Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

6 Maggio 2019 - 2 Iyar 5779


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Anna Foa, Daniela Fubini e Viviana Kasam.
 
 
 
Israele-Hamas, tregua in atto
È entrata in vigore da questa mattina una tregua tra Israele e Hamas dopo che nelle scorse ore centinaia di missili e ordigni lanciati dalla Striscia di Gaza hanno rappresentato una minaccia costante per la popolazione israeliana, provocando anche quattro vittime. Azioni terroristiche cui Israele ha risposto con dei raid finalizzati a disinnescare la minaccia.
Prima della svolta di questa mattina, il rischio di un conflitto armato sembrava incombente, come raccontano (non sempre in modo corretto) i quotidiani oggi in edicola.
“Da Gaza una pioggia di fuoco contro Israele” titola La Stampa. “Gaza-Israele, ore di battaglia” la scelta del Corriere. Fuorviante tra gli altri il titolo del Fatto Quotidiano, in cui si ribaltano i rapporti di causa ed effetto: “I raid diventano guerra: piovono missili su Gaza”. Mentre Repubblica scrive: “I gruppi armati della Striscia e l’esercito di Tel Aviv si confrontavano nella peggiore spirale di violenza dalla guerra del 2014, con 4 israeliani e 22 palestinesi uccisi nel corso del weekend”. Il Corriere dedica un’analisi alle mosse del Premier israeliano Benjamin Netanyahu in cui si legge: “La strategia del primo ministro, al quarto mandato consecutivo resta quella di provare a mantenere lo status quo, il dominio di Hamas su Gaza gli garantisce che le fazioni palestinesi non ritrovino l’unità, allontana la possibilità di un qualunque accordo di pace complessivo”.
“Israele si difende. Se ne è accorta perfino la UE” il titolo di un articolo di Fiamma Nirenstein sul Giornale, in cui si riporta anche la presa di posizione dell’alto rappresentante europeo Federica Mogherini. Mentre Fabio Nicolucci, sul Mattino, sostiene: “La difficoltà di spiegare non tanto gli eventi quanto le cause e i motivi degli ultimi scontri di Gaza sta nel fatto che non vi è un punto di vista condiviso sul quando del loro inizio”.

"Minerbi, un pioniere". La Stampa pubblica un ricordo di Sergio Minerbi, diplomatico e figura di riferimento degli Italkim, che viene definito “un pioniere” delle relazioni tra Stato ebraico e Santa Sede. “Ha svolto il suo lavoro tra la diplomazia e la Storia – scrive Manuela Consonni – con arguzia, impegno e devozione, tra gli esponenti di maggior rilievo del mondo ebraico italiano in Israele, pur mantenendo sempre vivo il suo rapporto con l’Italia e con Roma”.

Le dichiarazioni di Kurz. “La democrazia liberale e lo Stato di diritto sono le pietre miliari del nostro sistema di valori e non dobbiamo tollerare alcuna deroga”. Così il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, intervenuto ieri a Mauthausen per le celebrazioni del 5 maggio, il giorno della liberazione del campo di sterminio austriaco e del ricordo delle vittime del nazionalsocialismo (La Stampa).

L'appello per la storia. “La vicenda di un popolo, di una nazione, di uno Stato può essere compresa solo conoscendo il suo tracciato, le scelte che l’hanno determinata, i valori che l’hanno ispirata, il contesto che l’ha favorita o condizionata”. È quanto scrive Ezio Mauro, su Repubblica, a sostegno dell’appello “La storia è un bene comune” lanciato anche dalla senatrice a vita Liliana Segre.

Assenze al Salone. Due pesanti defezioni al Salone del Libro Torino che si aprirà giovedì. Non saranno infatti alla fiera né gli scrittori del collettivo Wu Ming né lo storico Carlo Ginzburg, in polemica per la presenza di uno stand di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound. Sta invece preparando un documento di protesta Michela Murgia, anche se la linea è quella di partecipare. “D’altra parte – scrive Repubblica – è difficile dire no a un Salone del Libro dove si celebra Primo Levi e dove la stessa Murgia è invitata per spiegare che cos’è il fascismo”.

Baharier e l'invito a leggere i segni. “In Italia si sta bene, non è la Francia, l’Ungheria, la Polonia, la Germania. Prima della guerra pensavano questo. Poi sono arrivate le leggi razziali, sappiamo com’è andata a finire. Bisogna leggere i segni prima che sia troppo tardi. Dell’antisemitismo non se ne parla più, quindi non esiste, no?”. È il provocatorio messaggio lanciato da Haim Baharier sul palco del Teatro Parenti di Milano. A raccontare la sua lezione contro l’odio sono le pagine cittadine di Repubblica.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
Leggi

Scarica qui l'indice completo
della rassegna di oggi

 
moked è il portale dell'ebraismo italiano
moked è il portale dell'ebraismo italiano

Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24 e l'Unione Informa sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo  comunicazione@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: comunicazione@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.