18 maggio 2018 - 4 Sivan 5778 |


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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano.
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Israel Foreign Min.@IsraelMFA
18 maggio
PM Netanyahu: Destroying Israel and killing innocent Israelis is
#Hamas' true goal. We are defending our families. And you would do
exactly the same.
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Gaza, Egitto e Russia d'accordo:
bisogna fermare Hamas
In
Israele e nei territori palestinesi si prospetta un nuovo venerdì di
tensione. Nella notte l'esercito israeliano ha condotto un raid aereo
contro le infrastrutture di Hamas nell'enclave come rappresaglia al
lancio di razzi verso la città di Sderot, nel sud (Avvenire). E contro
il movimento terroristico si stanno muovendo anche Russia ed Egitto:
“secondo fonti diplomatiche attendibili nella notte tra il 14 e il 15
maggio scorsi, - riporta il Corriere - subito dopo la strage al confine
con Gaza, è stato Putin a 'suggerire' al presidente egiziano Al-Sisi,
suo amico e alleato, di intimare ad Hamas il ritiro dei manifestanti
dalla rete confinaria. Cosa che è puntualmente avvenuta”. A confermare
il coinvolgimento del Cairo nel tentativo di fermare le violenze a
Gaza, sono arrivate le parole del ministro dell'Intelligence israeliano
Yisrael Katz, come riporta il Foglio. “Il Cairo avrebbe in un certo
senso minacciato Hamas, informando i suoi vertici di avere prove su
come il movimento avrebbe finanziato le manifestazioni e istigato la
folla a convergere verso la barriera. L'Egitto, ha detto Katz alla
radio militare israeliana, avrebbe 'inequivocabilmente' detto a Ismail
Haniyeh che, 'se la situazione fosse proseguita, Israele avrebbe preso
misure molto dure e l'Egitto si sarebbe fatto da parte'”.
Erdogan contro tutti. Continua
la campagna mediatica del presidente turco Erdogan per cercare di
presentarsi come paladino dei diritti dei palestinesi. “Le Nazioni
Unite sono finite, sono crollate. - declama Erdogan - In questo
momento, non riesco neppure a parlare con il segretario generale
dell'Onu, nonostante abbiamo una buona amicizia. Se continua il
silenzio sul bullismo di Israele, il mondo sarà trascinato nel caos.
Non permetteremo che Gerusalemme sia usurpata da Israele. Sosterremo la
lotta dei nostri fratelli fino al giorno in cui le terre palestinesi, a
lungo occupate, avranno pace e sicurezza dentro i confini di un libero
Stato palestinese”. “Ma dietro le parole di Erdogan – spiega Repubblica
- si intravede un contenzioso fra Ankara e l'Onu. A New York, si indaga
sulla Turchia per sospetta vendita all'Iran di attrezzature
elettroniche prodotte in Israele, violando le sanzioni”.
Sport e tecnologia, Israele premia l'Italia.
Il Sole 24 Ore racconta della prima edizione di Spin Accelerator Italy,
il programma internazionale dedicato allo sviluppo di startup sport
tech promosso dal network israeliano Hype Sport Innovation con Trentino
Sviluppo e l'Università di Trento. La rassegna ha il suo primo
vincitore: “la realtà padovana Wearit che si è aggiudicata un periodo
di preincubazione nel polo green del Trentino Progetto Manifattura,
oltre alla partecipazione a un evento pubblico curato da Hype Sports
Innovation nel corso dei prossimi mondiali di calcio in Russia”.
Germania, penne antisemite.
Il vignettista della Süddeutsche Zeitung, Dieter Hanitzsch, 85 anni, è
stato allontanato dal giornale dopo le polemiche dovute a una vignetta,
pubblicata dopo gli scontri a Gaza, in cui il premier israeliano
Netanyahu veniva ritratto con un missile fra le mani, sul quale si
leggeva 'Eurovision Contest Song', con una stella di Davide al posto
della lettera 'V'. Nel disegno un Netanyahu caricaturale afferma:
'L'anno prossimo a Gerusalemme'”. Il direttore Wofgang Krach si era
scusato pubblicamente mercoledì (Giornale).
“Akhzivland, il Paese più pacifico del Medio Oriente”.
Repubblica racconta la storia di Eli Avivi, che negli anni '70 costruì
su un piccolo pezzo di terra d'Israele, a poca distanza dal confine con
il Libano, uno pseudo-Stato che chiamò Akhzivland e definì “il Paese
più pacifico del Medio Oriente”. “Un luogo così, - scrive Repubblica -
il decennio dopo gli anni Sessanta, divenne automaticamente il cuore
della Bohème locale e la valvola di sfogo di chi era in cerca di
trasgressioni fatte di sesso e droga”.
La Memoria a casa Zingaretti. “Mia
bisnonna Ester la portarono ad Auschwitz. Secondo quanto siamo riusciti
a ricostruire, non ci arrivò mai; morì prima, in treno. Ebrea romana,
il 16 ottobre 1943 era fuggita in tempo, ma aveva lasciato a casa
l'orologio; tornò indietro, e cadde nelle mani delle SS. Suo figlio
Angelo Di Capua, mio nonno, si salvò. Sua moglie Maria Luisa, mia
nonna, fu presa; mostrò la carta di identità con il nome da signorina,
Rippo, e la lasciarono andare. Mia mamma, Emma, era una bambina. Ma
certe cose ti restano dentro”. È il racconto famigliare dell'attore
Luca Zingaretti, protagonista di un ampio ritratto sul Corriere a firma
di Aldo Cazzullo.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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