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21 Agosto 2018 - 10 Elul 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, rabbino capo
di
Gran Bretagna
I genitori dovrebbero crescere i loro figli con storie, aneddoti, insegnamenti su tutto ciò che è bello e glorioso. Di conseguenza le persone, crescendo, sapranno apprezzare quanto sia meraviglioso il mondo di Hashem.
 
Dario
Calimani,
Università di Venezia
Riace, oltre che per gli splendidi bronzi, sta diventando un modello di convivenza famoso in tutto il mondo. Ammirato in tutto il mondo fuorché in Italia.
Nel 1998, sulla costa ionica calabrese sono sbarcate ottocento persone, 800 immigrati dall’Afghanistan e dall’Iraq, e il borgo ormai fantasma di Riace ha cominciato a risvegliarsi alla vita. Riace ha deciso per l’accoglienza e non per il campo profughi o per il ghetto. Così, attività morte da anni hanno riaperto. Hanno riaperto case, scuole, negozi, ristoranti. Si sono riaperti all’uso e alla vita un centinaio di appartamenti, sono stati avviati corsi di lingua italiana per gli immigrati, grazie ai quali tanti insegnanti hanno trovato lavoro. Insomma, l’economia si è rimessa in moto, e a Riace è tornata la vita, ma soprattutto la speranza.
 
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Esultò col saluto romano
Archiviato il caso
Nessun reato e caso archiviato. Questa, come riporta tra gli altri la Gazzetta dello Sport, la decisione del Gip, che ha disposto l’archiviazione chiesta dalla Procura di Bologna “per il caso di Marzabotto che ha visto protagonista Eugenio Maria Luppi, il giocatore dilettante che il 12 novembre 2017 esultò facendo il saluto romano e mostrando la maglietta della Repubblica Sociale” nella cittadina emiliana simbolo della violenza nazifascista. Luppi è stato scagionato dalle accuse di apologia del fascismo, scrive il quotidiano sportivo, “perché stando a quanto si legge nella richiesta di archiviazione del pm, poi accolta dal giudice, nessun pericolo all’ordinamento democratico può essere riscontrato”.

Auschwitz-Birkenau è “il luogo più orribile sulla Terra” e ricorda ai tedeschi che la loro responsabilità per lo sterminio di sei milioni di ebrei, di oppositori, rom, zingari e omosessuali “non finirà mai”. L’ha dichiarato il ministro degli Esteri Heiko Maas, ieri in visita al lager. Il capo della diplomazia tedesca, come mette in evidenza il Corriere, ha ricordato più volte che è stato proprio Auschwitz a spingerlo a entrare in politica: “È qui – le sue parole – che bisogna fare una scelta: perdere fiducia nell’umanità o conquistare speranza e forza di schierarsi per la dignità umana e lavorare per questa”.
 
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  davar
le parole del leader del gruppo terroristico
Hamas: "La tregua è vicina"
“Siamo sulla buona strada per rimuovere l’ingiusto assedio della Striscia di Gaza. Questo è il risultato della nostra lotta e della nostra risolutezza”.
Così Ismail Haniyeh, leader del gruppo terroristico Hamas, in un intervento pubblico a Gaza in cui, alla vigilia della festività islamica dell’Eid al-Adha, ha anche commentato gli sviluppi della mediazione egiziana per un cessate il fuoco con lo Stato di Israele. “Qualsiasi aiuto umanitario a Gaza – ha sottolineato il leader di Hamas, rivolgendosi ad alcune migliaia di fedeli all’esterno di una moschea – non sarà fatto a un prezzo diplomatico”. Stando a fonti interne al gruppo terroristico, citate in queste ore dalla stampa israeliana, i progressi negoziali sarebbero rilevanti e la prospettiva è che un accordo tra le parti, con l’intermediazione del Cairo, possa essere firmato all’inizio della prossima settimana.
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per la panchina il primo nome è il suo
L'Argentina punta su Pekerman

Un 'Jewish hero' a Buenos Aires
C’è una Nazionale da ricostruire. E un intero movimento da rilanciare dopo una debacle pesantissima.
Tra le principali delusioni del Mondiale russo, l’Argentina è alla ricerca di una nuova guida che possa darle fiducia e la prospettiva di una vittoria tra quattro anni in Qatar. Son passati 32 anni dall’ultimo successo, un po’ troppi per l’esigente tifoseria locale. Un nome, più di altri, sembra vantare le credenziali giuste per subentrare al ct “ad interim” Lionel Scaroni. Per il navigato Jose Pekerman, 69 anni, sarebbe un ritorno a casa: già nel biennio 2004-2006 fu tecnico della Seleccion nel tentativo andato a vuoto di una vittoria nell’edizione tedesca che andò invece agli Azzurri di Lippi. Dopo aver guidato la Colombia nelle ultime due edizioni del Mondiale, con generale apprezzamento della critica per lo spettacolo prodotto dai suoi calciatori e con la sensazione che con un pizzico di fortuna in più si sarebbe tolto qualche grossa soddisfazione, il “Jewish soccer hero”del Sudamerica (definizione della Jewish Telegraphic Agency) sembrerebbe davvero in pole position per l’incarico.
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pilpul


Me Too, un messaggio utile
La vicenda di Asia Argento si presta ovviamente a ogni sorta di frizzi e lazzi. Dopo aver avviato la pubblica gogna del potentissimo produttore Harvey Weinstein, e con questa il movimento globale del “Me too”, l’attrice italiana si è vista costretta a risarcire con 380 mila dollari un giovane attore americano con cui ha avuto rapporti sessuali mentre questi era ancora minorenne. Per la precisione, diciasettenne. All’inevitabile reazione del “chi la fa l’aspetti” all’accusa di ipocrisia allo sberleffo del ragazzo che si sente soggiogato in grande ritardo e comunque in età non proprio tenerissima. Vittorio Feltri su Libero utilizza un titolo ammiccante e volgare.
Ora, l’ironia fa bene anche in questa estate terribile. Ma, come si suol dire, bisogna evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca.


Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Suona libero o occupato?
Un’organizzazione umanitaria asserisce che le sue posizioni sulle responsabilità israeliane nel caso di taglio o di allentamento dei rifornimenti a Gaza sono basate sul diritto internazionale, sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sui principi umanitari, soggiungendo che hanno utilizzato l’espressione “potenza occupante” poiché, sebbene Israele abbia smantellato, nel 2005, i propri insediamenti a Gaza, sono le stesse Nazioni Unite ad affermare che Israele stia ancora occupando Gaza, in quanto ne controlla lo spazio aereo e marittimo.
Sennonché, Israele decise unilateralmente di evacuare Gaza; il blocco è avvenuto soltanto due anni dopo a causa delle aggressioni omicide da Gaza verso Israele mediante razzi che lasciano agli israeliani pochi secondi per cercare rifugio.


Emanuele Calò, giurista
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