30 Agosto 2018 - 19 Elul 5778
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Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Giorgio Berruto. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum, Maria Teresa Milano e Sara Valentina Di Palma. |
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"Pronti a lasciare l'accordo"
“L’accordo
sul nucleare non è l’obiettivo, è solo un mezzo. Se raggiungeremo la
conclusione che non è più di interesse nazionale lo metteremo da
parte”. Così l’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del paese, nel
corso di una riunione con il governo iraniano. Scrive Repubblica:
“Tattica? Di certo un messaggio all’Europa. L’accordo sul nucleare è
stato infatti denunciato a maggio dall’Amministrazione Trump, che ha
anche introdotto nuove sanzioni contro l’Iran in vigore da novembre”.
La "triplice alleanza" a Teheran. Il
7 settembre, sempre a Teheran, farà il suo debutto quella che è stata
definita la “triplice alleanza”: e cioè l’intesa fra Russia, Turchia e
Iran. I colloqui, spiega La Stampa, saranno anche centrati su tematiche
economiche. “Tutti e tre i Paesi – si legge – soffrono per le sanzioni
americane, hanno visto la loro moneta svalutarsi e l’inflazione
crescere. L’Iran è quello più in difficoltà. L’inflazione ha superato
il 10% e la disoccupazione è al 12,5%. L’export di petrolio è calato
del 10% a giugno mentre ad agosto dovrebbe fermarsi a 2,1 milioni di
barili al giorno, contro i 3,1 di aprile”.
Svezia, la carica degli estremisti. Suscita
più di una inquietudine il dossier pubblicato dalla rivista svedese
Expo e segnalato da La Stampa in cui si svela che le radici neonaziste
degli Svedesi democratici, in corsa per diventare il secondo partito
del Paese, “sono molto più che illazioni”. Sono decine infatti i
candidati tra le fila del partito, sottolinea la rivista, “ad aver
partecipato a manifestazioni, cortei neonazisti, concerti dei
suprematisti bianchi, riunioni di negazionisti”.
Il ministro in carcere. Il
Fatto Quotidiano aggiorna sulla vicenda di Gonen Segev, l’ex ministro
israeliano dell’Energia in carcere con l’accusa di aver spiato a favore
dell’Iran. “È in una cella senza nome, non ha nemmeno un codice
identificativo, ma il detenuto X del carcere di massima sicurezza nelle
vicinanze di Gerusalemme – si legge – è su tutte le prime pagine dei
giornali israeliani”.
Il '38 a Venezia. Il
dorso torinese di Repubblica presenta “1938 Diversi”, il documentario
di Giorgio Treves (nato a New York, da una famiglia ebraica fuggita da
Torino) che sarà protagonista alla Festa del Cinema di Venezia. Viene
spiegato: “Il film di Treves è un messaggio ai giovani, perché la
storia non va mai dimenticata”.
Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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