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 1 Giugno 2018 - 18 Sivan 5778

Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano.
 
 
Conte, il giorno del giuramento
Inizia oggi, con il giuramento alle 16 al Quirinale, l’esperienza del governo Giuseppe Conte a trazione grillino-leghista.
Dal 4 marzo al via libera delle scorse ore, scrive il Corriere, un percorso decisamente tortuoso. E un futuro che resta non semplice da decifrare.
“È una soddisfazione senza trionfalismi quella di Sergio Mattarella dopo un’estenuante traversata nel deserto. Tre mesi lunghissimi. Tra tatticismi, speculazioni, inganni, veleni come lava incandescente, girandole di formule e nomi, manovre segrete, diktat, sospetti, cannibalismi, rincorse di ambizioni, assalti, retromarce e soprattutto – si legge in una ricostruzione del quirinalista Marzio Breda – i fantasmi dello spread e delle urne aperte d’estate”. Un gorgo che, viene ancora detto, “ha inghiottito procedure e prassi mettendo il sistema in torsione e culminato nel paradosso per cui, da mercoledì a ieri, abbiamo avuto addirittura tre premier”.
Sottolinea Marcello Sorgi, su La Stampa: “I principali obiettivi del ‘contratto’ su cui è fondata l’alleanza sono fuori dalla realtà, l’ambizione, di cui i novelli ministri non hanno fatto mistero nei giorni scorsi nelle loro frequenti apparizioni in tv, è quella di usare i ministeri anche per fare propaganda, nel tentativo di dimostrare che le idee sono chiare, i programmi altrettanto, e se non riusciranno a realizzarli la colpa non sarà loro”. Un tipo di impostazione che, scrive Sorgi, “potrebbe portare il nuovo governo rapidamente a confliggere con i partner tradizionali e la storica collocazione europea e occidentale dell’Italia”.
“I populisti al governo” titola Repubblica.

Hezbollah arretra. Primi effetti in Siria per l’accordo Russia-Israele raggiunto nel recente colloquio fra il presidente Vladimir Putin e il premier Benjamin Netanyahu a Mosca. Riporta La Stampa: “Le milizie sciite appoggiate dall’Iran, a cominciare da Hezbollah, si ritireranno da tutta l’area a ridosso del Golan, e verrà a crearsi così una zona cuscinetto ‘senza presenza militare iraniana’, la principale richiesta israeliana per futuri assetti in Siria”. Le strade di Tel Aviv, racconta sempre il quotidiano torinese, si preparano intanto ad accogliere una nuova edizione del gay pride.

Opinioni velenose. La critica al governo Netanyahu, nell’intervento odierno di Curzio Maltese sul Venerdì, supera ogni confine di accettabilità. Scrive il giornalista, cavalcando concetti cari alla peggior propaganda anti-israeliana: “La banalità del male, la geniale intuizione di Hannah Arendt coniata in un tribunale di Gerusalemme, sembra oggi diventata la condanna di Israele. I soldati con la stella di David che fanno il tiro a segno su una folla di adolescenti inermi a Gaza perché questi sono gli ordini. L’esercito che ha ripreso a demolire case, scuole, villaggi in Israele e nei territori occupati, spingendo i palestinesi verso riserve indiane sempre più piccole e miserabili. Bibi Netanyahu che inaugura la stagione di caccia al palestinese come ogni volta che ha rischiato di veder crollare il proprio potere sotto il peso degli scandali”.

Giobbe visto da Avital. Il Tempo dà appuntamento alle Terme di Diocleziano, per l’ultima rappresentazione dello spettacolo multimediale “Giobbe” dell’artista israeliano Yuval Avital. “Artista molto noto per la sua curiosità e il sperimentalismo artistico: compositore e chitarrista – si legge – ha creato un’opera definita icono-sonora, noi diciamo multimediale, e musicalmente molto articolata”.

Opere razziate, le responsabilità e i silenzi. Il Venerdì intervista Anne Webber, a capo della commissione che da Londra cerca le opere razziate dai nazisti durante la guerra. “Alcuni oggetti sono ancora nelle mani di figli e nipoti dei gerarchi di Hitler. Solo ora, a oltre settant’anni da quel che è accaduto, la Germania e gli altri paesi europei cominciano a fare i conti con questo buco nero della Storia. E non tutti – afferma Webber – allo stesso modo”.

Lo Schindler del calcio. Diversi i libri di interesse ebraico segnalati oggi sui quotidiani. Tra gli altri il Corriere recensisce Niente è stato vano. Il romanzo di Géza Kertész, lo Schindler del calcio del giornalista Claudio Colombo. Un libro che, si legge, “ha saputo tenere insieme calcio e storia”.


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