Paolo Sciunnach, insegnante | Nella
Parashath Toledoth troviamo Rivkah che va a rivolgersi a D-o per sapere
il motivo della agitazione dei due gemelli che ha nel ventre.
Rashi precisa che Rivkah è andata a rivolgersi a D-o nel Beth HaMidrash di Shem e Ever.
Già sappiamo dal Midrash che Yitzchack studiava nel Beth HaMidrash di
Shem e Ever, ma non si parla in nessun modo di donne che studiassero in
modo sistematico presso quel Beth HaMidrash, che era riservato agli
uomini.
Cosa vuole dirci questo episodio?
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Anna
Foa,
storica |
Mentre
Ostia decideva se diventare grillina o fascista, i fascisti hanno
distrutto a Villa Pamphili la targa dedicata ad una donna eccezionale,
Ada Prospero Gobetti. Ada era la vedova di Piero Gobetti, assassinato
dagli squadristi a 25 anni, uno dei pilastri, nonostante la giovane
età, della cultura italiana del Novecento. Partigiana, insignita della
medaglia d’argento al valor militare, vicesindaco di Torino nel
dopoguerra, studiosa, traduttrice, esperta di pedagogia. Leggete il suo
Diario partigiano, pubblicato su sollecitazione di Benedetto Croce, uno
dei più bei libri scritti sulla Resistenza. Non paghi di essere
antisemiti e di esprimersi come tali, i fascisti che riemergono
dall’anonimato in cui si erano celati se la prendono ora con una delle
figure più belle del nostro Novecento.
Non so se il suo Diario Partigiano sia ancora reperibile in libreria,
online non è disponibile. Non sarebbe bello che, in segno di volontà di
risanare quel gesto, fosse ristampato e diffuso come lettura nelle
scuole? Ricordo che lo è stato negli anni Settanta. Diciamo sempre che
il fascismo (e lo squadrismo, aggiungerei, dal momento che fare a pezzi
una targa non è un’opinione) si combatte con la cultura, l’educazione.
Ecco, cominciamo da Ada Gobetti.
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Ostia ai grillini
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Dopo
settimane di polemiche, il preoccupante successo dei neofascisti di
CasaPound al primo turno, la violenza alla luce del sole del clan
Spada, il capitolo elezioni a Ostia si è concluso. A vincere la
candidata Cinque Stelle, Giuliana di Pillo, neo presidente del decimo
Municipio. Di Pillo 55 anni, diplomata Isef e insegnante di sostegno
all’Istituto Fanelli, raggiunge il 59.7% delle preferenze e sbaraglia
la candidata di FdI Monica Picca. Esulta la sindaca di Roma: “Cittadini
tornano protagonisti. i romani sono con noi e per il cambiamento
#decimoriparte”. Scrive su Twitter Virginia Raggi”. “Una campagna
elettorale con toni da fiction e una vittoria guadagnata grazie ai voti
di CasaPound e degli Spada ribatte Monica Picca la candidata sconfitta
del centro destra, scrive Repubblica. “All’idroscalo, dove sono
rappresentati i voti di Casapound, noi abbiamo perso e loro hanno
guadagnato circa mille voti”. Il voto degli Spada è andato alla Di
Pillo? – chiede un giornalista. “Penso proprio di sì” risponde Picca
che aggiunge “Un pochino di delusione c’è. Faccio gli auguri alla Di
Pillo – continua -. Ora finalmente dovrà confrontarsi in consiglio dove
io farò un’opposizione ferrea. Il confronto che non c’è stato in
campagna elettorale ci sarà ora in aula consiliare. Il mio obiettivo
sarà fare il bene del Decimo Municipio”. Sul Fatto Quotidiano intanto
si parla dei giovani di CasaPound proprio ad Ostia e della loro
fascinazione per il poeta Ezra Pound.
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l'iniziativa ucei nelle antiche sinagoghe Piemonte ebraico, l'itinerario
"Un patrimonio da riscoprire"
Iniziata
con uno Shabbaton a Cuneo, l’iniziativa UCEI nel Piemonte ebraico è
proseguita ieri, in un viaggio ricco di interesse e di emozioni, in
alcune tra le più belle sinagoghe e cittadine della regione. La prima
tappa (con la funzione di Rosh Chodesh) è stata nella suggestiva
sinagoga di Mondovì, realizzata nella seconda metà del XVIII secolo,
dopo che gli ebrei che vi abitavano furono confinati nei primi decenni
del Settecento da Vittorio Amedeo II nel ghetto situato in via Vico: il
Tempio non avrebbe dovuto avere quindi elementi architettonici visibili
dall’esterno ed è per questo che è stato realizzato, insieme alla
piccola Scuola, in un appartamento al secondo piano di una semplice
casa del ghetto, con un bellissimo affaccio sulla campagna circostante.
Le parole di Giulia Levi, discendente di uno degli ultimi ebrei
monregalesi, hanno fatto rivivere la storia di questa piccola ma
importante Comunità. Leggi
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camera - il ricordo di rav laras e pallavicini
"Dialogo, valore da coltivare"
“La
loro scomparsa ci consegna un’eredità preziosa, per un compito gravoso.
Quello di tenere aperti i canali di dialogo e comprensione tra culture
e religioni in un’epoca sulla quale si stanno addensando le nubi oscure
dell’intolleranza e dell’odio”.
Queste le parole con cui l'esponente Pd Lia Quartapelle, insieme al
collega di partito Emanuele Fiano, ha voluto ricordare in Parlamento la
scomparsa, a poche ore di distanza, del rabbino Giuseppe Laras e di
Shaykh Abd al Wahid Pallavicini. Entrambi protagonisti, è stato
ricordato, “di iniziative significative per il dialogo interreligioso”.
“Uomo di rara e discreta cultura e preparazione, rav Laras è stato
l’uomo del dialogo, dialogo ebraico-cristiano e anche con l’Islam. Un
dialogo capace talvolta anche di critiche controcorrente – ha
sottolineato Fiano – ma intessuto con pazienza e profondità”. Un
Maestro che ha trovato nell’erudizione “una risposta al vuoto che la
Shoah aveva prodotto”. Leggi
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qui trieste - il concerto Musica, linguaggio comune
Sinagoga
gremita a Trieste per un nuovo appuntamento con Culto Musica 2017,
ciclo di concerti nei luoghi di culto delle diverse fedi religiose
ideato dal Maestro Enzo Semeraro e organizzato dal Comune di Trieste
assieme all’Associazione Trieste Flute, con il contributo della
Fondazione CRTrieste e delle Fondazioni Casali e il patrocinio della
Regione.
Nel programma della serata, in apertura della quale sono intervenuti il
rabbino capo Alexander Meloni e il sindaco Roberto Dipiazza, melodie
tradizionali ebraiche e musiche di Maurice Ravel che sono state
eseguite da Tatiana Donis, Davide Casali, Alessandro Vigolo e Ettore
Michelazzi. Subito dopo, nella seconda parte, il Trieste Flute Ensemble
ha interpretato musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy e, infine,
affiancato da Sara Schisa al violino e dall’arpa di Tatiana Donis, il
tema dal film “Schindler’s List” di Williams.
(Nell'immagine l'intervento del sindaco Dipiazza) Leggi
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Oltremare - Guida
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Ci
sono occasioni nelle quali la mia doppia cittadinanza diventa un doppio
svantaggio. Per esempio quando si fa la classifica di peggiori
guidatori dell’universo. Italia e Israele si giocano sempre la testa
della classifica, non importa chi la sta stilando. Ma ancora peggio se
a parlare sono un israeliano o un italiano.
È provato che ogni israeliano che va in Italia e fra una pizza e
l’altra mette le mani su un volante, al ritorno si porta dietro una
intera galleria degli orrori su quanto guidano spericolati gli
italiani, e quanti gestacci e insulti indecifrabili ha visto e sentito.
E d’altro canto, ogni italiano che viene in Israele e fra un falafel e
uno shwarma mette le mani su un volante, al ritorno si porta dietro una
intera galleria degli orrori su quanto aggressivi e ansiogeni sono gli
israeliani alla guida, e quanti clacson ha sentito alle spalle solo per
aver esitato un millisecondo nel ripartire al semaforo.
Certo che è una bella gara, e francamente non saprei dire chi la vince.
Forse gli italiani quando guidano in Israele dovrebbero recitare il
mantra “magari non sembra, ma qui siamo nel Medio Oriente, al Cairo
sarebbe peggio”. E gli israeliani quando guidano in Italia “sembrano
macchine normali, ma sono tutte Ferrari mascherate, per quello
corrono”. Ma non so se basterebbe.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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