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30 Aprile 2019 - 25 Nissan 5779

 



alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di rav Michael Ascoli, Dario Calimani, Tobia Zevi, David Sorani ed Emanuele Calò.
 
 
 
I neofascisti sfidano il divieto
Scontri e feriti al corteo milanese dell’ultradestra in ricordo di Sergio Ramelli. Un migliaio di partecipanti alla manifestazione, non autorizzata dal prefetto. “Nel corteo della destra – scrive il Corriere – anche diversi esponenti di Fratelli d’Italia (Carlo Fidanza, Paola Frassinetti, Marco Osnato) e anche qualche rappresentate leghista: oltre al consigliere comunale Massimiliano Bastoni, il deputato Jari Colla e diversi eletti nei vari Municipi della città”.
Suscita sconcerto un servizio del Tgr Emilia Romagna dedicato al ricordo di Mussolini da parte dei nostalgici riuniti a Predappio. Un caso arrivato ai piani alti di viale Mazzini, con l’ad Salini che è intervenuto con una richiesta di relazione su quanto accaduto. “L’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è reato. E sarà doveroso accertare se in questi due minuti di servizio della Tgr si ravvisi il reato” protesta tra gli altri il parlamentare del PD Michele Anzaldi, la cui contestazione è segnalata su diversi quotidiani.
Di ultradestra si parla con evidenza anche in relazione agli arresti effettuati ieri a Viterbo. Commenta Elisabetta Trenta, ministra della Difesa, in una intervista con il Corriere: “Nemmeno ci spreco il tempo a commentare CasaPound. Davvero si pensa che una forza politica del genere abbia una coerenza? Gridavano pure loro alla castrazione chimica e poi avevano uno stupratore dentro casa”.

L'allarme di Baharier. Intervistato da Repubblica Milano, Haim Baharier esprime alcune perplessità sul ruolo svolto dal Giorno della Memoria: “È una memoria della Shoah puramente celebrativa, diventata una pesante cappa, una campana di parole e gesti teatrali. Sia chiaro, sono grato al lavoro della nostra senatrice a vita Liliana Segre che lotta contro l’indifferenza e che ho invitato ai miei incontri perché la sua presenza mi rassicura, ma penso che tutte quelle manifestazioni pseudoemozionali abbiano soffocato il vero problema: perché esiste l’antisemitismo, che cosa è?”. Baharier nei prossimi giorni terrà due incontri al Teatro Franco Parenti sul tema “L’Antisemitismo o la genesi del pregiudizio”, promossi dall’Associazione Lech Lechà.

Il Nyt si scusa. Ha fatto scalpore una vignetta pubblicata dal New York Times che ritraeva il presidente Trump come un vecchio cieco, che teneva al guinzaglio un cane che lo guidava e aveva la faccia del Primo ministro israeliano Netanyahu con tanto Stella di David al collo. L’autore quotidiano statunitense ha fatto retromarcia, chiedendo scusa. “Il problema non è che quella vignetta fosse un atto volontario di antisemitismo. Non lo era. Il problema è che la sua pubblicazione è stata un incredibile atto di ignoranza dell’antisemistismo” ha scritto sulle colonne del Nyt Bret Stephens, citato oggi da La Stampa.

L'omaggio ad Erbstein. Cadrà tra pochi giorni l’anniversario dell’incidente aereo di Superga in cui sparì il Grande Torino. Per l’occasione La Stampa pubblica un volume dedicato agli “Invincibili”, guidati dall’ebreo ungherese Ernó Egri Erbstein. Il quotidiano torinese anticipa un testo di Mattia Feltri, curatore del volume. “Senza Erbstein – si legge – non ci sarebbe stato il Grande Torino. Senza Erbstein non avremmo conosciuto, perlomeno come lo conosciamo oggi, il calcio della sublime Olanda di Michels e Cruyff né quello del Milan di Sacchi e Van Basten e nemmeno quello del Barcellona di Guardiola e Messi”.

Cori razzisti, sanzione a metà. Punizione (con condizionale) per i tifosi della Lazio che ripetutamente si sono resi protagonisti di cori razzisti nel match contro il Milan. Il giudice sportivo ha infatti disposto la squalifica di un turno (sospesa) circoscritta a mezza Curva Nord. “In caso di recidiva, entro un armo, la condizionale cadrà e i turni di stop saranno due” spiega tra gli altri il Corriere dello Sport.

Il ritorno del califfo. Riappare dopo lungo tempo (e con nuove minacce) il califfo al Baghdadi. Scrive La Stampa a proposito del video circolato nelle scorse ore: “Seduto con le gambe incrociate, con a fianco il kalashnikov, il califfo Abu Bakr al Baghdadi sembra imitare Osama bin Laden. Il califfato che era riuscito a creare, a differenza del leader di Al Qaeda, non esiste più. E i destini dei due terroristi jihadisti più pericolosi al mondo sono tornati ad assomigliarsi”.
Il Foglio torna intanto sui terribili attentati in Sri Lanka – “Il più grande singolo massacro di bambini cristiani” – ricordando come “I jihadisti ci avevano già abituati ai massacri di bambini; in Israele, alla discoteca Dolphinarium sul lungomare di Tel Aviv e negli autobus a Gerusalemme”.

Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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