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 30 ottobre 2018 -  22 Cheshwan 5779
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saggistica

In guerra con la pace   

img headerRonan Farrow / WAR ON PEACE / Norton & Company

Nella vulgata, il diplomatico è spesso descritto come un bugiardo. Ad esempio è attribuita a Cavour – accusato a sua volta da Mazzini di essere un bugiardo - la frase: “Ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità, e loro non mi credono mai”. Per lo scrittore americano Ambrose Bierce la diplomazia è “la patriottica arte di mentire per la propria nazione” (Il dizionario del diavolo, 1948). Una tesi diffusa ma contesta in modo puntuale nel libro del giornalista premio Pulitzer Ronan Farrow War on Peace: The End of Diplomacy and the Decline of American Influence (che in Italia uscirà per Solferino Libri). Secondo Farrow questa idea di denigrare il ruolo della diplomazia ha danneggiato e ancora oggi danneggia la politica internazionale e in particolare la posizione degli Stati Uniti nel mondo. Sono stati i diplomatici, sostiene in questo resoconto in cui intervista tutti gli ex segretari di Stato Usa ancora in vita, che hanno reso possibile la pace tra le nazioni. La guerra è ciò che accade quando la diplomazia non viene presa sul serio. Il ricorso a soluzioni militari costituisce una “guerra alla pace” e gli Usa, scrive il giornalista, da tempo hanno intrapreso questa strada.

Daniel Reichel, Pagine Ebraiche, ottobre 2018 
 

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narrativa

Identità in bilico nell’Europa che fu

img headerArnold Zweig / LA FAMIGLIA KLOPFER / Giuntina

Nato nel 1887 a Glogau (ai tempi parte dell’impero germanico, oggi in Polonia), ebreo di umili origini, molto meno conosciuto in Italia rispetto al suo quasi omonimo e quasi coetaneo Stefan, Arnold Zweig è stato uno dei più importanti intellettuali e scrittori in lingua tedesca della sua generazione.
Giuntina ha appena pubblicato, a cura di Enrico Paventi, La famiglia Klopfer, la sua prima opera, del 1911, in cui affronta il tema dell’identità, cercando nel succedersi delle generazioni il mistero delle affinità e delle discontinuità nei legami di sangue, influenzato dalla psicoanalisi che si affacciava in modo dirompente nella cultura europea.
Centrale è il personaggio di Peter, scrittore di successo, in bilico tra la cultura tedesca e quella ebraica, che scrive le sue opere nella lingua di Goethe ed è affascinato dal mondo latino. È il figlio a tratteggiarne il carattere per cercare le motivazioni della frattura insanabile tra sé e il padre. Un figlio sradicato dall’Europa della Shoah e privato dal padre di un legame profondo con l’ebraismo, costretto quindi alla condizione esistenziale di tanti personaggi della narrativa ebraico-orientale, ormai assimilati e privi delle proprie radici.

mdp 

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narrativa

Il giovane Oz era un mago 

biografie

Una partigiana da Tiffany

Amos Oz / FINCHÉ MORTE NON SOPRAGGIUNGA / Feltrinelli

Amos Oz pubblicò i suoi primi racconti nel 1965, Terre dello sciacallo. Per quanto nel 1968 sia uscito, e con gran successo, il romanzo Michael mio, questa forma breve di narrativa continuava a corrispondergli: "avevo bisogno di soddisfarmi velocemente" spiegava in un'intervista alla Paris Review, "non avevo né la pazienza né la capacità di condurre giochi di lunga durata. Un racconto ti porta dove vuoi velocemente. Pensavo, mi sedevo, la scrivevo in un giorno. Ora anche quando torno a quel genere lo faccio in altro modo, non ho più il ritmo della sessualità giovanile, con quella sua spinta tremenda e quella sete di soddisfazione immediata".

Susanna Nirenstein, Repubblica Robinson, 28 ottobre 2018

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Robert Matzen / DUTCH GIRL / Paladin Communications


Audrey Hepburn: quel volto fragile, quell'eleganza nuova apparsa nel firmamento del cinema all'inizio degli anni Cinquanta. Quell'icona di charme, di classe, di leggerezza. Beh, Audrey, quando aveva vent'anni e faceva innamorare di sé mezzo mondo, con film come Vacanze romane e Sabrina, aveva già vissuto un'adolescenza da incubo. Ed aveva già avuto il coraggio di combattere i nazisti, di fare parte — attiva — della Resistenza. Finora, sembrava una leggenda. Adesso scopriamo che è tutto vero. A raccontare questo aspetto poco conosciuto del suo passato è il libro Dutch Girl: Audrey Hepburn and World War II, in uscita nel prossimo aprile. L'autore, Robert Matzen, presenta delle prove che l'attrice di Colazione da Tiffany collaborò direttamente con i leader della Resistenza.

Giovanni Bogani,
Il Giorno,
29 ottobre 2018


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