Paolo Sciunnach, insegnante | D-o
sostenne Giuseppe in prigione. Tutto Israele è unito l'uno con l'altro.
Non c'è Mitzvah più grande della visita e del Riscatto dei prigionieri.
Così come Avraham visitò e liberò Lot.
D-o è uscito con noi (Utzeticha) dall'Egitto (Mitzraim).
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Anna
Foa,
storica |
La
proposta di legge volta a punire chi propaganda i contenuti fascisti o
nazisti e chi ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità
non è volta a limitare la libertà di pensiero ma ad impedire atti e
comportamenti di tipo squadristico. Non stiamo parlando solo dei
patetici gadgets di Predappio, ma delle bandiere rosso brune che
sfilano nelle città italiane, rinviando a quelle naziste; del braccio
teso nel saluto fascista, imposto per tanti anni agli italiani dalla
dittatura fascista; delle grida razziste e antisemite negli stadi;
degli insulti antisemiti sul web; delle aggressioni razziste, se non
ancora antisemite, a persone che hanno un diverso colore della pelle.
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Hamas: "Guerra santa"
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Ancora
tensione a Gerusalemme. I palestinesi contestano la decisione di
Israele, in seguito all’attentato mortale di venerdì scorso, di
assicurare l’ingresso alla Spianata delle Moschee solo dopo controllo
con metal detector. L’attacco di venerdì, scrive il Corriere, dimostra
che il governo israeliano ha bisogno di garanzie sulla sicurezza dalla
struttura. Anche con il rischio di toccare la questione più complessa
ed esplosiva. “Solo qualche centinaio di palestinesi ieri ha accettato
di passare i metal detector ed entrare, il resto ha protestato
all’esterno. Mentre Hamas da Gaza – viene spiegato – incita alla guerra
santa”.
L’incontro tra Macron e Netanyahu delle scorse ore fa parlare i media.
Secondo La Stampa, Parigi riscopre la “Grandeur”. La visita del premier
israeliano, che ha commemorato assieme all’inquilino dell’Eliseo le
vittime del rastrellamento del 1942 al Vel d’Hiv, è infatti l’ultimo di
una serie di appuntamenti con i principali leader internazionali.
Nell’articolo si menziona la significativa assunzione di responsabilità
francese in merito a quei crimini, non invece l’equiparazione tra
antisionismo e antisemitismo proposta da Macron nel suo intervento.
“Non ci vedo nulla di scandaloso e di politico. Sto semplicemente
facendo per Filettino un parco per i bambini”. Così il primo cittadino
del Comune laziale, Paolo De Meis, sul finanziamento di 285 mila euro
ricevuto da parte della Regione Lazio per la ristrutturazione di un
parco intitolato a Rodolfo Graziani, gerarca fascista che fu
responsabile di molti crimini. “Non si può cancellare la storia
d’Italia con un tratto di penna. Questa persona è esistita. I bimbi
troveranno quel nome, ma non ci sarà scritto né eroe né maresciallo
d’Italia” sostiene il primo cittadino (eletto con il centrosinistra) in
una intervista al Corriere.
La legge sullo ius soli, il diritto di cittadinanza per coloro che nascono in Italia, sembra arenarsi.
“Al termine di un estenuante braccio di ferro nel governo, e sotto la
pressione di una emergenza sbarchi senza precedenti, il premier Paolo
Gentiloni ha comunicato la decisione maturata nelle ultime ore (dopo
che lo stesso Pd già venerdì scorso aveva frenato)” scrive tra gli
altri Il Messaggero.
Queste le parole del Primo ministro: “Tenendo conto delle scadenze non
rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni
settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per
approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia
prima della pausa estiva”.
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la riunione DELL'ASSISE DELL'EBRAISMO ITALIANO Diritti, doveri e nuove norme
Il lavoro dei rabbini italiani
Un
vivace confronto, diverse posizioni in campo, una dialettica spesso
accesa. Ma alla fine un significativo messaggio di unità, un lungo
percorso che si conclude nel segno di una volontà comune.
Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane svoltosi ieri a Roma, uno dei più delicati
riguardava le modifiche agli articoli 29 e 30 dello Statuto UCEI con
riferimento al rapporto tra dirigenza comunitaria e rabbini. La nomina,
il programma di attività, la cessazione del ruolo, la risoluzione del
rapporto al centro di questi articoli, la cui revisione è stata
approvata a larghissima maggioranza (soltanto un voto contrario e due
astenuti) dalla massima assise dell’ebraismo italiano.
Un voto cui si è arrivati al termine di un lungo percorso diplomatico a
monte, condotto negli scorsi mesi congiuntamente da Giunta UCEI e
Assemblea Rabbinica Italiana. Tra le principali novità introdotte un
programma di attività e di impegni che dirigenza comunitaria e rabbino
dovranno condividere con cadenza triennale e la nascita di un comitato
di conciliazione che sarà chiamato ad esprimersi sulla delibera di
revoca del rav. L’organo sarà composto da tre membri: uno dalla
Consulta Rabbinica tra i membri dell’Ari, uno dalla Giunta dell’Unione
sentito il Consiglio della Comunità interessata, il terzo, con funzioni
di presidente, dal Presidente dell’Unione dopo aver consultato il
Presidente dell’Ari. Il comitato, è stato inoltre stabilito, svolgerà
la sua opera di conciliazione entro 60 giorni dalla sua costituzione.
Un termine prorogabile una sola volta di 30 giorni per giustificati
motivi.
“C’è grande soddisfazione ad aver portato a termine questo percorso.
Era un tema di cui si parlava e su cui ci si scontrava ormai da diversi
anni” afferma il Consigliere Davide Jona Falco, tra i protagonisti
della mediazione. “Un compromesso come quello cui si è arrivati ieri,
con un voto pressoché unanime, è decisamente meglio della situazione
preesistente. L’importante – aggiunge il Consigliere – è che questo
voto segni l’inizio di una nuova fase nei rapporti con l’Ari”.
Esprime soddisfazione anche il rav Giuseppe Momigliano, membro di
Giunta dell’Unione. “Il confronto di idee è un valore essenziale, come
emerso chiaramente nel corso del Consiglio. Siamo arrivati a questo
traguardo con difficoltà, ma è fondamentale esserci riusciti. Prendiamo
atto della realtà. Una soluzione preconfenzionata per tutti i casi non
c’è – sottolinea il rav – i singoli problemi andranno affrontati uno a
uno”.
Di seguito la nuova formulazione degli articoli 29 e 30 dello Statuto approvati dal Consiglio. Leggi
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giornalisti al lavoro con il museo
Ferrara, Redazione Aperta al via
Il Meis progetta il futuro
Prende
il via da Ferrara, con la collaborazione del Museo Nazionale
dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis), la nona edizione di
Redazione Aperta, il laboratorio giornalistico organizzato dalla
redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Due settimane,
tra Ferrara e l'ormai tradizionale appuntamento a Trieste, dedicate al
confronto sulle tematiche che legano ebraismo e attualità. Nella città
estense, la redazione sarà a stretto contatto con il gruppo di lavoro
del Meis, a partire dal direttore del museo Simonetta Della Seta. In
agenda, incontri con le redazioni di quotidiani e televisioni locali
nonché con la Comunità ebraica ferrarese. Ad aprire le giornate del
laboratorio a Ferrara, un itinerario in battello lungo il fiume che
lambisce la struttura del Meis. Un esperimento affascinante, con
destinazione Villa Mensa (annoverata tra le Delizie Estensi), ideato
dal direttore Della Seta - dal "Fiume al mare" il titolo
dell'iniziativa - e che vuole essere un possibile progetto culturale e
turistico per il futuro, a cui hanno partecipato i giornalisti della
redazione e la presidente degli Amici del Meis Simonetta Sabino.
“Questi
itinerari lungo il fiume sono una possibilità per scoprire le bellezze
del territorio collegandole alla storia ebraica locale. Sono infatti
uno spunto per raccontare il legame degli ebrei con questi luoghi e con
il Po e al contempo, più in generale, sono anche una metafora
dell'ebraismo, che naviga costantemente verso il futuro, che, proprio
come il fiume, è sempre in movimento nel tempo e nello spazio”, ha
sottolineato Della Seta. Leggi
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netanyahu contro la tregua siriana
Rassicurazioni russe sulla Siria:
"Garantiremo sicurezza d'Israele"
Da
Parigi, il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto sapere nelle
scorse ore che a Israele il cessate il fuoco in Siria, siglato con
queste modalità, non va bene. Gerusalemme, ha sottolineato Netanyahu
(nell'immagine d'archivio in un incontro a Mosca con il presidente ruso
Putin), protagonista di un vertice con il presidente francese Emmanuel
Macron, “si oppone totalmente” alla tregua nel Sud siriano, ovvero
nella zona del Golan. Il motivo, è il pericolo che in quell'area si
concentri l'influenza del nemico iraniano: Teheran non è solo
interessata a inviare consiglieri militari in Siria, ma anche un
contingente di soldati massiccio, e a costruire basi aeree e una
navale, hanno rivelato alcuni alti funzionari israeliani al quotidiano
Haaret. Questo rafforzamento militare ha “già cambiato l’immagine della
regione come l’abbiamo conosciuta fino ad ora”. Una preoccupazione,
quella dell'influenza iraniana, a cui ha voluto rispondere in queste
ore il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, dichiarando che Mosca
prenderà per il futuro in considerazione le preoccupazioni d'Israele.
“Posso garantire che sia noi sia la parte americana abbiamo fatto del
nostro meglio per fare in modo che gli interessi per la sicurezza di
Israele siano pienamente presi in considerazione”, le parole di
Lavrov.
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Oltremare - Luglio |
La
canicola incalza senza pietà, ed è solo metà luglio. Ho letto di
recente che il caldo avrebbe qualche responsabilità nel livello di
aggressività degli uomini, al contrario degli animali, che possedendo
la saggezza fisiologica del risparmio energetico quando fa caldo si
immobilizzano e aspettano che passi. Basta guardare un qualunque
documentario sui leoni nella savana, o fare una passeggiata nel mondo
reale per esempio qui a Tel Aviv dove i felini locali quando il caldo e
l’umidità prendono il potere sulla città cominciano a muoversi
pochissimo, risparmiano energia e acqua, e sembrano davvero piccoli
leoni in miniatura nella savana cittadina, fra l’oleandro e il baobab.
Noi umani invece, più fa caldo e più ci agitiamo, e facciamo male.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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