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 16 Aprile 2018 - 1 Iyar 5778


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
 
 
 
"Israele, i 70 anni dalla nascita
una festa per il mondo libero"
“Questa settimana cade un anniversario straordinario per il popolo ebraico. Settant’anni dalla fondazione dello Stato di Israele e dalla realizzazione, per la prima volta in due millenni, del sogno dell’indipendenza ebraica nella nostra patria”. Una pietra miliare che non è solo un’occasione di festa per Israele, ma “una celebrazione per tutto il mondo libero”. È quanto scrive il presidente israeliano Reuven Rivilin in un intervento per vari quotidiani europei pubblicato da La Stampa. “Guardando al futuro – prosegue – speriamo di non dover aspettare altri settant’anni per la pace in questa regione”. Aggiunge poi il capo dello Stato: “Faremo di tutto per difenderci. Possiamo essere costretti a costruire barriere per fermare i terroristi, o ad agire in modi diversi per garantire la sicurezza del nostro popolo, ma non chiuderemo mai la porta alla pace”.

Golan, fronte caldo. Resta comunque alta la tensione in tutta la regione. La Repubblica racconta le mosse di Israele e Iran sul Golan, che viene definito ‘il fronte più caldo’. “È sempre più uno scontro diretto fra Iran e Israele”, si legge. “Per questo salire al monte Bental, sulle alture del Golan, aiuta a capire quanto i due nemici siano arrivati pericolosamente vicini. Dal punto di osservazione più alto si vedono i verdi campi della pianura siriana, la cittadina di Quneitra, i villaggi occupati dai ribelli e poi le strade che portano verso Damasco o il Sud. Il posto di ascolto di intelligence della ‘montagna dell’elefante’, lì dove ci sono i soldati iraniani”.

Cori antisemiti, nuova vergogna. Insulti antisemiti, saluti romani, il ricordo di Anna Frank nuovamente oggetto di offese malate. Il mondo del calcio torna a interrogarsi, dopo l’ennesima squallida provocazione di un gruppo di tifosi della Lazio a pochi minuti dall’inizio del derby capitolino.
“Un gruppo di ragazzi, forse minorenni – scrive il Corriere – ha intonato cori antisemiti e si è filmato con lo smartphone, postando sui social il video della vergogna. Una traccia ora utile alla Digos e alla polizia postale per identificare gli autori della bravata: rischiano un daspo fino a 5 anni e una denuncia per violazione della legge Mancino”.
“Evocare una bambina morta in una camera a gas – spiega Gianni Mura, su Repubblica – non è solo deviazione del tifo, è antisemitismo. Al di là della goffa visita di Lotito al ghetto, dopo il derby d’andata, mi piacerebbe sentire Inzaghi, o uno o più giocatori, dire: questi non sono tifosi della Lazio, e se dicono di esserlo noi non li vogliamo. Non ci rappresentano”.

Padiglione italiano a Firenze, il finanziamento. A tre anni dall’accordo chiuso tra Palazzo Vecchio, Regione e Associazione nazionale ex deportati via libera della Giunta toscana al finanziamento decisivo per il riallestimento del padiglione italiano di Auschwitz in uno spazio espositivo fiorentino. Il Comune, riferisce il dorso locale di Repubblica, riceverà un milione di euro per “i lavori di adeguamento strutturale dell’edificio, la messa a norma degli impianti e la realizzazione per l’accesso ai portatori di handicap”.

"No agli odiatori in Statale". Comunità ebraica milanese e Anpi insieme per chiedere al rettore della Statale di revocare l’autorizzazione a una iniziativa del “Fronte della Palestina” nell’ateneo, prevista per domani.
“I promotori dell’evento in Statale sono gli stessi che in un volantino apparso su Facebook si sono dati appuntamento in piazza San Babila, il prossimo 25 Aprile, per contestare la Brigata Ebraica” afferma il presidente della sezione locale dell’Anpi Roberto Cenati (Corriere Milano).

Il mago Erbstein. A proposito di calcio e Memoria, il Corriere Fiorentino dedica oggi una pagina all’allenatore magiaro Erno Erbstein. Grazie a Erno, che scampò in modo avventuroso alla Shoah, la Lucchese ottenne risultati mai eguagliati. “In questi ultimi mesi – si legge – a Lucca si è aperta la discussione se intitolare a questo grande allenatore e grandissimo uomo lo stadio dove giocano i rossoneri, considerando non solo la sua vita, ma il suo legame con il momento più alto e importante del calcio lucchese, che non ha mai più rivissuto quei fasti e quelle soddisfazioni”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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