Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

19 Marzo 2017 - 21 Adar 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Benedetto Carucci Viterbi,
rabbino
Aman: la cecità di vedere tutto sempre come un caso.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Il futuro non si fa da solo, nasce dal decidere di esserci, dal dire a se stessi, “mi riguarda”. Mosè sale, prende le prime tavole, scende, nel frattempo giù in basso molti, pensando di essere stati abbandonati, hanno trovato conforto e sollievo altrove. È sempre così quando si pensa che il futuro ci verrà dato senza metterci del proprio e che è responsabilità di altri. Alla prima difficoltà la tentazione di andarsi a cercare un “padrone” che consoli e che si prenda cura di te è fortissima.
 
Sicurezza, nuova allerta
L’attacco all’aeroporto di Orly riaccende l’attenzione dei giornali sul tema della sicurezza. Secondo Repubblica, i vertici della sicurezza nazionale restano convinti che il terrorismo jihadista colpirà anche in Italia. Non è fatalismo, viene spiegato, “ma l’analisi dei segnali aggiornata continuamente e che mostra aspiranti kamikaze privi di armi ma capaci di usare qualunque strumento per cercare di uccidere: un coltello, un auto, un camion”. Una minaccia che si cerca di contrastare ogni giorno, con ottomila soldati a presidiare piazze e monumenti e con la richiesta agli agenti di girare sempre armati, anche quando sono fuori servizio.
Il Messaggero tra gli altri dà voce ad alcuni esperti di sicurezza degli scali. Tra le maggiori criticità al riguardo l’impossibilità di verificare tutte le auto che entrano nel perimetro dell’aeroporto, come si fa in Israele, o di piazzare i metal detector all’ingresso dell’aerostazione, come si fece, ma solo per alcune settimane, a Bruxelles dopo l’attentato del 22 marzo dello scorso anno. Misure che, viene detto, creano un rischio supplementare: provocano code e file di persone al di fuori degli edifici, “che diventano a loro volta facili obiettivi dall’esterno”.
“I piccoli incidenti si stanno moltiplicando e credo che la tensione sia destinata ad aumentare. Le elezioni francesi sono cruciali, i vertici dell’Isis cercheranno di influenzarne l’esito con una campagna di attentati. La sicurezza è destinata a tornare al centro della campagna” dice al Corriere l’intellettuale francese Pascal Bruckner, recente autore di un saggio sull’islamofobia.
Si legge oggi su Libero: “Calma, camerati e nostalgici del Duce. Benito Mussolini avrà avuto certo delle virtù. Ma, anche a prescindere dalle abominevoli leggi razziali, ha avuto un torto immarcescibile: è stato lo statista che ha trasformato l’Italia in un avamposto filomusulmano del mondo occidentale. Quasi quasi è stato un leader italo-arabo, le cui conseguenze si stanno trascinando ancora oggi, dato che siamo la terra di approdo privilegiata da qualunque migrante della Mezzaluna”.
 
Leggi

  davar
#roma60 - LE CELEBRAZIONI AL SENATO 
"Solidarietà, diritti e diplomazia Questa è la ricetta dell'Europa"
“Reagire chiudendosi, alzando muri fisici, ideologici e morali è la negazione della nostra storia e non paga: nessuno può sentirsi al sicuro, nessuno può fare da solo. Multilateralismo, solidarietà, diplomazia, pluralismo: questi sono i fondamenti del metodo che ci ha condotto fin qui, l’unico che ci porterà avanti”. Lo ha affermato il Presidente del Senato Pietro Grasso, aprendo la conferenza dei presidenti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri e del Parlamento europeo svoltasi venerdì scorso a Palazzo Madama per i 60 anni dei Trattati di Roma.
Svoltasi alla presenza tra gli altri dalla Presidente UCEI Noemi Di Segni, invitata a rappresentare l’ebraismo italiano in questa solenne iniziativa, la cerimonia ha visto gli interventi dei più alti rappresentanti delle istituzioni europee. Al centro degli interventi, le politiche e le strategie per assicurare un futuro di pace, libertà e democrazia al continente. “Stiamo affrontando uno dei momenti più difficili nei 60 anni della nostra storia, molti cittadini hanno un senso di smarrimento e cresce la distanza verso le Istituzioni. Ma il recente voto in Olanda dimostra che c’è ancora voglia di Europa” ha sottolineato il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Sta a noi, rappresentanti dei cittadini europei – ha quindi aggiunto – cambiare l’immagine di un’Europa astratta, troppo burocratica e poco efficace. Sta a noi regalare un nuovo sogno a mezzo miliardo di persone. Ce lo chiedono soprattutto i giovani”.
Per il Premier Paolo Gentiloni, l’ultimo a prendere la parola, il terrorismo “ha destabilizzato in profondità i nostri paesi, poi i flussi migratori”. Per difendere le conquiste acquisite servirà quindi guardare negli occhi i problemi, ha aggiunto il primo ministro. “Una parte dei nostri concittadini si sente sempre più minacciata, meno protetta e cerca risposte. Tuttavia, molto spesso, si rivolge alla riscoperta di valori sovranisti e procede verso nazionalismi che se non fermiamo in tempo faremo fatica a fermare quando si saranno sviluppati più del dovuto. Una risposta – ha detto Gentiloni – non può essere un’Europa che si ferma”.
Ad intervenire anche Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo; Frans Timmermans, Vice Presidente della Commissione europea; il senatore a vita e Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano; il senatore a vita, già Presidente del Consiglio e Commissario europeo, Mario Monti; l’ideatrice del Programma Erasmus Sofia Corradi.

Leggi


qui torino - la visita
Comunità luterana in sinagoga

'Una nuova stagione d'incontro'
È una parte consistente della comunità luterana quella che ha voluto partecipare all’incontro – guidato da Heiner Bludau, pastore della Chiesa luterana di Torino e decano delle Chiesa evangelica luterana in Italia – che, come auspicato dalla vicepresidente della Comunità ebraica Alda Guastalla – apre una nuova stagione nei rapporti tra le due comunità cittadine. Dopo il benvenuto della vicepresidente e il saluto di David Sorani, è stata Ori Sierra, con l’esperienza di anni di insegnamento, a guidare le delegazione composta da una ventina di persone nella storia e nel significato delle tradizioni e dei riti della minoranza ebraica italiana. Dal senso stesso del termine sinagoga alla modalità di lettura della Torah, dalla storia della Comunità torinese al significato degli oggetti e degli arredi.
Leggi


SORGENTE DI VITA
Dialogo a passo di danza
“Iniziative come quella di oggi sono veramente utilissime, avete visto come erano felici tutte? Hanno ballato, hanno cantato, dovrebbero essere organizzate molto più spesso, almeno una volta a settimana. Le ragazze sono giovani, minorenni, non possono uscire, non possono avere il telefono cellulare, stanno qui dentro ad annoiarsi e queste attività sono un bene anche per loro” dice Juliet, mediatrice culturale in un centro migranti in Sicilia. L’intervista è nel servizio di Sorgente di vita dedicato al progetto “Una cultura in tante culture” promosso dall’Adei Wizo e dal Lions Club, sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: la ragazza, di origini nigeriane, ha partecipato al laboratorio animato da Edna Calò Livnè, educatrice israeliana che ha alle spalle un’esperienza di lavoro nel kibbutz Sasa con ragazzi di diverse provenienze e religioni.
Leggi

pilpul

L'affaire Bensoussan / 1
Non finisce così, se ne può stare certi. E non per fare le Cassandre; semmai si tratta di dotarsi di un minimo di preveggenza. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto lo storico e sociologo Georges Bensoussan, della quale ci siamo già ripetutamente occupati su questa newsletter, risoltasi quindi con l’assoluzione dai capi d’accusa attribuitigli, ha il rancido sapore di una vendetta maturata nel corso del tempo (poco importanza va attribuita al fatto che non abbia prodotto gli effetti penali sperati) così come di una sorta di innalzamento della “soglia dello scontro”. Rimane quindi plausibile pensare che a questa iniziativa, abortita per volontà di una magistratura che ha dimostrato di sapere tenere distinte le cose (legittima critica da «istigazione all’odio razziale»), possano seguire, nei tempi a venire, altri ricorsi alle autorità giudiziarie. Poiché il terreno sul quale screditare un’opinione, ancorché secca ma comunque lecita, sta divenendo sempre di più quello scivolosissimo della via giudiziaria alla “verità”. La quale non esiste in sé – non essendo un tribunale la sede nella quale sentenziare nel merito di ciò che è stato detto su questioni di ordine capitale (migrazione, integrazione, cittadinanza e così via) all’interno di un confronto di posizioni diversificate – ma serve comunque a insinuare che il chiamato in correo, in questo caso lo stesso Bensoussan, non sia esente da una qualche colpa, fosse anche solo quella di avere detto delle parole non gradite.

Claudio Vercelli
Leggi

Levi Papers - Ulisse e qualcosa
Nel capitolo “Il canto di Ulisse” Pikolo e Primo camminano insieme diretti alle cucine per prelevare la zuppa del Kommando chimico. Parlano di se stessi, delle proprie madri. Nella versione 1947 è presente una frase che non troviamo in quella del 1958. Una delle rare cancellazioni, dato che per lo più sono aggiunte. Suona così: “Sua madre è finita a Birkenau”. Perché l’ha cassata? Pikolo, ovvero Jean Samuel, era stato arrestato con i genitori e con il fratello. È la parola Birkenau che vuole togliere qui? In realtà figura già altre volte nella edizione del 1947, almeno cinque. Forse è un dettaglio che svia nel contesto? Levi vuole mantenere una concentrazione su Pikolo, senza alludere al Lager delle donne, alle camere a gas e ai forni crematori? Non è facile rispondere. Interessante invece l’aggiunta che figura nella edizione del 1958. Viene dopo i versi: “Considerate la vostra semenza:/ Fatti non foste per viver come bruti,/ Ma per seguir virtute e conoscenza”. Un punto decisivo del capitolo.

Marco Belpoliti, scrittore
Leggi


moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.