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  20 agosto 2017 - 28 Av 5777


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di Claudio Vercelli.
 
 
Spagna, terrorista ancora in fuga
Minacce all'Italia su siti jihadisti

Proseguono le indagini della polizia catalana sulla cellula terroristica che ha organizzato l'attacco a Barcellona. Finora ci sono stati quattro arrestati: nessuno con precedenti per terrorismo, tre marocchini e uno spagnolo. Secondo i giornali, le autorità pensano che a guidare il furgone usato nell'attacco sia stato Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni. “Voglio che tu ti costituisca, non voglio che tu uccida altre persone, l'Islam non lo predica” l'appello della madre del giovane, riporta La Stampa. Intanto, scrive il Corriere, prende sempre più consistenza il ruolo dell'imam di Ripoll, Albdelbaki Es Saty: licenziato dalla sua comunità, potrebbe essere lui la mente degli attacchi a Barcellona e Cambrils. Inoltre, sembra che l'obiettivo dei terroristi fosse colpire la Sagrada Familia in quanto “simbolo contemporaneo della cristianità, - spiega La Stampa - ma anche il luogo più frequentato dai turisti (4,5 milioni nel 2016)”. Il fatto poi che l'attentato sia stato pianificato in Catalogna, spiega il Corriere, non deve sorprendere: tutta la regione “è un avamposto dell'islamismo in Europa. Lo dimostrano le 30 indagini antiterrorismo degli ultimi 5 anni, con oltre 60 arresti”.  Barcellona ha risposto alla minaccia jihadista, tornando a riempire di persone la Rambla (Giornale) e dimostrando di non avere paura. Forte preoccupazione invece nelle parole del rabbino capo della città che ha invitato la sua Comunità a lasciare il Paese (Giornale).

Italia, la minaccia sui social jihadisti. “Il prossimo obbiettivo è l'Italia”, è il senso del messaggio rivelato dal sito statunitense Site, specializzato in monitoraggio delle comunicazioni dei terroristi islamici sul web. “Una minaccia che non suona nuova e che non sposta la sostanza delle misure di controllo e prevenzione già varate dal Viminale, ma che non viene sottovalutata”, sottolinea il Corriere. L'Isis intanto ha rivendicato l'attacco in Russia dove un uomo armato di coltello ha ferito sette persone mentre non ci sono rivendicazioni per l'attentato a Turku in Finlandia: qui un uomo ha ucciso due persone per la strada e ne ha ferite altre otto. “È la prima volta che il paese scandinavo (di cinque milioni di abitanti di cui 70.000 musulmani) diventa bersaglio di attacchi jihadisti, - scrive l'Osservatore Romano - ma oggi si ricorda che in giugno i servizi di sicurezza avevano avvertito di una possibile minaccia terroristica”.

Operazione libanese contro l'Isis. Ieri, racconta Alberto Negri sul Sole 24 Ore, “Beirut ha lanciato contro l'enclave dello Stato islamico sul confine con la Siria una vasta offensiva presso la città di Ras Baalbek. Si tratta dell'ultimo tratto di frontiera ancora in mano ai militanti. Che sono obiettivo anche di un'operazione congiunta di Damasco ed Hezbollah”. Proprio Hezbollah, movimento terroristico supportato dall'Iran, sta rafforzando molto la sua posizione e per questo Israele teme un possibile nuovo conflitto a nord.

Bannon lascia l'amministrazione Trump. “A volte, quando uno è troppo pieno di sé, diventa vittima della sua stessa arroganza, la sua capacità di discernimento vacilla. Bannon mi sembra un uomo intelligente che commette gravi errori di giudizio”. A dirlo Robert Kuttner, fondatore di The American Prospect, a cui Bannon ha rilasciato la sua ultima intervista nelle vesti di consigliere di Trump: dopo è stato messo alla porta dal presidente Usa (lui sostiene però di essersi dimesso), che comunque in tweet l'ha ringraziato per quanto fatto. Secondo Kuttner, intervistato dal Corriere, Bannon “vuole che i democratici continuino a parlare di problemi razziali, perché la sua grande strategia è di dividere il Paese: lasciare che i democratici difendano immigrati e neri, cioè le minoranze, in modo che i bianchi nazionalisti parlino a nome della maggioranza”. Intanto Bannon, tornato direttore del sito di estrema destra Breitbart, si prepara ad attaccare gli uomini della Casa Bianca che hanno pianificato la sua uscita dall'amministrazione, spiega la Stampa, che in un articolo a firma di Gianni Riotta, sostiene che l'ultradestra nazionalista americana stia progettando di costruire un suo partito autonomo.

Serraj: “Grazie Italia, ma la Ue ci aiuti”. Intervistato da Repubblica, il generale libico Fajez Serraj parla della situazione dei migranti intervenendo sul dibattito sulle ong che operano nel Mediterraneo: “Dobbiamo creare un meccanismo per regolare il lavoro delle Ong in mare, - afferma il generale - per farle collaborare con la missione "Sophia" della Ue e con la Libia. Ci deve essere un'intesa con i Paesi di origine delle Ong. Io penso che il lavoro delle Ong sia positivo, ma deve essere inserito in un quadro in cui si rispettino le leggi libiche. E gli interessi della nostra sicurezza”. Serraj annuncia anche di voler chiedere “ancora maggiore impegno all'Unione Europea”, aggiungendo che “Italia e Libia sono le prime vittime dei traffici di ogni tipo che originano dalla destabilizzazione del mio Paese”.

Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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