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  7 luglio 2017 - 13 Tamuz 5777



Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano e Ilana Bahbout.
 
Benjamin Netanyahu‏@netanyahu 
7 luglio
It was an honor to host you, @narendramodi. Israel & India are thousands of kilometers apart, but our people are now closer than ever

Narendra Modi‏ @narendramodi 
7 luglio
I thank the people and Government of Israel for their hospitality. This successful visit will add more energy to India-Israel relations.

 
 
I grandi della Terra al G20
tra divisioni e nuove alleanze
Si apre oggi il G20 di Amburgo, dove si riuniranno i grandi della Terra per parlare, tra le altre cose, di terrorismo, ambiente, crisi siriana e ucraina, della minaccia della Nord Corea. Nella città tedesca ci sono stati ieri i primi scontri tra i manifestanti e polizia e anche tra i leader politici il clima non può dirsi sereno: il presidente Trump, che oggi incontrerà il presidente russo Vladimir Putin, arriva da Varsavia con un carico di critiche per Occidente ma anche per la Russia. “Trump contro tutti. - scrive La Stampa - Bacchetta l’Europa, che non ha più il coraggio di difendere la civiltà occidentale; ammonisce la Russia, alla vigilia del suo primo vertice con Putin, affinché smetta di destabilizzare il mondo e abbandoni le cattive compagnie dell’Iran e di Assad; minaccia la Corea del Nord, promettendo di punire con “cose severe” il suo atteggiamento di sfida a base di missili e armi nucleare”. Trump ha incontrato ieri la cancelliera tedesca Merkel, racconta Repubblica: “i due hanno parlato delle tensioni con la Corea del Nord, dei focolai di crisi in Medio oriente e dell'Ucraina”. La Germania della Merkel, spiega Federico Rampini sempre su Repubblica, è sempre più lontana dagli Usa di Trump, a partire dalla questione ambiente, e il nuovo fronte vede Berlino assieme a Pechino in “un'alleanza globalista con Xi Jinping (il presidente cinese)”.

Immigrazione e rimpatri. Il G20 sarà anche occasione per parlare dell'emergenza migranti. L'Italia vuole un sostegno reale dell'Europa nella gestione dei flussi migratori e degli arrivi dei profughi via mare. “L'Italia, ma nemmeno l'Europa, può essere lasciata sola, la risposta deve coinvolgere i paesi africani. - dichiara ad Avvenire l'austriaco Volker Turk, assistente per la protezione dell'Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati - A Tallin si è deciso di aumentare i contributi alla Libia”. A Tallin, dove si sono riuniti i ministri degli interni europei, c'era anche il ministro italiano Marco Minniti che ha sintetizzato così il vertice: “Ognuno resta sulle sue posizioni e anche noi”. E di politiche dell'accoglienza parla anche il giornalista Gad Lerner in una lunga intervista dialogata sul Foglio: “Una politica che propone come priorità assoluta la limitazione degli arrivi fa innanzitutto una promessa vana ai cittadini, perché gli sbarchi continueranno. - afferma Lerner - E in secondo luogo incentiva soltanto la sindrome da accerchiamento. Pericolosa”. “Invece, come avete scritto anche voi, - spiega il giornalista, riferendosi al Foglio - bisogna sapere e saper spiegare che 200 mila arrivi al l'anno si possono governare. Dire 'adesso blocchiamo i porti' è esattamente come evocare i carri armati al Brennero: sono frasi senza contenuto e pericolose”.

Erdogan attacca e si giustifica. Dopo molto tempo, il presidente turco Erdogan ha deciso di rilasciare un'intervista a un giornale straniero, al tedesco Die Zeit (su Repubblica la traduzione) e al suo direttore Giovanni di Lorenzo. Lo ha fatto per attaccare la Germania e per difendersi dall'accusa di essere un dittatore. “Se ci chiediamo perché i nostri rapporti con la Germania in particolare abbiano cominciato a deteriorarsi, - afferma Erdogan - la mia risposta è molto chiara: i media tedeschi stanno portando avanti una campagna di denigrazione nei nostri confronti”. “Mi sta chiedendo perché il pubblico tedesco la vede come un dittatore? - la risposta del direttore di Lorenzo - Perché in nessun altro paese al mondo ci sono tanti giornalisti in prigione come in Turchia, più di 150”. Secondo Erdogan i loro arresti sono legittimi: tutti i giornalisti arrestati, o quasi tutti, sono terroristi. Ma a non fidarsi del presidente turco non è solo la Germania, il Parlamento europeo ieri ha infatti votato una risoluzione per sospendere il negoziato sull'ingresso della Turchia nell'Ue se Ankara non garantirà lo Stato di diritto.

Livia, Giusta tra le Nazioni. Si è svolta ieri a Firenze, all'interno della sinagoga della città, la cerimonia che ha conferito a Livia Sarcoli il riconoscimento di Giusta tra le Nazioni per aver salvato durante la persecuzione nazifascista la vita dei coniugi Della Pergola, Massimo e Adelina, e del figlio Sergio. “ Grande ieri l'emozione di Sergio Della Pergola, - racconta il Corriere Fiorentino - divenuto nel frattempo demografo di fama oltre che membro della Commissione dei Giusti dello Yad Vashem, che ha rappresentato ai familiari della Sarcoli l'immensa gratitudine per quanto ricevuto in quei giorni di fronte, tra gli altri, alla vicepresidente della Comunità ebraica fiorentina Daniela Misul, dell'ex presidente Sara Cividalli e di Sara Ghilad, funzionaria dell'ambasciata israeliana”.

Israele e il futuro indiano. “Stiamo facendo la storia”. Con queste parole il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha suggellato ieri a Gerusalemme la firma di sette accordi di cooperazione con l'India rivolti principalmente alla promozione dello sviluppo tecnologico e alla difesa, racconta l'Osservatore Romano. Presente il premier indiano, Narendra Modi, il primo ad aver visitato Israele dalla sua fondazione nel 1948. Oltre alla costituzione di un fondo di investimento da quaranta milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo, gli accordi riguardano la cooperazione nella agricoltura, nella utilizzazione delle risorse idriche e nella iniziative spaziali.

Milano, fermare i neofascisti. “Personalmente sono contrario a sbattere in carcere con troppa facilità questi fanatici. Si rischia di fare di loro degli eroi" antisistema. Se non in casi rilevanti, dunque, ritengo più efficaci le sanzioni amministrative. Contrariamente ai processi che durano anni, le multe sono infatti più rapide e possono essere un efficace disincentivo”. A proporlo, Davide Romano, assessore alla Cultura Comunità ebraica di Milano, in un pezzo pubblicato sul dorso milanese di Repubblica.

Daniel Reichel twitter
@dreichelmoked
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