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5 Marzo 2018 - 18 Adar 5778


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
 
 
 
Trionfo 5 Stelle, vola la Lega
crollo Pd: l'Italia dopo il voto

Sono i movimenti populisti e antisistema ad essere i vincitori di queste elezioni politiche italiane, raccontano i quotidiani nazionali e internazionali. “Volano i 5 Stelle, il centrodestra prima coalizione. Exploit Lega, superata Forza Italia. Renzi pronto a lasciare”, la sintesi sul sito del Corriere mentre Repubblica parla di “Trionfo dei 5stelle. La Lega vola, crolla il Pd” e ricorda però che “Nessuna coalizione ha maggioranza”. Anche Il Fatto Quotidiano, storicamente vicino ai Cinque Stelle, parla del loro risultato come di un trionfo mentre parla di disastro Pd. Sui social l'ex direttore del Corriere Feruccio de Bortoli sintetizza così il quadro politico italiano: “Il Nord a Salvini, il Sud ai Cinquestelle, il mezzo polo di sinistra duramente sconfitto, come se avesse fatto le primarie, peraltro inutili. Il centrodestra a trazione leghista e sovranista aspetta i ‘nuovi responsabili’. Il Parlamento è appeso. Il Paese pure”. Guardando alle analisti dall'estero, per il New York Times, domenica gli italiani hanno manifestato la loro rabbia contro “l'establishment politico europeo”, consegnando la maggioranza “a forze di destra e populiste che hanno condotto una campagna alimentata dalla rabbia antiimmigranti”.

Reazioni elettorali. “Abbracci, sorrisi e applausi tra i militanti M5s, per un risultato già definito 'storico', - racconta Repubblica rispetto ai Cinque Stelle - tensione al Nazareno, dove c'è poca voglia di parlare. Per avere dichiarazioni di vincitori e vinti bisogna aspettare qualche ora: sia Luigi Di Maio che Matteo Renzi hanno scelto di vedere i dati finali, prima di commentare”. Riguardo a Di Maio, La Stampa scrive che “il Movimento è pronto alle alleanze”. Ma Grillo frena: “Ora niente inciuci” “Di Maio – afferma il quotidiano torinese - proverà prima con la sinistra. L’ipotesi di un referendum tra gli iscritti. Fico presidente della Camera primo banco di prova. La Lega come ultima opzione”. Intanto  Forza Italia, scrive il Corriere, rivendica la vittoria alle elezioni perché è proprio la coalizione di centrodestra ad avere “la maggioranza politica”, quindi “è il vero vincitore di una tornata elettorale in cui è in gioco il governo del paese e non le affermazioni individuali”. Molti analisti considerano però proprio Forza Italia tra gli sconfitti visto che la Lega è davanti al partito di Berlusconi.

Italia, ora cosa accade. Il 23 marzo si insedia il nuovo Parlamento, che – ricorda il Post - dovrà come prima cosa eleggere i presidenti di Camera e Senato. Soltanto in quel momento si capirà davvero se e quale maggioranza è possibile nel nuovo Parlamento. Le consultazioni del presidente della Repubblica inizieranno solo dopo l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Neofascisti fuori dal parlamento. Le ambizioni di CasaPound Italia si infrangono rovinosamente contro lo scoglio del 3%, sottolinea Repubblica: “non passano loro, e ancor meno passa "Italia agli italiani", il listone nero con a capo Forza Nuova e Fiamma Tricolore. E dunque: al netto della propaganda mediatica e del ritorno dell'ultradestra nelle piazze, i partiti neofascisti restano fuori dal Parlamento”.

Netanyahu vola a Washington per incontrare Trump. In Israele attende l'incontro odierno tra il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump. Si parlerà di Iran, della situazione in Siria e in Medio Oriente e, secondo Repubblica, Netanyahu ringrazierà Trump “personalmente della decisione di trasferire l'ambasciata americana” a Gerusalemme. Secondo Repubblia, Netanyahu con questo viaggio “prova a lasciarsi alle spalle una difficile situazione interna (con le accuse di corruzione per lui e la moglie, nella foto) e le polemiche su possibili elezioni anticipate, andando in quegli Stati Uniti dove è cresciuto adolescente, dove ha studiato, dove ha molti amici (anche politici) e si sente a casa”.

Giornata dei Giusti. Sul Corriere Antonio Ferrari presenta il libro del presidente di Gariwo Gabriele Nissim, II bene possibile. Essere giusti nel proprio tempo (edito da Utet). “Occorre spiegare – spiega Nissim, fautore della Giornata dei giusti che si celebra domani 6 marzo in Italia e in Europa - che i Giusti non sono santi e non sono eroi. I santi appartengono alla trascendenza e alla fede religiosa. Gli eroi alla mitizzazione di personaggi ideali, nei quali ognuno di noi, a volte, si è specchiato e si specchia, sognando improbabili imitazioni. II Giusto di oggi, invece, può essere davvero ciascuno di noi, con pregi, difetti, debolezze, miserie. Però pronto ad ascoltare la spinta più umana. Spinta che non conosce obblighi o convenienze, ma risponde ad un impulso che non si può frenare”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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