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20 Novembre 2017 - 2 Kislev 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
Nella Parashath Toledoth troviamo Rivkah che va a rivolgersi a D-o per sapere il motivo della agitazione dei due gemelli che ha nel ventre.
Rashi precisa che Rivkah è andata a rivolgersi a D-o nel Beth HaMidrash di Shem e Ever.
Già sappiamo dal Midrash che Yitzchack studiava nel Beth HaMidrash di Shem e Ever, ma non si parla in nessun modo di donne che studiassero in modo sistematico presso quel Beth HaMidrash, che era riservato agli uomini.
Cosa vuole dirci questo episodio?
 
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Anna
Foa,
storica
Mentre Ostia decideva se diventare grillina o fascista, i fascisti hanno distrutto a Villa Pamphili la targa dedicata ad una donna eccezionale, Ada Prospero Gobetti. Ada era la vedova di Piero Gobetti, assassinato dagli squadristi a 25 anni, uno dei pilastri, nonostante la giovane età, della cultura italiana del Novecento. Partigiana, insignita della medaglia d’argento al valor militare, vicesindaco di Torino nel dopoguerra, studiosa, traduttrice, esperta di pedagogia. Leggete il suo Diario partigiano, pubblicato su sollecitazione di Benedetto Croce, uno dei più bei libri scritti sulla Resistenza. Non paghi di essere antisemiti e di esprimersi come tali, i fascisti che riemergono dall’anonimato in cui si erano celati se la prendono ora con una delle figure più belle del nostro Novecento.
Non so se il suo Diario Partigiano sia ancora reperibile in libreria, online non è disponibile. Non sarebbe bello che, in segno di volontà di risanare quel gesto, fosse ristampato e diffuso come lettura nelle scuole? Ricordo che lo è stato negli anni Settanta. Diciamo sempre che il fascismo (e lo squadrismo, aggiungerei, dal momento che fare a pezzi una targa non è un’opinione) si combatte con la cultura, l’educazione. Ecco, cominciamo da Ada Gobetti.
 
Ostia ai grillini
Dopo settimane di polemiche, il preoccupante successo dei neofascisti di CasaPound al primo turno, la violenza alla luce del sole del clan Spada, il capitolo elezioni a Ostia si è concluso. A vincere la candidata Cinque Stelle, Giuliana di Pillo, neo presidente del decimo Municipio. Di Pillo 55 anni, diplomata Isef e insegnante di sostegno all’Istituto Fanelli, raggiunge il 59.7% delle preferenze e sbaraglia la candidata di FdI Monica Picca. Esulta la sindaca di Roma: “Cittadini tornano protagonisti. i romani sono con noi e per il cambiamento #decimoriparte”. Scrive su Twitter Virginia Raggi”. “Una campagna elettorale con toni da fiction e una vittoria guadagnata grazie ai voti di CasaPound e degli Spada ribatte Monica Picca la candidata sconfitta del centro destra, scrive Repubblica. “All’idroscalo, dove sono rappresentati i voti di Casapound, noi abbiamo perso e loro hanno guadagnato circa mille voti”. Il voto degli Spada è andato alla Di Pillo? – chiede un giornalista. “Penso proprio di sì” risponde Picca che aggiunge “Un pochino di delusione c’è. Faccio gli auguri alla Di Pillo – continua -. Ora finalmente dovrà confrontarsi in consiglio dove io farò un’opposizione ferrea. Il confronto che non c’è stato in campagna elettorale ci sarà ora in aula consiliare. Il mio obiettivo sarà fare il bene del Decimo Municipio”. Sul Fatto Quotidiano intanto si parla dei giovani di CasaPound proprio ad Ostia e della loro fascinazione per il poeta Ezra Pound.
 
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  davar
la preghiera al muro occidentale e i reform
Kotel, confronto ancora aperto
A distanza di pochi mesi dalla decisione del governo israeliano di fermare il progetto per la realizzazione di una nuova area al Kotel (il Muro Occidentale) di Gerusalemme, definita egalitaria, la questione di chi può pregare e secondo quali regole nel luogo più sacro per gli ebrei torna ad essere di attualità. La scorsa settimana infatti un gruppo di ebrei riformati, che voleva festeggiare al Kotel l’ordinamento di alcuni rabbini (uomini e donne, secondo la tradizione reform) si è scontrato con alcuni haredim (ultraortodossi) e con le guardie di sicurezza nei pressi del luogo. I membri del movimento reform presenti – sia israeliani sia americani – hanno sostenuto di esercitare il proprio diritto alla libertà di preghiera mentre per la Western Wall Heritage Foundation, a cui è affidata la gestione del Muro Occidentale (a guidarla il rabbino Shmuel Rabinowitz), si è trattato solo di una trovata pubblicitaria.
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l'iniziativa ucei nelle antiche sinagoghe
Piemonte ebraico, l'itinerario

"Un patrimonio da riscoprire"
Iniziata con uno Shabbaton a Cuneo, l’iniziativa UCEI nel Piemonte ebraico è proseguita ieri, in un viaggio ricco di interesse e di emozioni, in alcune tra le più belle sinagoghe e cittadine della regione. La prima tappa (con la funzione di Rosh Chodesh) è stata nella suggestiva sinagoga di Mondovì, realizzata nella seconda metà del XVIII secolo, dopo che gli ebrei che vi abitavano furono confinati nei primi decenni del Settecento da Vittorio Amedeo II nel ghetto situato in via Vico: il Tempio non avrebbe dovuto avere quindi elementi architettonici visibili dall’esterno ed è per questo che è stato realizzato, insieme alla piccola Scuola, in un appartamento al secondo piano di una semplice casa del ghetto, con un bellissimo affaccio sulla campagna circostante. Le parole di Giulia Levi, discendente di uno degli ultimi ebrei monregalesi, hanno fatto rivivere la storia di questa piccola ma importante Comunità.
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camera - il ricordo di rav laras e pallavicini 
"Dialogo, valore da coltivare"
“La loro scomparsa ci consegna un’eredità preziosa, per un compito gravoso. Quello di tenere aperti i canali di dialogo e comprensione tra culture e religioni in un’epoca sulla quale si stanno addensando le nubi oscure dell’intolleranza e dell’odio”.
Queste le parole con cui l'esponente Pd Lia Quartapelle, insieme al collega di partito Emanuele Fiano, ha voluto ricordare in Parlamento la scomparsa, a poche ore di distanza, del rabbino Giuseppe Laras e di Shaykh Abd al Wahid Pallavicini. Entrambi protagonisti, è stato ricordato, “di iniziative significative per il dialogo interreligioso”. “Uomo di rara e discreta cultura e preparazione, rav Laras è stato l’uomo del dialogo, dialogo ebraico-cristiano e anche con l’Islam. Un dialogo capace talvolta anche di critiche controcorrente – ha sottolineato Fiano – ma intessuto con pazienza e profondità”. Un Maestro che ha trovato nell’erudizione “una risposta al vuoto che la Shoah aveva prodotto”.
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qui trieste - il concerto
Musica, linguaggio comune
Sinagoga gremita a Trieste per un nuovo appuntamento con Culto Musica 2017, ciclo di concerti nei luoghi di culto delle diverse fedi religiose ideato dal Maestro Enzo Semeraro e organizzato dal Comune di Trieste assieme all’Associazione Trieste Flute, con il contributo della Fondazione CRTrieste e delle Fondazioni Casali e il patrocinio della Regione.
Nel programma della serata, in apertura della quale sono intervenuti il rabbino capo Alexander Meloni e il sindaco Roberto Dipiazza, melodie tradizionali ebraiche e musiche di Maurice Ravel che sono state eseguite da Tatiana Donis, Davide Casali, Alessandro Vigolo e Ettore Michelazzi. Subito dopo, nella seconda parte, il Trieste Flute Ensemble ha interpretato musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy e, infine, affiancato da Sara Schisa al violino e dall’arpa di Tatiana Donis, il tema dal film “Schindler’s List” di Williams.


(Nell'immagine l'intervento del sindaco Dipiazza)
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l'incontro a casale monferrato 
Maccabi, lo sport che unisce
Sono venuti a Casale in 18, da 18 paesi diversi, tutti in rappresentanza di un ideale comune di fratellanza sportiva. Sono alcuni dei rappresentanti del Congresso europeo del Maccabi che si è appena tenuto a Torino e che hanno scelto di passare la giornata di domenica insieme alla locale Comunità ebraica. Visita alla sinagoga, ai due musei del complesso di vicolo Salomone Olper, un pranzo nella sala Carmi allestita appositamente per loro (polenta nel menù), ma anche un momento di gemellaggio sportivo nella mattina con una rappresentanza del Casale Basket, con tanto di scambio di gagliardetti di fronte all’Arca Sacra e il regalo da parte dei casalesi di un pallone autografato da tutti i giocatori della Novipiù. Pallone che sarà esibito con orgoglio dagli ospiti per tutta la giornata.


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pilpul
Oltremare - Guida
Ci sono occasioni nelle quali la mia doppia cittadinanza diventa un doppio svantaggio. Per esempio quando si fa la classifica di peggiori guidatori dell’universo. Italia e Israele si giocano sempre la testa della classifica, non importa chi la sta stilando. Ma ancora peggio se a parlare sono un israeliano o un italiano.
È provato che ogni israeliano che va in Italia e fra una pizza e l’altra mette le mani su un volante, al ritorno si porta dietro una intera galleria degli orrori su quanto guidano spericolati gli italiani, e quanti gestacci e insulti indecifrabili ha visto e sentito.
E d’altro canto, ogni italiano che viene in Israele e fra un falafel e uno shwarma mette le mani su un volante, al ritorno si porta dietro una intera galleria degli orrori su quanto aggressivi e ansiogeni sono gli israeliani alla guida, e quanti clacson ha sentito alle spalle solo per aver esitato un millisecondo nel ripartire al semaforo.
Certo che è una bella gara, e francamente non saprei dire chi la vince. Forse gli italiani quando guidano in Israele dovrebbero recitare il mantra “magari non sembra, ma qui siamo nel Medio Oriente, al Cairo sarebbe peggio”. E gli israeliani quando guidano in Italia “sembrano macchine normali, ma sono tutte Ferrari mascherate, per quello corrono”. Ma non so se basterebbe.

Daniela Fubini, Tel Aviv



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