29 Maggio 2017 - 4 Sivan 5777

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17 luglio 2017 - 23 Tamuz 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
D-o sostenne Giuseppe in prigione. Tutto Israele è unito l'uno con l'altro. Non c'è Mitzvah più grande della visita e del Riscatto dei prigionieri. Così come Avraham visitò e liberò Lot.
D-o è uscito con noi (Utzeticha) dall'Egitto (Mitzraim).
 
Anna
Foa,
storica
La proposta di legge volta a punire chi propaganda i contenuti fascisti o nazisti e chi ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità non è volta a limitare la libertà di pensiero ma ad impedire atti e comportamenti di tipo squadristico. Non stiamo parlando solo dei patetici gadgets di Predappio, ma delle bandiere rosso brune che sfilano nelle città italiane, rinviando a quelle naziste; del braccio teso nel saluto fascista, imposto per tanti anni agli italiani dalla dittatura fascista; delle grida razziste e antisemite negli stadi; degli insulti antisemiti sul web; delle aggressioni razziste, se non ancora antisemite, a persone che hanno un diverso colore della pelle.
 
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Hamas: "Guerra santa"
Ancora tensione a Gerusalemme. I palestinesi contestano la decisione di Israele, in seguito all’attentato mortale di venerdì scorso, di assicurare l’ingresso alla Spianata delle Moschee solo dopo controllo con metal detector. L’attacco di venerdì, scrive il Corriere, dimostra che il governo israeliano ha bisogno di garanzie sulla sicurezza dalla struttura. Anche con il rischio di toccare la questione più complessa ed esplosiva. “Solo qualche centinaio di palestinesi ieri ha accettato di passare i metal detector ed entrare, il resto ha protestato all’esterno. Mentre Hamas da Gaza – viene spiegato – incita alla guerra santa”.

L’incontro tra Macron e Netanyahu delle scorse ore fa parlare i media. Secondo La Stampa, Parigi riscopre la “Grandeur”. La visita del premier israeliano, che ha commemorato assieme all’inquilino dell’Eliseo le vittime del rastrellamento del 1942 al Vel d’Hiv, è infatti l’ultimo di una serie di appuntamenti con i principali leader internazionali. Nell’articolo si menziona la significativa assunzione di responsabilità francese in merito a quei crimini, non invece l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo proposta da Macron nel suo intervento.

“Non ci vedo nulla di scandaloso e di politico. Sto semplicemente facendo per Filettino un parco per i bambini”. Così il primo cittadino del Comune laziale, Paolo De Meis, sul finanziamento di 285 mila euro ricevuto da parte della Regione Lazio per la ristrutturazione di un parco intitolato a Rodolfo Graziani, gerarca fascista che fu responsabile di molti crimini. “Non si può cancellare la storia d’Italia con un tratto di penna. Questa persona è esistita. I bimbi troveranno quel nome, ma non ci sarà scritto né eroe né maresciallo d’Italia” sostiene il primo cittadino (eletto con il centrosinistra) in una intervista al Corriere.

La legge sullo ius soli, il diritto di cittadinanza per coloro che nascono in Italia, sembra arenarsi.
“Al termine di un estenuante braccio di ferro nel governo, e sotto la pressione di una emergenza sbarchi senza precedenti, il premier Paolo Gentiloni ha comunicato la decisione maturata nelle ultime ore (dopo che lo stesso Pd già venerdì scorso aveva frenato)” scrive tra gli altri Il Messaggero.
Queste le parole del Primo ministro: “Tenendo conto delle scadenze non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva”.
 
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  davar
I LAVORI DELL'ASSISE DELL'EBRAISMO ITALIANO 
Rabbini, rivisto lo Statuto
“Soddisfatti per questo risultato”

Un vivace confronto, diverse posizioni in campo, una dialettica spesso accesa. Ma alla fine un significativo messaggio di unità, un lungo percorso che si conclude nel segno di una volontà comune.
Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane svoltosi ieri a Roma, uno dei più delicati riguardava le modifiche agli articoli 29 e 30 dello Statuto UCEI con riferimento al rapporto tra dirigenza comunitaria e rabbini. La nomina, il programma di attività, la cessazione del ruolo, la risoluzione del rapporto al centro di questi articoli, la cui revisione è stata approvata a larghissima maggioranza (soltanto un voto contrario e due astenuti) dalla massima assise dell’ebraismo italiano.
Un voto cui si è arrivati al termine di un lungo percorso diplomatico a monte, condotto negli scorsi mesi congiuntamente da Giunta UCEI e Assemblea Rabbinica Italiana. Tra le principali novità introdotte un programma di attività e di impegni che dirigenza comunitaria e rabbino dovranno condividere con cadenza triennale e la nascita di un comitato di conciliazione che sarà chiamato ad esprimersi sulla delibera di revoca del rav. L’organo sarà composto da tre membri: uno dalla Consulta Rabbinica tra i membri dell’Ari, uno dalla Giunta dell’Unione sentito il Consiglio della Comunità interessata, il terzo, con funzioni di presidente, dal Presidente dell’Unione dopo aver consultato il Presidente dell’Ari. Il comitato, è stato inoltre stabilito, svolgerà la sua opera di conciliazione entro 60 giorni dalla sua costituzione. Un termine prorogabile una sola volta di 30 giorni per giustificati motivi.
“C’è grande soddisfazione ad aver portato a termine questo percorso. Era un tema di cui si parlava e su cui ci si scontrava ormai da diversi anni” afferma il Consigliere Davide Jona Falco, tra i protagonisti della mediazione. “Un compromesso come quello cui si è arrivati ieri, con un voto pressoché unanime, è decisamente meglio della situazione preesistente. L’importante – aggiunge il Consigliere – è che questo voto segni l’inizio di una nuova fase nei rapporti con l’Ari”.
Esprime soddisfazione anche il rav Giuseppe Momigliano, membro di Giunta dell’Unione. “Il confronto di idee è un valore essenziale, come emerso chiaramente nel corso del Consiglio. Siamo arrivati a questo traguardo con difficoltà, ma è fondamentale esserci riusciti. Prendiamo atto della realtà. Una soluzione preconfenzionata per tutti i casi non c’è – sottolinea il rav – i singoli problemi andranno affrontati uno a uno”.

Di seguito la nuova formulazione degli articoli 29 e 30 dello Statuto approvati dal Consiglio.
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giornalisti ucei al lavoro con il museo
Ferrara, Redazione Aperta al via
Il Meis e i progetti per il futuro

Prende il via da Ferrara, con la collaborazione del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis), la nona edizione di Redazione Aperta, il laboratorio giornalistico organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Due settimane, tra Ferrara e l'ormai tradizionale appuntamento a Trieste, dedicate al confronto sulle tematiche che legano ebraismo e attualità. Nella città estense, la redazione sarà a stretto contatto con il gruppo di lavoro del Meis, a partire dal direttore del museo Simonetta Della Seta. In agenda, incontri con le redazioni di quotidiani e televisioni locali nonché con la Comunità ebraica ferrarese. Ad aprire le giornate del laboratorio a Ferrara, un itinerario in battello lungo il fiume che lambisce la struttura del Meis. Un esperimento affascinante, con destinazione Villa Mensa (annoverata tra le Delizie Estensi), ideato dal direttore Della Seta e che vuole essere un possibile progetto culturale e turistico per il futuro, a cui hanno partecipato i giornalisti della redazione e la presidente degli Amici del Meis Simonetta Sabino. “Questi itinerari lungo il fiume sono una possibilità per scoprire le bellezze del territorio collegandole alla storia ebraica locale. Sono infatti uno spunto per raccontare il legame degli ebrei con questi luoghi e con il Po e al contempo, più in generale, sono anche una metafora dell'ebraismo che naviga costantemente verso il futuro, che, proprio come il fiume, è sempre in movimento nel tempo e nell spazio”, ha sottolineato Della Seta.
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netanyahu contro la tregua siriana
Rassicurazioni russe sulla Siria:
"Garantiremo sicurezza d'Israele"

Da Parigi, il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto sapere nelle scorse ore che a Israele il cessate il fuoco in Siria, siglato con queste modalità, non va bene. Gerusalemme, ha sottolineato Netanyahu (nell'immagine d'archivio in un incontro a Mosca con il presidente ruso Putin), protagonista di un vertice con il presidente francese Emmanuel Macron, “si oppone totalmente” alla tregua nel Sud siriano, ovvero nella zona del Golan. Il motivo, è il pericolo che in quell'area si concentri l'influenza del nemico iraniano: Teheran non è solo interessata a inviare consiglieri militari in Siria, ma anche un contingente di soldati massiccio, e a costruire basi aeree e una navale, hanno rivelato alcuni alti funzionari israeliani al quotidiano Haaret. Questo rafforzamento militare ha “già cambiato l’immagine della regione come l’abbiamo conosciuta fino ad ora”. Una preoccupazione, quella dell'influenza iraniana, a cui ha voluto rispondere in queste ore il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, dichiarando che Mosca prenderà per il futuro in considerazione le preoccupazioni d'Israele. “Posso garantire che sia noi sia la parte americana abbiamo fatto del nostro meglio per garantire che gli interessi di sicurezza di Israele siano pienamente presi in considerazione”, le parole di Lavrov.
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pilpul
Oltremare - Luglio
La canicola incalza senza pietà, ed è solo metà luglio. Ho letto di recente che il caldo avrebbe qualche responsabilità nel livello di aggressività degli uomini, al contrario degli animali, che possedendo la saggezza fisiologica del risparmio energetico quando fa caldo si immobilizzano e aspettano che passi. Basta guardare un qualunque documentario sui leoni nella savana, o fare una passeggiata nel mondo reale per esempio qui a Tel Aviv dove i felini locali quando il caldo e l’umidità prendono il potere sulla città cominciano a muoversi pochissimo, risparmiano energia e acqua, e sembrano davvero piccoli leoni in miniatura nella savana cittadina, fra l’oleandro e il baobab. Noi umani invece, più fa caldo e più ci agitiamo, e facciamo male.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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