YOM HAAZMAUT
Bialik e le speranze di un popolo
Chaim
Nachman Bialik, uno dei più grandi poeti della letteratura ebraica,
sionista della prima ora, non vide la nascita dello Stato d'Israele.
Morì per una complicazione durante un intervento chirurgico a Vienna,
lontano dalla sua Tel Aviv nel 1934. Quanto la sua figura fosse
importante per il nascente Stato ebraico, lo dimostrò l'enorme
commozione che destò la sua scomparsa: un fiume di persone seguirono il
feretro che da rehov Bialik a Tel Aviv (la strada a lui dedicata e dove
si trovava la sua casa) veniva portato al luogo della sepoltura. Bialik
influenzò intere generazioni di sionisti e fu tra i pionieri della
riscoperta dell'ebraico, come dimostra la poesia presente in questa
pagina, pubblicata quando aveva solo 18 anni e viveva ancora ad Odessa.
El Hatzipor, il titolo della poesia – l'uccellino, tradotto qui da
Dante Lattes come “la rondine” - è la rappresentazione perfetta del
sionismo di Bialik, di quell'aspirazione a vedere la nascita di uno
Stato ebraico.
Dossier Israele 70, a cura di Daniel Reichel
Pagine Ebraiche, aprile 2018
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