
Elia Richetti,
rabbino
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La
Torà vieta di arare appaiando all’aratro un bue ed un asino. Oltre
all’evidente squilibrio di forze, c’è un altro aspetto più simbolico.
Il bue simboleggia il guardare le cose da un punto di vista elevato,
come indica il verbo “la-shur”, vicino alla radice di “shor”, che
significa bue. La parola che designa l’asino, invece, cioè “chamòr”, ha
la stessa radice di “chomriyùth”, materialità. Il divieto di arare
appaiando toro e asino, quindi, ci ricorda che non possiamo pensare,
nel nostro lavorare al servizio di D.o, di mettere sullo stesso piano
spiritualità e materialità: è necessario dare ad ognuno di questi
elementi il suo spazio.
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Giorgio Berruto
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Non
è una regola, ma talvolta la difesa può diventare sinonimo di
autodistruzione. Nel racconto di Franz Kafka “La tana” vediamo una
creatura inseguita sotto terra da un misterioso e implacabile nemico
che scava gallerie e cunicoli. Per sfuggire a quest’ultimo, il
protagonista scava a propria volta incessantemente passaggi e canali,
sperando di conquistarsi più vie di fuga possibili. In questo modo, non
fa che andare più velocemente incontro all’assalitore. La condanna a
difendersi, invece di portare alla salvezza, avvicina alla
capitolazione.
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"No alla macellazione
senza stordimento"
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C’è
il consenso di tutte le forze presenti in Parlamento al disegno di
legge contro la macellazione rituale senza stordimento presentato nelle
scorse settimane dalla deputata forzista Michela Vittoria Brambilla.
“La libertà religiosa è intangibile ma non possono giustificare
sofferenze evitabili” sostiene la parlamentare, di cui il Corriere
riporta una dichiarazione. “Siamo all’indomani della festa islamica del
Sacrificio del 21 agosto che si è svolta di nuovo senza paletti.
Secondo Brambilla – scrive il quotidiano – la macellazione andrebbe
invece autorizzata solo in impianti ufficiali e non col fai da te”.
L’appello della deputata a governo e forze politiche è a “intervenire
rapidamente”.
Il gruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio ha presentato ricorso
contro il rigetto della mozione per l’intitolazione di una via a
Giorgio Almirante, prima approvata dall’aula e poi contrastata in una
contro-mozione di alcuni giorni successiva promossa dalla sindaca
Virginia Raggi. L’atto, riferisce il Messaggero, è stato protocollato
negli uffici della Commissione Toponomastica e del Segretariato
generale. Ora sarà inoltrato anche alla sindaca e al presidente del
Consiglio comunale.
La Stampa dedica uno spazio al successo che stanno riscontrando gli
studi di Hannah Arendt, in particolare Le origini del totalitarismo che
già nel ’51 “profetizzò i populismi dei nostri giorni”. Arendt, si
legge, “elenca gli errori dei partiti politici tradizionali e la
complicità delle élite borghesi tra le concause del successo dei
movimenti totalitari ma è impressionante quanto la fotografia del
risveglio delle masse di allora rimandi a quella attuale”.
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il rabbino capo di roma a pagine ebraiche "Macellazione rituale, un diritto
da difendere con tutti i mezzi"
“Sono
preoccupato, anche perché il tema è presentato in modo decisamente
confuso e fuorviante. Con il rischio, forse più concreto rispetto al
passato, che si vadano a intaccare diritti sanciti dalle Intese. Ma non
lo permetteremo”.
Segue con attenzione il confronto che si è nuovamente aperto sulla
macellazione rituale il rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma.
Anche alla luce del disegno di legge presentato dalla deputata forzista
Michela Vittoria Brambilla in cui si chiede di vietare la pratica senza
prima uno stordimento dell’animale, iniziativa che godrebbe del
sostegno di tutte le forze politiche presenti in Parlamento e che
andrebbe in una direzione contraria ai principi e alle regole ebraiche,
“l’allarme è alto”.
Se da una parte c’è condivisione sul fatto che le istituzioni agiscano
come annunciato per regolare in modo chiaro pratiche cosiddette
“fai-da-te”, tema estraneo al mondo ebraico e di cui molto si è parlato
nelle scorse ore in occasione della Festa islamica del sacrificio,
altre questioni non paiono invece accettabili nei termini in cui sono
poste.
“Si fanno accostamenti superficiali, si dicono o scrivono cose non
corrette. Tutto ciò è il risultato di una carenza informativa che si
sta facendo inquietante. Per questo è assolutamente urgente aprire un
confronto per spiegare con chiarezza la nostra posizione, come funziona
la macellazione rituale ebraica, perché alcuni diritti non possono
essere toccati. È necessario – sottolinea il rav – che vengano adottati
tutti i mezzi a nostra disposizione per difendere principi inviolabili”.
Il dibattito su questi temi si presenta ormai in modo ciclico a ogni
legislatura. E puntualmente si risolve in un nulla di fatto. “Questa
volta però – ammonisce il rav – il pericolo mi sembra piuttosto
tangibile”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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Setirot
- Promesse
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Le
abitazioni israeliane in Cisgiordania erano nel 2017 6.742, contro le
2.629 del 2016 (fonte Peace Now, che io sappia mai smentita). Ieri sono
state approvate 382 nuove case e dato il via a piani per altre 600. Il
96% si troverebbe in insediamenti isolati che Israele dovrà
probabilmente evacuare nell’eventualità di un accordo sui due Stati (a
tutt’oggi posizione ufficiale del governo di Gerusalemme). Di queste
382 unità 370 sorgeranno a breve nell’insediamento di Adam, dove in
luglio tre israeliani sono stati pugnalati (uno a morte) da un
terrorista palestinese.
Stefano Jesurum, giornalista
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Genova
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La
notte scorsa ho sognato Genova. Era una notte di mezza luna, e dai
carruggi chiari filtrava nel buio la voce di Aretha Franklin che
cantava think. Il blues risuonava da un muro all’altro, come se tante
Aretha si rincorressero attraverso i cori intonati da tutte le donne
che inneggiano alla libertà, e che nel 1980 intimavano a Matt ‘Guitar’
Murphy e Lou ‘Blue’ Marini, sobillati da ‘Joliet’ Jake ed Elwood, di
pensare alle conseguenza delle loro azioni nel caso se ne fossero
andati per rimettere insieme la vecchia band lasciando Aretha sola.
Sara Valentina Di Palma
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