall’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, sotto l’egida della Presidenza del
Consiglio dei ministri e in collaborazione con l’Associazione Maccabi
Italia e la Maratona di Roma, il numero di Pagine Ebraiche di Gennaio,
attualmente in distribuzione. In un fascicolo speciale i due percorsi e
i protagonisti – con un ospite d'eccezione - della prima competizione
in cui sport, cultura e impegno sociale scenderanno in piazza per la
Memoria viva. “Quello in programma il 22 gennaio non sarà soltanto un
ricordo di pagine buie del passato, di ciò che è stato e non deve più
accadere. - spiega la Presidente UCEI Noemi Di Segni su Pagine Ebraiche
- Sarà un appuntamento
immancabile per tutti i cittadini che hanno a cuore il presente ma
soprattutto il futuro”.
È dedicato invece al mito del Golem, l'ampio Dossier di gennaio del
giornale dell'ebraismo italiano: dalle recenti riscoperte letterarie
alla grande mostra del Museo ebraico di Berlino, dai classici del
cinema all’espressione artistica e alla creazione della letteratura
disegnata, l'approfondimento di Pagine Ebraiche – curato da Ada Treves
- scava nella storia del mito del gigante d’argilla che continua ad
affascinare tutte le generazioni.
E il fascino e la bellezza, in particolare dell'arte, sono uno
strumento positivo ed efficace contro chi propugna l'oscurantismo. A
sottolinearlo a Pagine Ebraiche, Eike Schmidt, direttore della Galleria
degli Uffizi di Firenze. “Davanti ai nemici della civiltà, al
terrorismo e al populismo in tutte le sue forme e manifestazioni, non
possiamo restare fermi. È una lotta anzitutto culturale e per questo
l’arte e i musei devono avere un ruolo di primo piano”. Anche in questa
chiave è possibile leggere la grande mostra che gli Uffizi dedicheranno
alle "Antiche mappot romane", iniziativa anticipata da Schimdt al
giornale dell'ebraismo italiano. Tra il 2018 e il 2019 infatti
l'archivio tessile del Museo ebraico di Roma sarà protagonista al
celebre Museo fiorentino.
Di un ritorno dal significativo valore simbolico parla invece il
protagonista dell'intervista del mese, firmata da Daniela Modonesi:
Israel Corrado De Benedetti, uno dei leader del sionismo italiano,
racconta il suo ritorno a Ferrara e soprattutto le sensazioni provate,
a distanza di 73 anni, dopo aver rimesso piede nella cella del carcere
di via Piangipane dove fu richiuso dai fascisti, a soli 15 anni,
la notte del 14 novembre 1943. “Da questa cella al kibbutz: il mio
sionismo”, racconta De Benedetti parlando del percorso che lo porterà
dall'Italia fascista al sogno sionista in Israele.
Nelle prime pagine del giornale spazio anche a un approfondita analisi
di “Religion and Education Around the World”, lo studio dedicato al
rapporto fra religione e istruzione appena reso pubblico dal Pew
Research Center, noto e apprezzato istituto indipendente di ricerca
basato a Washington. Dallo studio emerge un dato di grande impatto
rispetto alla realtà ebraica mondiale: gli ebrei completano in media
oltre 13 anni di formazione scolastica, più del doppio di altri gruppi
religiosi. E le differenze di genere, che in altri casi si fanno
sentire in maniera pesantemente discriminatoria, nel mondo ebraico non
esistono, o sono a sfavore dei maschi.
Come sottolineato all'inizio, a gennaio, in occasione delle
celebrazioni del 27, si terrà la Corsa per la Memoria ma tante saranno
le iniziative dedicate a riflette e ricordare sulla grande tragedia
della Shoah. Tra queste, il 26 gennaio all’Auditorium Parco della
Musica di Roma si terrà la “Serata Colorata”, iniziativa che intreccia
arte e Memoria, sviluppata su un progetto del musicologo Raffaele
Deluca e promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con il
patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto –
curato da Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese - è dedicato a uno
dei più grandi campi di internamento italiani della Seconda guerra
mondiale, quello di Ferramonti in Calabria.
Gennaio sarà poi il mese che segnerà il grande avvicendamento alla Casa
Bianca tra Barack Obama e il futuro presidente Donald Trump. Come
raccontano le cronache degli ultimi giorni, la tensione tra Obama e il
governo di Gerusalemme è tornata a livelli altissimi, a causa della
contestata scelta dell'amministrazione Usa di non porre il veto
all'ennesima risoluzione di condanna nei confronti di Israele. Ma dal
20 di gennaio, quando Trump entrerà ufficialmente in carica le cose
cambieranno. E di questo avvicendamento e dell'eredità di Obama parla
l'articolata e lucida analisi, nelle pagine dedicate alle opinioni, del
demografo Sergio Della Pergola, docente dell'Università ebraica di
Gerusalemme. Leggi
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israele - netanyahu sull'ultima risoluzionE
"All'Onu, l'ennesima vergogna.
Prenderemo provvedimenti"
La
risoluzione dell'Onu che condanna degli insediamenti israeliani in
Cisgiordania è una "vergogna" e lo Stato ebraico intende "interrompere
i finanziamenti" alle istituzioni delle Nazioni Unite.
Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu (nell'immagine
durante l'ultimo intervento tenuto alle Nazioni Unite), citato dai
media locali, nel primo intervento pubblico all'indomani del voto del
Palazzo di Vetro.
"La risoluzione definisce la terra israeliana occupata, e questo è
vergognoso", ha detto il premier. Il presidente americano Barack Obama
"si è schierato contro Israele".
"Ho chiesto al ministero degli Esteri di avviare una rivalutazione
entro un mese di tutti i nostri contatti con le Nazioni Unite, compresi
i fondi israeliani alle istituzioni Onu e alla presenza di
rappresentanti in Israele", ha detto il premier.
Netanyahu ha poi annunciato di aver già disposto il congelamento di
circa 30 milioni di shekel destinati a "cinque strutture Onu
particolarmente ostili nei confronti di Israele".
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Convergenze parallele |
La
questione delle inaspettate convergenze rosso-brune si incontra, molto
spesso, con il binomio «tradizione e identità», due parole intese come
una sorta di endiadi granitica, una coppia di vecchi coniugi, per così
dire. In realtà, quando si gratta sotto la patina di questi due
termini, si scopre non solo che il loro spessore culturale è molto
circoscritto ma che spesso quello che ad essi è attribuito in termini
di profondità storica – ossia, quanto gli è ascritto come deposito
antico, se non atavico, di valori indifferenziati e immutabili, sempre
uguali a sé – è semmai il prodotto di un’invenzione molto recente.
Tutta la tradizione reazionaria trova peraltro il suo punto di coagulo
nella risposta regressiva alla Rivoluzione francese, rinnovandosi
successivamente, durante la seconda metà dell’Ottocento, nel rapporto e
nell’appello alle masse e divenendo, da patrimonio di circoscritti
gruppi di élite (spodestati dalla repentina trasformazione indotta
dall’accelerazione economica, sociale e culturale nel frattempo
intervenuta), a elemento da trasfondere e diffondere nella
collettività, ossia in società di “massa”, il cui consenso diventa
fondamentale per dare un po’ di fiato ad un progetto politico che non
si riduca solo alla lamentazione per il “bel tempo andato”.
Claudio Vercelli
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Levi papers – Né |
Comincia
con la congiunzione né questa aggiunta all’edizione del 1958 di Se
questo è un uomo. La strisciolina di carta reca il numero 12 ed è
acclusa alla pagina 30 della versione del 1947 nel capitolo “Sul
fondo”. “Né” ha una funzione negativa e collega due brani. Nel primo
l’autore parla delle scarpe, del modo e della possibilità che si ha nel
Lager di cambiarle quando fanno male ai piedi; nel secondo dettaglia
l’esito fatale delle scarpe che rovinano i piedi e li gonfiano. “Né”
sta per: “e non”. Il testo che ha aggiunto mediante questa striscia è
uno di quelli che colpiscono i lettori per la frase che contiene: “La
morte comincia dalle scarpe”. Secca. Cui segue un’esplicativa
introdotta dai due punti (i due punti sono una delle caratteristiche
significative dell’interpunzione di Levi, il suo respiro riflessivo).
Marco Belpoliti, scrittore
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