Jonathan Sacks, rabbino
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Essere
un leader significa servire. Più grande è il tuo successo, il duro
lavoro che ti serve per ottenerlo deve ricordarti che sei tu a dover
servire gli altri, non gli altri a dover servire te.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee |
La paura in Occidente
(il Saggiatore) di Jean Delumeau, pubblicato nel 1978 e tornato in
libreria in queste settimane, è ancora un libro “fresco”. È la paura
(dell’eretico, dell’ebreo, del diverso…) ad aver impresso il volto
all’Europa così come la viviamo oggi. La paura non è solo ricerca di
sicurezze, ma anche, è parte essenziale della macchina generativa del
potere, della legittimazione dell’uso della forza e dell’esercizio
della violenza.
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La ronda neofascista
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Una
nuova ronda del movimento neofascista CasaPound è annunciato per la
giornata di domani a Ostia. L’obiettivo della dimostrazione sono i
“mercatini rom” di Viale della Vittoria. Spiega il Corriere Roma:
“Prima la ‘ronda’ in spiaggia per cacciare gli ambulanti, poi domani si
ricomincia con i mercatini abusivi. È il modus operandi di CasaPound
che a Ostia è persino riuscita nel salto istituzionale, portando il suo
leader locale, Luca Marsella, ad essere eletto consigliere del X
Municipio”.
Lunghi ritratti sono dedicati a Kofi Annan, l’ex segretario delle
Nazioni Unite scomparso nella giornata di ieri (diversi gli
apprezzamenti per il suo operato giunti nelle scorse ore da Israele).
Repubblica lo definisce “Il diplomatico della pace impossibile”. Il
Corriere invece titola: “Kofi Annan, il primo nero che cambiò l’Onu”.
A proposito di Medio Oriente. Su Repubblica viene segnalata la
mobilitazione di quattordici personalità del teatro inglese, che hanno
definito “una perdita devastante per una comunità già isolata” la
distruzione del Centro Culturale Said Al Mishal a Gaza. “Ci impegneremo
affinché la missione di Al Mishal continui e sosterremo la campagna per
la ricostruzione del Centro” annunciano in una lettera-appello sul The
Guardian.
La Lettura del Corriere presenta in breve il saggio Bibi: The Turbulent
Life and Times of Benjamin Netanyahu del giornalista di Haaretz Anshel
Pfeffer. Del Premier viene enfatizzata la risolutezza dimostrata
“nell’estirpare gli avversari e nel conquistare quattro mandati da
primo ministro per la destra ultranazionalista israeliana”.
Lo stesso settimanale invita a una visita al Museo Nazionale
dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara e alla mostra
(inaugurata in dicembre) ‘Ebrei, una storia italiana. I primi mille
anni’. Esposizione che documenta la storia di una comunità che, viene
sottolineato, “forse non superò mai le 50mila persone ma che ha
profondamente influenzato la cultura italiana”.
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pagine ebraiche - l'intervista 'Bici, la mia rivoluzione radicale'
“Premetto
subito che mi fa molto piacere questa intervista. Se però cercate
storie di sport, nel senso vero del termine, sbagliate strada. Non ho
muscoli, non ho grandi imprese da raccontare. Sono soltanto un
ingegnere…”. Un ingegnere che però ha letteralmente rivoluzionato il
modo con cui oggi ci rapportiamo con la bicicletta. Nato a Buenos Aires
nel 1944, ma ormai italiano d’adozione, Pedro Kanof è infatti
l’inventore del bike sharing. Ormai qualche decennio fa, in un’epoca in
cui di “risparmio energetico” si iniziativa a parlare sempre più
diffusamente, l’intuizione che modifica l’approccio con un mezzo
considerato allora appannaggio di una ristretta cerchia di cittadini
(anche per i costi, allora meno alla portata di oggi). Un modello che è
oggi imperante in molte città d’Europa e del mondo. Di bike sharing si
parla un po’ ovunque e tante bici colorate ormai appaiono da tempo in
bella mostra nelle piazze da Nord a Sud dello Stivale. Soddisfatto,
quindi? “No, non più di tanto” ci risponde Kanof, che oggi vive in
pianta stabile a Milano e che è arrivato una prima volta in Italia a
metà degli Anni Settanta, fuggendo dal suo paese natio per via delle
atrocità compiute dal regime di Ongania contro gli oppositori (“Io ero
uno di questi, uno dei tanti ebrei argentini che lottò per la
democrazia”). Motivo di questa insoddisfazione è nella miopia che a suo
dire amministratori e industriali starebbero dimostrando
nell’affrontare un tema complesso ma urgente quale la mobilità
sostenibile. Un tema sulla bocca di tanti, “ma non nel modo corretto”.
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la petizione "Una medaglia per Guardistallo"
Una
medaglia d’oro al valor civile per il Comune toscano di Guardistallo,
dove il 29 giugno 1944, dopo alcuni scontri tra partigiani e tedeschi,
i nazisti compirono una strage che costò la vita a 11 di quei
partigiani e a 46 civili. E questo appena un giorno prima che gli
americani entrassero nel Paese.
È la richiesta che il sindaco di Guardistallo, Sandro Ceccarelli,
appoggiato dai primi cittadini dei Comuni di Volterra, Pomarance,
Cecina, Rosignano Marittimo, Castagneto Carducci, Bibbona, Casale
Marittimo, Riparbella, Castellina Marittima, Monteverdi, Montecatini
Val di Cecina, Castelnuovo Val di Cecina, Santa Luce, Stazzema e
Spilamberto ha inviato negli scorsi giorni al Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella.
A sostegno dell’iniziativa una petizione in rete lanciata da Gadi
Polacco, esponente della Comunità ebraica livornese ed ex Consigliere
UCEI. Leggi
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Il ponte di legno
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Diversi
anni fa, durante un’assemblea tenutarsi in una scuola, dinanzi al
problema esposto dal preside sulla onerosità finanziaria di cui ci si
doveva fare carico per garantire l’ammodernamento di un efficace
sistema di sicurezza antincendio, un genitore, accalorato e paonazzo,
già spazientito dalla lungaggine del confronto di opinione, interruppe
rabbiosamente la discussione in corso affermando con voce tonante: «Che
si facciano di legno le nuove scale di sicurezza! Costano molto di
meno! Quale problema c’è?». Per sua inconsapevole fortuna, i più gli
risposero sorridendo amaramente e cercarono di andare oltre (ma lui
perseverò nel tediarli). Al di là del ricordo che si fa aneddoto, un
tale episodio spalanca la porta su quello che è un po’ lo spirito del
tempo che stiamo vivendo. La tragica vicenda del ponte Morandi di
Genova, e soprattutto della ridda di reazioni che ha ingenerato, a
partire da quelle dei poteri pubblici, ne è l’enneismo riscontro. Se la
formula offerta da una politica in eterna campagna elettorale è quella
della promessa di una via verso la banalizzazione sistematica di
problemi complessi, sul versante degli elettori il senso di smarrimento
viene sempre più spesso combattuto con armi caricate a salve.
Claudio Vercelli
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