28 febbraio 2018 - 13 Adar 5778

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27 Febbraio 2019 - 15 Adar 5779
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL


alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
Nel descrivere le qualità dei costruttori del Mishkan, il Tabernacolo, la Torah li definisce "sapienti", usando però un'espressione in cui il possesso della conoscenza viene collegato con il cuore "lev", sono infatti definiti "khachme' lev".
Partendo dal presupposto che le nostre conoscenze e sensibilità moderne non ci portano più ad associare la sapienza al cuore, diversi commentatori hanno cercato di cogliere in questa espressione nuovi significati. 
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Kol HaKavod ad Annalisa Capristo e Giorgio Fabre, che sul Jerusalem Post di oggi vengono citati per la loro recente indagine sulla cacciata dei dipendenti pubblici ebrei in Italia dopo il 1938, pubblicata da Il Mulino (Il registro. La cacciata degli ebrei dallo Stato italiano nei protocolli della corte). Da dove il giornalista Greer Fay Cashman ha saputo di questa preziosa indagine storiografica in tempi di revisionismo nei confronti della Shoah? È presto detto perché lui stesso cita la fonte: Pagine Ebraiche. Un'ulteriore testimonianza della capacità della testata di offrire un'informazione esaustiva ed intelligente sulle vicende riguardanti l'ebraismo italiano. Che poi spesso Pagine Ebraiche sia criticato dalle nostre parti non deve stupire: un po' fa parte della proverbiale litigiosità ebraica, un po' si sa, nessuno è profeta in patria.
 
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“La Storia alla maturità”
Ieri, intervenendo su Repubblica, la senatrice a vita Liliana Segre aveva lanciato l’allarme per la possibile soppressione della traccia storica dagli esami di maturità. “Io – le sue parole – mi sono sempre occupata di memoria. Ma memoria e storia vanno insieme. Da trent’anni rendo testimonianza sulla Shoah nelle scuole, e vedo la fatica che talvolta fanno i professori per contestualizzare il mio racconto”.
Oggi, sempre su Repubblica, il ministro Marco Bussetti in una lettera scrive: “Voglio rassicurarla in questa sede, così come avvenuto di persona, sul fatto che il Ministero che ho l’onore di guidare non ha alcuna intenzione di penalizzare una disciplina come la storia, fondamentale per la crescita di cittadini responsabili e consapevoli. Non ci sarà alcuna penalizzazione nemmeno nell’esame di Stato. Anzi. La storia sarà presente nelle prove di giugno”.

Il pestaggio subito da rav Gabriel Davidovich a Buenos Aires tra le notizie dall’estero più presenti sui giornali italiani. Un nuovo inquietante episodio, associato all’attentato all’Associazione mutual israelita del 1994 nella cui sede rav Davidovich ha il proprio ufficio. Ricorda il Corriere: “I responsabili della strage dell’Amia del 1994 non sono mai stati individuati con certezza, ma in Argentina si è indagato a lungo anche sulle connivenze ai più alti livelli per l’insabbiamento della vicenda. Clamorosa nel 2015 la morte di Alberto Nisman, il pm che indagava da anni su Cristina Kirchner, in un probabile omicidio a lungo trattato come un suicidio”.

In un editoriale su Repubblica in cui si parla dei recenti casi di antisemitismo ci si stupisce per lo sconcerto manifestato dalle istituzioni europee. “Senza colpo ferire per anni – si legge – si è consentito al ‘viktatore’ di Budapest, il primo ministro ungherese Viktor Orbán, di chiudere i suoi confini col filo spinato, di contrastare libertà di stampa e di insegnamento, di rifiutare gli obblighi di solidarietà comunitaria, di attentare all’indipendenza della magistratura, di proclamarsi alfiere di un’inconcepibile ‘democrazia illiberale’. E altrettanto ci si è comportati con i camerati di Varsavia che in sfregio allo Stato di diritto hanno fatto anche di peggio arrivando a teorizzare l’univocità religiosa del Paese”.

Su Repubblica Milano è commentata con preoccupazione l’assoluzione di tre nostalgici di estrema destra che tre anni fa si erano esibiti al Campo 10 del cimitero Maggiore con tanto di fregi e labaro delle SS: “La decisione legittima di fatto l’esibizione in luoghi pubblici di emblemi del Terzo Reich e delle SS. Non bello. Ancor meno per Milano capitale della Resistenza”.

Con interesse sono seguite anche le ultime vicende da Teheran, dove il presidente Rohani ha respinto le dimissioni del ministro degli Esteri Jawad Zarif. Un annuncio, sottolinea La Stampa, che è arrivato dopo una giornata ad alta tensione “che ha visto le due anime del regime iraniano, riformista e oltranzista, scontrarsi senza esclusioni di colpi”. La battaglia sarebbe principalmente su due fronti: “Quello del mantenimento dell’accordo sul nucleare in cooperazione con l’Unione Europea e nonostante l’uscita degli Stati Uniti. E quello per rimanere nel mercato finanziario internazionale, a costo di approvare una norma contro il finanziamento al terrorismo che irrita i conservatori perché potrebbe ostacolare l’afflusso di denaro alle milizie sciite nella regione”.

Nel 2011, durante una conferenza stampa a Cannes, il regista Lars von Trier affermò: “Capisco Hitler… non sono contro gli ebrei, ma in realtà non troppo perché Israele è un problema”. In una intervista con il Corriere, oggi sostiene: “Una mia frase stupida su Hitler è stata strumentalizzata, non mi è stato dato modo di spiegare che la compassione non era per il mostro ma per l’uomo chiuso nel bunker con le sue spaventose responsabilità. No, non mi sono mai sentito colpevole. Non sono un nazista, i miei quattro figli hanno tutti nomi ebraici”.
 
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  davar
la mostra a modena
Angelo Fortunato Formiggini,
utopista che sorrideva al mondo

L’uomo di cultura che seppe imporsi sulla scena con geniali intuizioni, l’editore che segnò una stagione straordinariamente feconda di iniziative, l’utopista che sognò un mondo affratellato dalle buone letture e dalle risate in un tempo segnato da cupezza, rancore, violenza. Odio che pagò in prima persona con la promulgazione delle Leggi razziste e a cui decise di opporsi con un gesto estremo, per far aprire gli occhi a una società distratta: il suicidio. Il 29 novembre del ’38 fu il suo ultimo giorno: salì sulla torre del Ghirlandina del Duomo di Modena e da lì si lanciò in un salto nel vuoto che poteva avere una sola conclusione. “Al tvajol ed Furmajin”, il tovagliolo del Formaggino in dialetto locale, un luogo chiamato così un po’ da tutti i modenesi in modo ufficioso ma entrato solo da poco ufficialmente nella toponomastica cittadina.
Atto che ha rappresentato il più significativo di una serie di impegni nel suo nome che proseguono in queste ore con l’inaugurazione di una mostra davvero emozionante: “Angelo Fortunato Formiggini. Ridere, leggere e scrivere nell’Italia del primo Novecento”.
Ospitata alla Galleria Estense e alla Biblioteca Estense di Modena, le istituzioni cui donò il suo patrimonio documentale e di titoli che avrebbero dovuto confluire nella tanto agognata Casa del ridere, è una mostra che ci accompagna lungo una intera fase storica. Gli anni dell’Italia liberale, l’impresa coloniale in Libia, la tragedia del primo conflitto mondiale, gli anni del regime fascista. A curarla è il ricercatore Matteo Al Kalak, che ha oggi guidato una visita in anteprima per la stampa in compagnia della direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, di Renato Cecilia Santamaria, nipote di Formiggini e dell’assessore comunale alla Cultura Gianpietro Cavazza.
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netanyahu e l'incontro a mosca con putin
"In Siria continueremo ad agire
finché l'Iran sarà presente"

Una visita breve per mettere in chiaro un punto: Israele continuerà ad agire in Siria per contrastare l'Iran. A dirlo al Presidente russo Vladimir Putin, il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un incontro tenutosi in queste ore al Cremlino. È il primo faccia a faccia tra i due dall'incidente dell'areo russo caduto in Siria durante un'operazione dell'aviazione militare israeliana. Netanyahu ha detto a Putin che “i legami tra di noi hanno impedito frizioni tra i nostri eserciti e hanno contribuito alla sicurezza nella regione”, ricordando di aver incontrato il presidente russo undici volte dal settembre 2016. All'inizio del vertice, il Premier israeliano ha puntato il dito contro Teheran: “La più grande minaccia alla stabilità e alla sicurezza nella regione viene dall'Iran e dai suoi satelliti, e siamo determinati a continuare la nostra attività aggressiva contro l'Iran e i suoi tentativi di stabilirsi in Siria”. Netanyahu ha poi invitato Putin a visitare Israele in occasione dello svelamento di un monumento ai caduti di Leningrado a Gerusalemme e questi ha confermato la sua presenza.
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il messaggio d'affetto dall'italia
“Rav Gabriel Davidovich,
amico saggio e sensibile"

Sono in miglioramento le condizioni di rav Gabriel Davidovich, il rabbino capo d’Argentina brutalmente aggredito nella sua abitazione, a cui la Presidente UCEI Noemi Di Segni ha fatto pervenire un messaggio di solidarietà a nome di tutte le Comunità ebraiche italiane. A darci la positiva notizia sulle condizioni del rav, Angel Harkatz, amico di una vita di Davidovich e oggi cantore della Comunità ebraica di Verona.
Con i lettori di Pagine Ebraiche Angel ha deciso di condividere qualcosa della sua infanzia argentina assieme al futuro rabbino capo. La storia di due famiglie e di legami che resistono a grandi distanze chilometriche.

Mi chiamo Angel Harkatz, vivo a Verona da più di 20 anni e sono iscritto alla Comunità ebraica di questa città.
Un collega di lavoro a me caro, sapendo che sono argentino di Buenos Aires, mi ha inviato un link al cellulare dandomi la preoccupante notizia che il capo rabbino Gabriel Davidovich, che svolge la sua attività nell’Associazione Mutual Israelita Argentina, era stato aggredito nella sua abitazione. È molto triste venire a sapere che un nostro fratello e stato aggredito solo per il fatto di essere ebreo, ma ancora più triste quando se tratta di un amico.

Angel Harkatz
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una voce per le vittime delle fosse ardeatine
Rosetta Stame (1937-2019)
Ci ha lasciati Rosetta Stame, 81 anni, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine. Sua la voce che a ogni cerimonia ricordava, uno ad uno, i nomi dei 335 uccisi nell’eccidio.
Rosina era la primogenita del tenore lirico Nicola Ugo Stame, che a lungo cantò sui palcoscenici più prestigiosi d’Italia e mai nascose il proprio rifiuto del fascismo. Arruolatosi nel gruppo clandestino di resistenza Bandiera Rossa, fu arrestato il 24 gennaio del 1944 e subì numerose torture a via Tasso.
“Sto qui perché mai più una bambina debba passare ciò che stai passando tu ora” le parole che dal carcere di Regina Coeli disse alla figlia. Parole di cui Rosetta ha fatto tesoro in tutta la sua vita, anche nei processi al criminale nazista Erich Priebke di cui fu testimone chiave.
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lo sportello per le segnalazioni
Antenna Antisemitismo
strumento contro l’odio

Crescono le segnalazioni e cresce l’aggressività online legata all’antisemitismo. È quanto emerge dal lavoro di Antenna Antisemitismo, l’iniziativa congiunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane assieme alla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC di Milano, per contrastare odio e intolleranza. Da cinque anni, vittime o testimoni possono contattare l’OsservatorioAntisemitismo della Fondazione CDEC telefonando al numero 0233103840 oppure compilando il modulo disponibile sul sito (www.osservatorioantisemitismo.it) e avere così uno sportello sempre accessibile dove denunciare eventuali episodi antisemiti.
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pilpul
Ticketless -  I codici del silenzio
Nella letteratura sull’oppressione il tema del silenzio ha due declinazioni. Una linguistico-politica, quella per intenderci praticata da Levi nei Sommersi e i salvati, l’altra è quella biblico-storica praticata ad esempio da André Neher. Nella stagione ormai tramontata della semiologia, che storicamente coincide con la tragedia dei desaparicidos annullati nel silenzio dalla repressione in Argentina, si era soliti dire che la discussione sul silenzio fosse più rumorosa che mai. Erano gli anni Settanta nei quali maturava la riflessione su questi temi di una grande ispanista che oggi vorrei qui ricordare, Lore Terracini. Mi è tornato sotto mano questa settimana un suo libro pubblicato nel luglio 1987, segnato fortemente, anzi direi determinato proprio dalla improvvisa morte di Levi.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Memoria al veleno
Per chiunque sia impegnato sul fronte della tutela dei diritti umani e della dignità dell’uomo, della lotta contro ogni forma di prevaricazione, razzismo, antisemitismo, del faticoso ma irrinunciabile sforzo di costruire un mondo migliore, la tutela della memoria, com’è noto, è un valore primario e assoluto. Niente di solido, di credibile, di affidabile può essere costruito sull’oblio, sull’obliterazione del passato o, peggio ancora, sulla menzogna, sulla negazione di ciò che è stato. Il ricordo delle vittime non rappresenta un mero atto di pietas umana, un gesto di solidarietà e partecipazione, così come il ricordo dei carnefici non è solo un rinnovo di condanna e di esecrazione: in entrambi i casi, la memoria del male – di quello subito e di quello inflitto – è un fondamento imprescindibile di qualsiasi tentativo di costruzione di una civiltà umana che possa essere definita tale.

Francesco Lucrezi, storico
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