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 2 Luglio 2018 - 19 Tamuz 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
La parashà di questa settimana narra di come Qorach, della tribù di Levi, assumesse un atteggiamento di sfida e insubordinazione nei confronti del condottiero del popolo ebraico – Moshé – e del suo Gran Sacerdote – Aharon.
 
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Anna
Foa,
storica
Le spoglie di Simone Veil sono state traslate al Pantheon, con quelle di suo marito, accanto agli altri “immortali”, dopo aver sostato al Memorial de la Shoah. Nata Jacob e sposata Veil, era stata deportata ad Auschwitz nel 1944. Era sopravvissuta e aveva cominciato a parlare della sua esperienza di deportata solo negli anni Settanta. Era stata più volte ministro ed era stata Presidente del Parlamento Europeo. Credeva fortemente nell’Europa e nei suoi scritti e nei suoi discorsi collegava la sua fede nell’Europa unita all’esperienza della guerra e della Shoah. Nel 2008 era divenuta Accademico di Francia. Così questa ragazza ebrea deportata, assurta alle più alte cariche politiche ed intellettuali dello Stato francese, riposa ora accanto ai grandi nomi della storia di Francia. Mentre l’Europa barcolla e razzismo e antisemitismo, tanto combattuti da Simone Veil, rialzano la loro orrida testa.
 
"Una super Lega"
“Una super Lega per liberare i popoli”. È l’aspirazione del ministro dell’Interno e segretario della Lega Matteo Salvini, intervenuto al tradizionale incontro di Pontida. Il primo a memoria di leghista, scrive La Stampa, “senza Umberto Bossi e Roberto Maroni, ormai archiviati entrambi a padri nobili ma remoti e come tali omaggiati dal segretario attuale, nonché vicepremier, ministro dell’Interno, anima del governo e spauracchio dell’Europa intera”.

A un anno dalla morte, Simone Veil è stata accolta nel Pantheon. ll presidente francese Emmanuel Macron, che fortemente ha voluto questo riconoscimento tra i Grandi del paese, ha auspicato che sia di ispirazione per il rilancio dell’Unione Europea. “Glielo dobbiamo – le sue parole, riportate tra gli altri da Repubblica – non dobbiamo lasciare che i dubbi e le crisi che colpiscono l’Europa sminuiscano la vittoria che abbiamo avuto negli ultimi settant’anni sulle divisioni dei secoli passati”.

Dalle porte chiuse in gioventù dopo l’entrata in vigore delle Leggi razziste all’impegno oggi da senatrice a vita: sul Fatto Quotidiano un’ampia intervista a Liliana Segre. A proposito della sua attività a Palazzo Madama dice: “Mi impegnerò contro i ‘discorsi dell’odio’ e per introdurre l’insegnamento dell’educazione civica fin dalla prima elementare. Poi vorrei che fosse reso obbligatorio l’insegnamento del 900 nell’ultimo anno di ogni ciclo scolastico”. E del nuovo governo: “Una parte mi è misteriosa, dunque cercherò di capire. Senza pregiudizi”.

Ivrea nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, anche nel nome di Adriano Olivetti. “Padre ebreo, madre valdese, antifascista, Olivetti potrebbe sembrare anti-italiano. È invece uno dei protagonisti della Ricostruzione del nostro Paese: perché – si legge sul Corriere – accanto agli ingegneri, assume i migliori scrittori e intellettuali”.
 
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  davar
il premier netanyahu
"Siria, da Israele aiuti umanitari

Ma non consentiremo ingressi"
Il dramma della popolazione siriana continua a tenere con il fiato sospeso il mondo. Oltre 270mila i profughi in fuga dal conflitto, secondo le statistiche fornite dalle Nazioni Unite nelle scorse ore. In tanti si sono accalcati vicino al confine con Israele, che per ragioni di sicurezza (anche per evitare possibili infiltrazioni iraniane) ha deciso di tener chiuso ogni accesso. Al tempo stesso, come già in passato, lo sforzo è quello di salvare il maggior numero possibile di vite umane nelle strutture di accoglienza e negli ospedali.
“Continueremo a difendere i nostri confini, forniremo aiuti umanitari nel miglior modo possibile, ma non consentiremo l’ingresso nei nostri territori” ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu nel corso della riunione domenicale di governo.
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pagine ebraiche - mondiali a tutto in campo
Entra in gioco la speranza 
La battuta è circolata velocemente in rete, prima del goal risolutore di Rojo. A pochi minuti dal termine dell’incontro con la Nigeria, vero e proprio spareggio per il passaggio agli Ottavi di Russia 2018, la compagine sudamericana sembrava perduta, destinata all’eliminazione per mano di un calciatore africano dal cognome davvero evocativo: Moses. “Curioso che sia proprio Mosè a punire gli argentini per aver disdetto l’amichevole con Israele” si leggeva sui social network. Questo per riconfermare ancora una volta, mettendo un attimo da parte questa profana battuta, quanto il calcio nei suoi piccoli e grandi appuntamenti molto spesso trascenda il tema strettamente agonistico e sia invece la bussola per capire e analizzare il mondo che ci circonda. Questi Mondiali ancora in svolgimento, tanto belli quanto discussi per le implicazioni etiche che
sollevano, in particolare per la non proprio limpida condotta dei padroni di casa sul versante politico e geopolitico, danno quindi lo spunto per molteplici riflessioni. Nello speciale dossier “Mondiali a tutto campo”, curato da Adam Smulevich sul numero di luglio di Pagine Ebraiche, ultimo di una serie di approfondimenti che abbiamo dedicato allo sport e molto spesso proprio al pallone inteso non soltanto come 90 minuti di spettacolo, cerchiamo di esplorare questa dimensione con contributi diversi.
Partiamo con le parole di una vecchia gloria del calcio italiano che ha fatto palpitare un paese intero, protagonista di una delle imprese più belle della storia di questo sport e oggi ambasciatore di valori ai più alti livelli: Marco Tardelli, con la schiettezza e la profondità che gli sono riconosciute, e la sua missione per un calcio al riparo da rigurgiti di odio.
Quante straordinarie possibilità il pallone offra ce lo ricordano due storie, una che ha il suo baricentro a Milano e un’altra a Gerusalemme. Da una parte una squadra di migranti nuova di zecca che cerca rispetto ed empatia a suon di giocate. Dall’altra una compagine giovanile che, in Israele, ha fatto scuola magistralmente oscillando tra sport, identità e Dialogo. E poi, il fenomeno in crescita del calcio femminile visto attraverso una lente ebraica, le incalzanti pagine dedicate ai Mondiali dallo scrittore Eshkol Nevo, la passione per questa disciplina nelle poesie del gigante Umberto Saba. Il viaggio, per tornare a Moses, si conclude con il fattaccio che ha visto protagonista l’Argentina e con le ripercussioni che sta generando e, con uno sguardo in prospettiva, alla prossima discutibilissima edizione dei Mondiali. Nel 2022 infatti l’appuntamento è in Qatar. Non proprio un baluardo di democrazia e trasparenza.
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inquietudine per l'evento di abbiategrasso
"Grave l'iniziativa neofascista,

il Comune revochi lo spazio"
Suscita forti preoccupazioni e inquietudini anche nel mondo ebraico l’iniziativa in programma nei prossimi giorni ad Abbiategrasso in Lombardia, con il sostegno dell’amministrazione cittadina e con la partecipazione di vari rappresentanti istituzionali, di un gruppo denominato Lealtà e Azione che si ispira a criminali nazisti e della Guardia di ferro rumena.
“Nel Comune di Abbiategrasso si svolgerà il prossimo 6 e 7 luglio la Festa del sole, organizzata dal movimento neofascista e antisemita Lealtà e Azione che si ispira al generale nazista delle Waffen SS Leon Degrelle e a Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di ferro rumena, movimento ultranazionalista e antisemita, protagonista di spaventosi pogrom antiebraici negli anni Trenta e Quaranta” aveva messo in guardia negli scorsi giorni il presidente dell’Anpi Milano.
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qui casale - la mostra
'Noi e gli altri, diversi ma uguali'
“Diversi ma uguali”. Elio Carmi, vicepresidente della Comunità Ebraica di Casale, riassume così la storia raccontata da “Another Country”, la mostra inaugurata ieri nella Sala Carmi del complesso di vicolo Salomone Olper. Il sottotitolo “Momenti di vita di Ebrei in diaspora” forse è riduttivo della storia raccontata in questi grandi pannelli, oggi raccolti in sala Carmi, ma arrivati fin qui da un altro museo ebraico, quello di Bologna, per un’esposizione nata dalla collaborazione con “Beit Hatfusot – The Museum of Jewish People”. È un’analisi di come alcuni momenti topici della vita ebraica siano vissuti da un’identità culturale a cui la diaspora ha imposto un confronto con tutto il resto del mondo e gli eventi storici hanno ulteriormente rimescolato.


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elezioni comunitarie
Un nuovo Consiglio per Ancona
Un nuovo Consiglio per la Comunità ebraica di Ancona, i cui iscritti sono stati chiamati nella giornata di ieri alle urne. I sette candidati più votati, eletti quindi in Consiglio, sono stati (in ordine di preferenze) Manuela Russi, Marco Ascoli Marchetti, Remo Morpurgo, Sergio Calderoni, Marcello Fornari, Riccardo Morpurgo, Daniele Tagliacozzo.
Nei prossimi giorni il nuovo Consiglio si riunirà per la nomina del presidente. 

informazione - international edition
Cultura, appuntamento a Genova
Raccontare storie, condividere identità. La Giornata Europea della Cultura Ebraica avrà come filo conduttore il tema “storytelling”, ‘strumento chiave nelle strategie di diffusione del patrimonio storico, capace di trasformare questa iniziativa in una grande opportunità di esplorare differenti aree del patrimonio tangibile e intangibile del retaggio ebraico europeo’, come spiega il sito della European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage (AEPJ) che dà impulso all’iniziativa. Come si legge nell’odierna uscita dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche saranno oltre 25 i paesi europei a prendervi parte: in Italia, dove la manifestazione è coordinata e promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, sono 87 le località che organizzeranno eventi di ogni tipo, dalle conferenze, ai concerti, agli spettacoli, mentre la città capofila sarà Genova.


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pilpul
Oltremare - Tempi
Oggi sul treno c’era un signore sulla quarantacinquina che a guardarlo un attimo di più del solito quarto di secondo che dedico ai colleghi pendolari, era tutto un mondo. Camicia di jeans non stirata, ma tesa addosso perchè magrolino non era, anzi. Pancia da birra, ma sicuramente non un inglese o un tedesco: siamo su un treno israeliano, ricordo a me stessa. Calvo ma non proprio calvo, di quelli che tengono i capelli rasati vicino allo zero, e con il pizzetto brizzolato. Davanti a lui sul tavolino un quaderno A4 con fogli color beige e la spirale, su cui scrive in ebraico con una stilografica che potrebbe essere una Mont Blanc a vederla da qui, tratto spesso e tondo sulla carta. Oltre al quaderno tiene un tablet su cui guarda qualcosa e poi continua a scrivere velocemente ma senza fretta.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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