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9 Maggio 2018 - 24 Iyar 5778


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano e Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto Cavaglion, Francesco Lucrezi e Francesco Lotoro.
 
 
Iran, Trump lascia l'accordo 
Gli Stati Uniti escono dall’accordo sul nucleare iraniano.
“L’accordo serve solo alla sopravvivenza del regime, a cui permette ancora di arricchire uranio” ha detto ieri il presidente Donald Trump. Gli Stati Uniti, ha poi aggiunto, “non saranno ostaggio del ricatto nucleare dell’Iran”. Trump ha inoltre definito l’accordo del 2015 “disastroso, imbarazzante e che non avrebbe mai dovuto essere firmato”.
La notizia è in evidenza su molti giornali. Sottolinea il Corriere: “Lo schema è trasparente: gli Stati Uniti vogliono mandare un segnale di forza al Paese degli ayatollah; ma sono disponibili a riprendere il negoziato su basi più ampie”.
Scrive La Stampa: “Una scelta netta che lascia aperte solo due strade: l’improbabile resa della Repubblica Islamica, attraverso un nuovo accordo che recepisca tutte le richieste di Washington; oppure l’avvio di un processo finalizzato al cambio di regime”.
Repubblica si concentra anche sui paesi della regione che hanno appoggiato gli Usa. “Se questo gesto americano dovesse rafforzare l’ala più intransigente nel regime degli ayatollah, se l’Iran ricomincerà immediatamente a lavorare sulla costruzione della sua atomica, la vittoria israeliana e saudita – si legge – potrebbe rivelarsi effimera”.
Il Corriere riferisce inoltre di un caso aperto da Guardian e New Yorker, secondo cui una rete di 007 israeliani sarebbe stata incaricata di spiare figure vicine all’ex presidente Obama. “Le inchieste dei due giornali – riporta il Corriere – divergono sui mandanti: il Guardian sostiene che i detective siano stati contattati da consiglieri di Donald Trump a maggio dell’anno scorso dopo la visita del presidente in Israele; secondo il New Yorker sono stati assunti da un cliente privato che aveva interessi economici nel mantenimento delle sanzioni contro l’Iran”.

Contestazione al Giro. Un mezzo fallimento la protesta di un gruppo di propal alla ripartenza del Giro d’Italia in Sicilia dopo la tre giorni israeliana con cui la corsa ha avuto inizio. “Quasi non li vedi – scrive la Gazzetta dello sport – perché sopraffatti dalle decine di migliaia di tifosi che accompagnano festosi il gruppo alla partenza da Catania, dal Duomo alla via Etnea”.

Magris uomo dell'anno. Lo scrittore e germanista Claudio Magris è l’uomo dell’anno per il 2018 dell’Associazione Amici del Museo d’arte di Tel Aviv (Amata onlus). L’evento, spiega il Corriere, si è svolto ieri sera a Palazzo Parigi a Milano dopo una breve lectio magistralis dello stesso Magris.

Omaggio a Salò, scuse a metà. Suscita sconcerto l’omaggio ai morti di Salò da parte di un assessore del Comune di Genova, delegato dal sindaco Marco Bucci. Ha affermato il primo cittadino: “Mi rendo conto che l’utilizzo della fascia tricolore durante la commemorazione dei caduti della Rsi forse era fuori luogo e ha causato proteste. Siccome penso che tutti i simboli siano importanti, in futuro cercheremo di non offendere nessuno”. Titola Repubblica Genova: “Omaggio a Salò, scuse a metà”.


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