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 12 Dicembre 2018 - 4 Tevet 5779


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano e Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto Cavaglion, Francesco Lucrezi e Francesco Lotoro.
 
 
Strasburgo, orrore al mercato
È caccia all’uomo per arrestare Cherif Chekatt, il terrorista autore dell’attentato al mercato di Natale di Strasburgo in cui sono rimaste uccise tre persone e numerosi (tra cui un giornalista italiano) sono i feriti. “Il mercato di Natale di Strasburgo, vicino alla cattedrale e in una città dalla quale molti giovani sono partiti per andare a combattere in Siria e Iraq, è da anni un bersaglio simbolico dei terroristi islamici ma non è mai stato annullato, neanche dopo gli attentati del 2015” ricorda tra gli altri il Corriere. “Nel novembre 2016 – spiega Repubblica – in sette vennero fermati dalle forze speciali francesi prima che mettessero a segno un attentato. Nel maggio 2014, nella città venne smantellata una rete jihadista: si trattava anche in questo caso di sette persone tornate dalla Siria”.
Intervistato dal Messaggero, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (che ha dato comunicazione dell’attentato nel corso di un dibattito in aula) commenta: “Un attacco alla democrazia, ma la democrazia è più forte della violenza. Non ci facciamo intimorire. Non cambieremo il nostro modo di vivere a causa di questi attacchi. Ed è per questo che ho deciso di continuare il dibattito e di restare in aula: il Parlamento dell’Europa alla violenza risponde con la libertà”.

Salvini in Israele. Oggi l’incontro con Netanyahu e la visita allo Yad Vashem. Ieri, tra i tanti appuntamenti, una ricognizione nel Nord del paese dove l’esercito opera per smantellare la minaccia di Hezbollah. La visita di Salvini in Israele è tra gli argomenti più in vista sui quotidiani. In particolare per lo scontro apertosi internamente al governo per le dichiarazioni del ministro leghista, che ha definito Hezbollah un gruppo terrorista islamico. Parole che non sono state gradite dall’altro vicepremier Luigi Di Maio e dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta. “La questione riguarda la sicurezza dei nostri soldati che si trovano in quell’area in un momento di forte tensione e proprio mentre la missione Unifil in Libano è sotto il comando italiano” dichiara quest’ultima al Corriere.
“Le scintille tra Salvini e Di Maio su Hezbollah sono l’effetto di due strategie opposte che si sfidano dentro il governo” sottolinea al riguardo La Stampa.
In un articolo in cui si parla della visita il Fatto Quotidiano scrive: “La squadra di Salvini ha ingaggiato la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Noemi Di Segni per unirsi a lui durante il viaggio in Israele. La mossa, che alcuni vedono come un tentativo di dare legittimità a Salvini, probabilmente farà infuriare alcuni membri della comunità ebraica”. Così invece Claudio Cerasa, direttore del Foglio: “Da Corbyn a Orbán. Da Podemos al M5s. Da Le Pen a Salvini. I populisti non sono un argine contro la proliferazione dell’antisemitismo e non basta una bella visita in Israele per diventare nemici giurati dell’estremismo”.

Casapound, sequestrata la sede. A Bari 30 esponenti del movimento di estrema destra Casapound indagati per aggressione e per tentata ricostituzione del partito fascista. “Bilancieri da palestra, catene, un busto di Benito Mussolini, una bandiera della X Flottiglia Mas, il Mein Kampf di Hitler” in bella vista nella loro sede, segnala Repubblica. Il pm ne ha disposto il sequestro.

Stolpersteine rimosse, si indaga. Proseguono le indagini per accertare i responsabili dello sradicamento di venti pietre d’inciampo a Roma, nel rione Monti. L’autore o gli autori, scrive il Corriere, potrebbero nascondersi “fra le dieci persone riprese dai video della sorveglianza nella notte fra domenica e lunedì”.

Adam Smulevich twitter
@asmulevichmoked
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