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  8 giugno 2017 - 14 Sivan 5777


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano Jesurum e Daniel Funaro.
 
Nikki Haley‏ @nikkihaley
7 giugno
A pleasure to spend time w/ PM @netanyahu. We discussed @UN programs in the region & the anti-Israel bias that has plagued the @UN for years"

 
 
L'Isis e l'attacco all'Iran, capitolo
di una guerra interna all'Islam

“L’offensiva terroristica che ha colpito ieri Teheran non è molto diversa da una dichiarazione di guerra, l'analisi di Franco Venturini sul Corriere della Sera rispetto al doppio attentato compiuto dall'Isis nella Capitale iraniana. Due i bersagli dell'attacco che ha causato la morte di dodici persone e oltre quaranta feriti: il Parlamento e il mausoleo di Ruhollah Khomeini, che ospita la tomba del fondatore della Repubblica Islamica dell’Iran (Repubblica). “Sarebbe davvero ingenuo – scrive Venturini parlando dell'attentato - non vedere, dietro le raffiche di mitraglia e le esplosioni suicide dei kamikaze islamisti, che nel Golfo Persico e in tutto il Medio Oriente sta prendendo forma un regolamento di conti tra lo schieramento dei musulmani sunniti guidato dall’Arabia Saudita e quello dei musulmani sciiti che fa capo all’Iran. Ed è a questo scontro senza quartiere che conviene ormai guardare se si vuole comprendere quale dinamica rischia di infiammare tutta la regione e di scuotere l’economia mondiale”. Il riferimento è anche allo scontro che coinvolge i Paesi del Golfo – guidati dai sauditi - che hanno isolato il Qatar perché troppo vicino all'Iran. Tassello, quest'ultimo, di un conflitto interno al mondo islamico che, secondo l'analista Daniel Pipes (La Stampa) è sempre più vicino: “Con tutte le incertezze che abbiamo su questa vicenda, una cosa è sicura – afferma Pipes - la guerra tra Iran e Arabia è molto più vicina oggi, di quanto non lo fosse la settimana scorsa. Naturalmente Teheran e Riad erano già in guerra da tempo, nella sfida epocale in corso tra sunniti e sciiti, ma finora si erano combattuti per procura in Siria, Yemen, Iraq. Gli eventi dell'ultima settimana, invece, hanno alzato la possibilità di uno scontro diretto”.

Roma, Gentiloni in sinagoga. “Gli ebrei libici (arrivati in Italia) hanno avuto difficoltà, ma anche successo, dimostrando cultura e fantasia. Portarono una ventata cosmopolita all’antichissima comunità ebraica di Roma. Hanno importato un nuovo modo di vivere”, così il Primo ministro Paolo Gentiloni nel suo discorso al Tempio Maggiore di Roma in occasione del ricordo del cinquantenario dall'arrivo in Italia della comunità ebraica libica, fuggita dal pogrom del 1967. Ad accogliere il premier in sinagoga, il rabbino capo della Capitale rav Riccardo Di Segni, la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni. “Grazie per la sensibilità sui temi degli immigrati e l'accoglienza - le parole di Gentiloni, riportate dal Messaggero Roma - per lo sforzo che questo Paese sta facendo per non chiudere la porta a chi cerca asilo, una cosa che la comunità ebraica conosce per averla vissuta sulla propria pelle”. Nell’occasione, sottolinea la Gazzetta del Mezzogiorno, un particolare omaggio è stato reso a due storiche figure della comunità tripolina di Roma: Shalom Tesciuba e Sion Burbera. Guardando all'oggi, Gentiloni ha sottolineato la necessità di stabilizzare “la straordinaria terra libica” e liberarla “dai nuovi schiavisti”: un focus prioritario, sottolinea il Sole 24 Ore, anche per il ministro dell'Interno Marco Minniti.

Milano, la festa con la svastica. Una torta con una svastica e la scritta Sieg Heil per festeggiare il compleanno di un dirigente. É quanto è accaduto presso la sede milanese di Forza nuova. “Un'immagine shock, pur essendo già note da tempo le campagne di odio e le posizioni estreme di tale partito. - le parole della presidente UCEI Noemi Di Segni rilanciate dai media italiani (Repubblica, Mattino, Giorno ) - Lo sconcerto e il rigetto non sono però sufficienti, e occorre fare molto di più”. Parlamento, Magistratura, Forze dell'Ordine, ha sottolineato Di Segni, devono dare “un segnale chiaro e inequivocabile all'opinione pubblica. I nostri giovani sono il bene più prezioso che l'Italia possiede e vanno guidati e tutelati, non certo invitati a simili feste. Movimenti come Forza Nuova devono essere dichiarati al più presto fuori legge”. Sulla stessa linea il presidente dell'Anpi provinciale Roberto Cenati: “Chiediamo alle pubbliche autorità e alla magistratura di intervenire e di porre fuorilegge una formazione apertamente razzista e antisemita”.

Gran Bretagna, giorno di elezioni. Si vota oggi nel Regno Unito per il rinnovo dei 650 membri della Camera dei comuni: la sfida è tra i conservatori dell’attuale primo ministro Theresa May (che ha indetto ad aprile elezioni anticipate) e il Partito Laburista guidato da Jeremy Corbyn, che ha rimontato molto secondo i sondaggi, rendendo l'esito finale più incerto. Proprio di Corbyn parla il Foglio, o meglio del suo spin doctor Seumas Milne, che in passato si è lasciato andare a dichiarazioni molto gravi e preoccupanti su Israele (ma non solo): secondo Milne, ad esempio, “il terrorismo è l'uccisione di civili su scala industriale da parte di Israele”. Di Regno Unito parla anche un altro articolo del Foglio, in cui si parla della questione sicurezza - che tocca  tutta l'Europa -  con le analisi di due esperti israeliani, Yaakov Amidror, ex capo del National Security Council, e con Yossi Kuperwasser apo ricercatore dell'esercito durante la Seconda Intifada.

Israele investe in Africa.  Israele ha promesso alla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas) per i prossimi quattro anni un miliardo di dollari, con l'obiettivo di investirli in progetti legati alle energie rinnovabili. Un impegno senza precedenti da parte degli israeliani verso il continente nero, riporta Avvenire. L'annuncio è stato fatto venerdì scorso al forum annuale dell'Ecowas tenutosi nella capitale liberiana, Monrovia.

Onu su insediamenti e Shoah. Nel suo discorso davanti al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, l'Alto commissario Onu Zeid Raad Al Hussein, ha sostenuto che la fine degli insediamenti israeliani in Cisgiordania è la condizione indispensabile per la pace. Zeid, come riporta l'Osservatore Romano, ha parlato non solo della “profondità della sofferenza palestinese”, ma anche della “sofferenza degli ebrei: quest'ultima dura da oltre due millenni, e culminò con quel crimine colossale” che è la Shoah. Palestinesi e israeliani meritano la libertà e la pace, ha aggiunto l'Alto commissario per i diritti umani.

Cinema e libri. Recensioni non entusiaste da parte dei quotidiani italiani rispetto al primo film di Natalie Portman da regista: una pellicola ispirata al libro di Amos Oz Una storia di amore e di tenebra che però, scrive La Stampa, emoziona poco. Più positiva il commento del Messaggero su un altro film israeliano, Matrimonio da inventare della regista Rama Burshtein. Di un libro parla invece Avvenire, ovvero della ristampa del volume dello psicanalista Joseph Enzo Bonaventura a cura di David Meghnagi. “Sul pensiero e la tormentata vicenda umana di Bonaventura, - ricorda il quotidiano - a partire dal volume che ne sintetizza il lavoro scientifico, si è tenuto all'Accademia Ambrosiana di Milano un incontro promosso dall'Associazione Italia-Israele”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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