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9 ottobre 2018 - 30 Tishri 5779

 


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi il pensiero di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di Tobia Zevi, Mario Avagliano ed Emanuele Calò.
 
 
 
Patto tra Salvini e Le Pen
per scardinare l'Europa 

Il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato a Roma la leader del Rassemblement National Marine Le Pen per ufficializzare il patto del “Fronte della Libertà” (di cui fanno parte anche l’olandese Partito per la Libertà di Geert Wilders, il Partito della libertà austriaco, il polacco Congresso della nuova destra e il belga Interesse fiammingo), diretto a costruire un fronte comune in occasioni delle elezioni europee della prossima primavera. “In prima fila a lavorare a questo progetto – spiega La Stampa - è Lorenzo Fontana, per nove anni europarlamentare e oggi ministro per la Famiglia”, noto anche per aver proposto di abrogare la Legge Mancino. Secondo Salvini “la Lega e Le Pen stanno raccogliendo l'eredità di una certa sinistra che ha tradito le sue radici e i suoi valori”, scagliandosi poi contro i vertici dell'Ue. “I nemici europei sono asserragliati nel bunker di Bruxelles, sono quei Juncker e Moscovici che hanno portato precarietà e paura in Europa”, afferma Salvini. Sulla stessa lunghezza d'onda Marine Le Pen che intervistata dal Corriere afferma: “Siamo davanti a un'Unione Europea incapace di mantenere fede alle promesse. I valori e i principi ispiratori dei trattati sono stati disattesi e soppiantati da una tecnocrazia, affidata a commissari anonimi e oscuri”. “Opero un distinguo tra gli euroscettici, che hanno delle domande, ed i populisti limitati con i nazionalisti stupidi. - la risposta di Juncker - E necessario mettersi di trasverso alla marcia della non Europa ispirata dai populisti stupidi e nazionalisti ottusi”.

Dal 1938, diversi. “Volevo unire la ricorrenza storica degli 80 anni con un interesse personale: la famiglia della produttrice dovette rifugiarsi in Svizzera, la mia prese l'ultima nave nel marzo del '40 verso gli Stati Uniti. Mia madre era incinta di mio fratello”, così il regista Giorgio Treves, di cui compaiono oggi due interviste sui dorsi torinesi di Stampa e Corriere, racconta il suo film 1938. Diversi. Il documentario sarà presentato questa sera in anteprima al al Cinema Massimo di Torino.

La stabilità del Golan. “Vediamo cosa accade oltre questo confine (con la Siria), con i tentativi dell'Iran di mettervi radici e con l'aggressività dei fanatici del terrorismo. Israele nel Golan è una garanzia di stabilità”, così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in merito all'area delle alture del Golan, sotto controllo d'Israele dal 1967. “Fino a quando dipenderà da me, il Golan resterà sotto sovranità israeliana, perché altrimenti ci troveremmo l'Iran e gli Hezbollah sulle sponde del Lago di Tiberiade”, ha affermato Netanyahu (Avvenire).

Segnalibro. Sul Corriere Gian Antonio Stella parla del libro di Riccardo Calimani, Storia degli ebrei di Roma. Dall'antichità al XX secolo appena edita da Mondadori e in cui si ricostruisce un rapporto millenario segnato “da periodi di conflitti e aperture, aperture e conflitti”.

Il baule di Michelstaedter. A Gorizia è stato ritrovato un baule pieno di libri e un foglietto scritto da Carlo Michelstaedter, giovane e brillante scrittore che si tolse la vita a soli 23 anni, il 17 ottobre 1910. Un ritrovamento che riapre dei quesiti, scrive Repubblica: “II suo fu davvero un "suicidio filosofico", come si è sempre creduto? O si trattò di una scelta causata dalla malattia che lo aveva colpito?”. “Il baule ritrovato – racconta il quotidiano - sarà mostrato il 14 ottobre presso la Biblioteca Statale Isontina, diretta da Marco Menato, dove i libri saranno custoditi. - spiega Repubblica - I ritrovamenti delle carte di Michelstaedter sono capitoli di una spy story infinita. Quella di oggi inizia con un cassone di legno scampato alle razzie delle SS. Dentro c'erano libri, solo libri, e un foglietto, un atto d'amore. Un elenco di titoli stilato dalla sorella Elda, una lista che è l'opposto della morte, è la vita chiusa in un baule, l'anima del fratello in una raffica di opere”.

Roma e Torino, arte israeliana protagonista. Si intitola After the Tribes, l'installazione dell'artista israeliana Beverly Barkat per il Salone delle Vedute del Museo Boncompagni Ludovisi di Roma che sarà aperta da giovedì fino alla fine dell'anno, voluta dall'Ambasciata di Israele in Italia per i 70 anni dello Stato, come scrive il Messaggero Roma. “Nei suoi 12 dodici dipinti l'artista fa un lavoro alchemico, concentrandosi sul colore e sulla materia”, spiega la curatrice Giorgia Calò. A Torino invece apre la mostra «Life Tracks» dell'artista Sher Avner che, spiega il Corriere Torino, riunisce oltre 40 sue opere ed è curata da Ermanno Tedeschi. II percorso espositivo si sviluppa su due sedi sedi: Officina della Scrittura e Galleria Zabert.

Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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