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24 Agosto 2018 - 13 Elul 5778


Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una riflessione di Anna Segre e Francesco Moises Bassano.
 
 
"Baltici, alleanza strategica"
“Voglio riequilibrare l’attitudine non sempre amichevole che l’Unione Europea ha nei confronti di Israele”. Parole del Premier Benjamin Netanyahu, così intervenuto a Vilnius (dove è ospite di un summit dei tre paesi baltici). Sottolinea La Stampa: “Quello di assistere a vertici regionali minori a livello europeo sembra essere diventato un nuovo modo di operare per il premier israeliano: nel 2017, ha partecipato a un incontro tra i Paesi del cosiddetto blocco di Visegrád, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca, tra i maggiori alleati d’Israele in Europa. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, sarebbero in corso anche contatti nei Balcani”.

Russia in Siria: le cifre. 63.000 soldati addestrati al combattimento (di cui 48.000 sono poi stati schierati), 39.000 missioni eseguite, 86.000 militanti uccisi in raid aerei e circa 121.500 “obiettivi terroristici” distrutti. Questi i numeri del coinvolgimento russo in Siria dal 2015, così come sono stati resi noti da Mosca. A riportarli è Repubblica.

"Pregiudizio in classe". Libri di testo in uso nel mondo della scuola ancora colmi di pregiudizio e improntati “sugli stereotipi antisemiti della rivista Stürmer”. È la denuncia di Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania. Scrive al riguardo Il Fatto Quotidiano: “Nelle scuole tedesche Olocausto e nazionalsocialismo sono temi trattati con serietà. Documentari e approfondimenti vengono trasmessi a cadenza quasi quotidiana in televisione (non solo in orari proibitivi), ma per il presidente del Consiglio centrale una visita obbligatoria ad un campo di concentramento sarebbe utile agli studenti”.

L'Iran al Salone. Il Foglio torna sull’invito rivolto dal Salone di Torino all’Iran, che sarà ospite d’onore dell’edizione 2020. “Ospitare l’Iran a Torino – si legge – significherebbe legittimare, sdoganare e allentare la pressione su quella dittatura che sopprime la propria popolazione, le ragazze senza velo, gli scrittori, e che finanzia il terrorismo in tutto il Medio Oriente, destabilizzandolo”. E poi c’è Israele. Si domanda Il Foglio: “Può essere ‘ospite d’onore’ a Torino un regime che ha l’obiettivo ufficiale di distruggere lo Stato ebraico, di buttare a mare gli israeliani, che ha compiuto attentati contro le comunità ebraiche in Argentina, che oggi finanzia metà del budget di una organizzazione terroristica come Hamas e che nega e sbeffeggia l’Olocausto?”.

Uno sguardo su Tel Aviv. Sul Foglio anche un mini reportage da Tel Aviv, per raccontare ‘cosa succede nella città bianca di Israele’. “Di giorno – si legge – pare che nessuno lavori mai, alle tre di feriale tutti in giro, alle 4 di mattina tutti a mangiar pizze sfatti dalle discoteche numerose. Alle sei di pomeriggio tutti in spiaggia post lavoro, i turisti tatuati e i locali, anche startupper, pallidi, che leggono l’Economist e hanno sacche Google”.

Adam Smulevich twitter
@asmulevichmoked
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