Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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"Rabbi Eleazar diceva: - Resta sempre nell'ombra e vivrai" (Tb Sanhedrin 14a).
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee | Sono tornati in Italia i luoghi dove non tutti sono accolti o non possono entrare.
Non è l’espressione della libertà di pensiero e del diritto a
manifestarla, ma è una violazione del principio di eguaglianza e della
legge. Non si tratta di mettere dei paletti alla libertà di pensiero,
ma si tratta di sapere che in democrazia e in regime di eguaglianza dei
diritti, l’eguale trattamento delle persone non è un optional. È la
legge.
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L'attacco sventato
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Dopo
l’attentato di Amburgo da parte di un richiedente asilo di origine
palestinese, ancora terrorismo islamico al centro delle cronache. È
delle scorse ore infatti la notizia che in Australia è stato sventato
un piano che aveva come obiettivo una bomba da piazzare su un aereo in
volo.
Quattro le persone fermate dalla polizia australiana al termine di
un’indagine scattata dopo alcune informazioni ricevute in merito a un
possibile attacco, riporta tra gli altri il Corriere. La notizia è
stata confermata dal premier Malcolm Turnbull, che ha anche annunciato
il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il paese.
“Nazitalia”. È il titolo della grande inchiesta sull’estrema destra
dell’Espresso, lanciata sulla copertina del settimanale. “Braccia tese
dietro le barricate. Ombre nere sulle periferie, strette nella morsa
del degrado. Scontri con le forze dell’ordine per difendere ‘il diritto
alla casa degli italiani’ nelle borgate, sempre più distanti dai centri
storici, da Palazzo Chigi, dal Parlamento, dal Campidoglio. I fascisti
– si legge – sono tornati”.
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Il medioevo a venire
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Francamente
crea disagio ed imbarazzo vedere come nella discussione pubblica le
versioni complottiste sui tanti fatti sociali che costellano la nostra
cronaca quotidiana, trovino abbondante seguito. Con una morbosa
enfatizzazione, quasi che ognuno potesse scegliersi una realtà
costruita a sua immagine e somiglianza, nella quale poi accomodarsi. Se
poi si tratta di questioni di politica internazionale, le scempiaggini
del “furbo” di turno sono garantite. Tra calcolato clamore, finto
scandalo e falso dibattito, in un polverone che nel circuito della
comunicazione fa tanto seguito così quanto permette di lasciare girare
i contatori della pubblicità. Come se ci fosse qualcosa di cui
discutere, partendo da questi atteggiamenti il cui unico obiettivo è,
invece, quello di auto-affermarsi sull’opinione altrui, ripetendo
ossessivamente una serie di preconcetti eretti a sistema di giudizio.
Così, tra le altre, le letture “critiche”, di matrice “revisionista”,
sulle cosiddette “versioni ufficiali” dell’uccisione dei redattori di
Charlie Hebdo, dove le demenziali teorizzazioni di una colossale
messinscena seguono a ruota quelle già espresse, divulgate,
amplificate, riprodotte indefinitamente riguardo all’11 settembre 2001
(l’«Inside Job», secondo certuni), il mancato viaggio (e sbarco) sulla
Luna, l’esistenza in vita di Elvis Plesley (che naturalmente «vive e
lotta con noi», chissà perché, tuttavia, nascondendosi o negandosi alla
vista dei più) e quant’altro.
Claudio Vercelli
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