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14 Agosto 2018 - 3 Elul 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, rabbino capo
di
Gran Bretagna
Il popolo ebraico ha bisogno di una politica estera comune. In due parole: responsabilità sociale.
 
Dario
Calimani,
Università di Venezia
Povera Italia. Si continua a vivere ancora in un clima di tifo da stadio, quello della peggior specie, urlato e volgare.
Una capotreno, giustamente stufa di rom senza biglietto che molestano i viaggiatori, ingiustamente insulta i molestatori etichettandoli per la loro appartenenza etnica. È un genere di generalizzazione a cui siamo abituati in questa nostra epoca di razzismo montante. La capotreno, ed è un mio parere personale, ha agito d’impulso, certamente tirata per i capelli della sua esperienza quotidiana, ma l’insulto che le è uscito dalle labbra non si addice affatto a nessun comune mortale dotato di minima intelligenza e sensibilità, e tanto meno si addice a un pubblico ufficiale.
 
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“Corbyn, dimettiti”
Non fanno quasi più notizia le iniziative anti-israeliane del leader laburista Jeremy Corbyn, immortalato alcuni anni fa nell’atto di rendere omaggio ad alcuni terroristi palestinesi (tra cui diversi responsabili del massacro degli atleti israeliani ai Giochi di Monaco del ’72). Immagini che sono tornate a circolare con evidenza sulla stampa inglese. Poche righe, su Corriere e Repubblica, raccontano questa nuova imbarazzante vicenda. “La controversia avviene in un momento di tensione per il partito laburista, già ampiamente sotto accusa per antisemitismo” spiega Repubblica. Il Corriere segnala l’intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha detto: “L’atto richiede una condanna inequivocabile da parte di tutti: sinistra, destra o qualsiasi altro schieramento”. Corbyn, evidentemente non pago del polverone sollevato, ha poi commentato: “Quello che merita una inequivocabile condanna è l’uccisione a Gaza da parte delle forze israeliane di oltre 160 dimostranti palestinesi da marzo, inclusi decine di bambini”. Il ministro dell’Interno britannico Sajid Javid ha suggerito a Corbyn di dimettersi.

Il Sole 24 Ore dedica un approfondimento al boom turistico registrato in Israele. Nei primi sei mesi del 2018, è stato infatti reso noto dagli organi competenti, gli arrivi hanno superato il tetto storico dei due milioni. Numeri che sembrano la premessa a un potenziamento dell’offerta infrastrutturale annunciato dagli stessi membri di governo. Sottolinea il quotidiano economico-finanziario: “Siamo in un Paese circondato da nemici e noto anche per il conflitto più incancrenito dell’ultimo secolo, quello-israelo palestinese. Da cinque anni la cruenta guerra civile in Siria sta destabilizzando la regione. I jihadisti e l’esercito di Assad si contendono i territori a ridosso delle alture del Golan. I caccia israeliani effettuano con regolarità incursioni militari contro le basi iraniane in Siria o contro i convogli di armi destinati agli Hezbollah libanesi. Nella tormentata striscia di Gaza sono ripresi i lanci di razzi. Eppure, a dispetto degli altri Paesi della regione, in Israele il turismo continua a crescere a ritmi impensabili”
 
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  davar
l'incontro segreto tra netanyahu e al-sisi
Israele-Egitto, al lavoro per Gaza
Il 22 maggio scorso il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha incontrato in segreto al Cairo il Presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi per discutere la situazione della Striscia di Gaza. Un vertice durato poche ore, considerato molto sensibile, tanto che non ne erano stati informati neanche i ministri del gabinetto di sicurezza israeliano. A rivelare la notizia dell'incontro, a distanza di due mesi, l'emittente israeliana Canale 10 che sottolinea l'esistenza di un “rapporto profondo tra l'ufficio del Primo Ministro e l'Ufficio del Presidente egiziano. L'incontro tra Netanyahu e al-Sisi del 22 maggio è solo una parte di questo rapporto segreto. Un altro incontro di questo tipo, rivelato da Haaretz un anno fa, si è svolto nell'aprile 2016 tra al-Sisi, Netanyahu e l'allora leader dell'opposizione Yitzhak Herzog”. Lo scorso settembre a New York Netanyahu e al-Sisi si erano fatti fotografare insieme, ufficializzando le buone relazioni tra i due paesi, relazioni che – spiega il Canale 10 - “stanno diventando fondamentali per la Striscia di Gaza. Per quanto riguarda Israele, gli egiziani sono e saranno sempre il fattore principale e forse l'unico in grado di agire come mediatore con Hamas. Per l'Egitto, prevenire la guerra a Gaza e migliorare la sua situazione umanitaria è fondamentale per la sicurezza nazionale”.
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il presidente del wjc sul new york times
“Israele, democrazia a rischio”
"Sono sempre stato vicino a Israele e lo farò sempre. Ma ora, da fratello, con amore, chiedo al governo di ascoltare le voci di protesta e di indignazione che si sentono in Israele e in tutto il mondo ebraico. In qualità di presidente del World Jewish Congress invito i leader israeliani a ripensare alle azioni distruttive compiute questa estate”.
È quanto scrive il presidente del Congresso ebraico mondiale Ronald Lauder in un editoriale pubblicato sul New York Times sotto il titolo “Israel, This Is Not Who We Are”. Una voce critica che è destinata a far parlare. Lauder, 74 anni, di note simpatie conservatrici, torna a esprimersi sull’autorevole quotidiano statunitense dopo che già in marzo, sulle stesse pagine, aveva espresso le proprie perplessità per lo stallo negoziale con i palestinesi e i rapporti a suo dire sempre più incrinati tra Israele e Diaspora.
“Per molti israeliani, ebrei e sostenitori di Israele – scrive oggi Lauder – l’ultimo anno è stato impegnativo. Nell’estate del 2017 il governo israeliano si è ritirato da un accordo che avrebbe creato un’area di preghiera egualitaria al Muro occidentale e proposto una rigida legge di conversione che incide sui diritti degli ebrei non ortodossi. Quest’estate la Knesset ha approvato una legge che nega l’uguaglianza dei diritti alle coppie dello stesso sesso. Il giorno successivo è arrivata la legge che correttamente riafferma che Israele è uno Stato ebraico, ma danneggia anche il senso di uguaglianza e appartenenza dei cittadini drusi, cristiani e musulmani di Israele. Lo scorso mese un rabbino conservative è stato arrestato per questo crimine: aver eseguito una cerimonia nuziale non ortodossa in Israele. In diversi comuni, inoltre, sono stati fatti tentativi per interrompere la vita secolare chiudendo negozi di generi alimentari di Shabbat”.
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pilpul


La saga della famiglia Sereni
È mancata di recente Clara Sereni, scrittrice, figlia di Emilio Sereni, fratello di Enzo, l’eroe sionista ucciso dai nazisti. La famiglia Sereni – scrisse Miriam Mafai – “è una di quelle famiglie "nobili" della nostra Repubblica (come gli Amendola, i Ginzburg, i Pajetta, i Rosselli, per non citarne che alcune)”. In realtà, solo per pudore la Mafai aveva circondato di virgolette il termine “nobili” perché la nobiltà, derivante dallo straordinario valore dei relativi personaggi, era davvero tangibile. In periodi di decadenza come il nostro, questi personaggi e la loro grandezza abitano soltanto nei ricordi dei meno giovani. A proposito di siffatte rimembranze, rammento la zia di Clara, Ada Sereni, vedova di Enzo. Quando la incontrai, tantissimi anni addietro, da zia Ida Coen, non ebbi contezza di quanto fosse e quanto rappresentasse questa grande eroina di Israele, che si spese per il sogno sionista, contribuendovi fattivamente.

Emanuele Calò
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