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14 Maggio 2019 - 9 Iyar 5779

 



alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di rav Michael Ascoli, Dario Calimani, Tobia Zevi, David Sorani ed Emanuele Calò.
 
 
 
L'allarme di Klein sull'odio:
"Colpa anche dei social"
“Ci siamo illusi di essere diventati immuni all’antisemitismo. Per decenni è rimasto in un angolo buio della coscienza collettiva. Ma senza mai sparire. È inaccettabile e va combattuto con ogni mezzo”. È quanto afferma Felix Klein, incaricato del Governo Federale di Germania per la lotta all’antisemitismo in una intervista con Repubblica a poche ore dall’incontro sul tema “Antisemitismo e populismo in Germania, Italia e Europa” che si svolgerà oggi a Roma, con il contributo dell’UCEI.
“Siamo in un momento di forte imbarbarimento generale. La soglia di tolleranza di ciò che è dicibile si sta spostando. Sempre più persone che non si sarebbero mai permesse di dire certe cose, ora lo fanno apertamente. I social media – riflette Klein – hanno enormemente contribuito a questo imbarbarimento”.
A proposito di social media e odio gratuito, sulla prima pagina del Corriere, nel suo Caffè quotidiano, Massimo Gramellini racconta la storia dello chef Paolo Palumbo che, colpito di SLA, è stato ammesso a un nuovo protocollo di cure in Israele e ha promosso una raccolta di fondi per pagarselo. Sui social fioccano insulti e auspici di morte. “Pare – sottolinea Gramellini – che a scrivere i messaggi più acidi siano alcuni parenti dei malati che non avevano i requisiti per accedere al protocollo”.

Berlino e la memoria delle vittime. A Berlino, segnala il Corriere, si è svolta ieri una cerimonia di sepoltura dei resti e in molti casi solo di pezzi di abbigliamento appartenuti a 300 donne usate come cavie dal nazismo. “Trecento pezzetti di tessuto – si legge – hanno trovato finalmente la pace eterna ieri pomeriggio, con una commovente cerimonia di sepoltura interreligiosa (ebraica, cattolica e protestante) al Dorotheenstädtische Friedhof, il cimitero nel cuore della capitale tedesca dove riposano anche Friedrich Hegel, Bertolt Brecht e Herbert Marcuse”.

Trump elogia Orban. “Il primo ministro sta facendo un grande lavoro. È un solido alleato della Nato, e un difensore dei cristiani. So che è un uomo duro, ma è rispettato in tutta l’Europa. Forse un po’ controverso, come me, ma va bene così”. È l’apprezzamento rivolto ieri da Donald Trump al Primo ministro ungherese Viktor Orban, ricevuto alla Casa Bianca con tutti gli onori. “I suoi predecessori, tanto il democratico Obama, quanto il repubblicano Bush, lo avevano tenuto a distanza” segnala La Stampa.

L'attacco ai sauditi. Ci sarebbe l’Iran (anche se Teheran nega) dietro al sabotaggio di due petroliere saudite nello stretto di Hormuz. “Un attacco senza precedenti”, scrive La Stampa, e dalle conseguenze imprevedibili per tutta la regione mediorientale.

La risposta ai fascisti. Migliaia ieri in piazza, all’Università Sapienza di Roma, per accogliere l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e rispondere alla provocazione di un gruppo di fascisti di Forza Nuova. “Avrebbero voluto impedirgli di parlare” scrive Repubblica. E invece “è finita con due minuti di applausi, i pugni alzati, accompagnati dalle strofe di ‘Bella ciao’, intonata dagli oltre 300 studenti che hanno gremito l’aula Odeion (molti non riescono a entrare) nella facoltà di Lettere”.

La Lega contro Lagioia. Il Salone del Libro di Torino continua a far parlare (e non solo per gli eventi ospitati). Sul banco degli accusati, da parte della Lega di Salvini, c’è il direttore Nicola Lagioia. Il tema è l’esclusione di Altaforte, casa editrice vicina a Casa Pound che pubblica un libro intervista al ministro dell’Interno. “Nel giorno del trionfo del Salone del Libro – spiega La Stampa – arriva l’attacco frontale”. A chiedere la testa del direttore è Fabrizio Ricca, “segretario della Lega a Torino e in corsa per un posto in Regione”.

Il razzismo negli stadi. Il calcio e la lotta all’odio nelle curve: un problema ancora aperto. “Razzismo, la piaga infetta del football italiano. Non soltanto una questione da affrontare in chiave punitiva, ma soprattutto – segnala il Corriere dello sport in un ampio servizio – un caso culturale”.

Segnalibro. “Il fascismo iniziò dal linguaggio”. Lo ricorda David Bidussa, storico sociale delle idee, nel saggio da lui curato “Me ne frego” appena pubblicato da Chiarelettere e di cui il Fatto Quotidiano pubblica l’introduzione. Sulle pagine bolognesi di Repubblica viene invece presentato “Cosa hanno mai fatto gli ebrei? (Einaudi) di Roberto Finzi, che ha l’obiettivo di spiegare le origini dell’antisemitismo alle nuove generazioni.

Memoria dei "Giusti". Avvenire, nelle pagine milanesi, segnala il successo dell’iniziativa “Adotta un Giusto” promossa da Gariwo. “Più di mille – si legge – gli elaborati mandati dagli studenti di oltre trecento istituti, dedicati a figure di ieri e di oggi che si sono opposte al male e hanno salvato vite innocenti”.

Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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