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 31 Maggio 2019 - 26 Iyar 5779


Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di rav Alberto Sermoneta, Gadi Luzzatto Voghera, Anna Segre, Francesco Moises Bassano.
 
 
Bibi tra elezioni e piani di pace
Molta attenzione sui giornali italiani di oggi a quanto accaduto in Israele, con il ritorno alle urne dopo il fallito tentativo del Premier Benjamin Netanyahu di formare il governo. Corriere, Repubblica e La Stampa propongono analisi simili: il ritorno alle elezioni è una sconfitta personale di Netanyahu nei confronti di Avigdor Lieberman, il leader di Israel Beitenu che si è preso il suo tempo e alla fine ha scelto di non firmare il patto di coalizione. “Secondo gli analisti Lieberman – scrive il Corriere - sarebbe convinto della futura, non lontana, fine politica di Netanyahu e si starebbe preparando a guidare la destra”. Il Primo ministro ha definito Lieberman “un serial killer di governi di destra” e ora si andrà alla resa dei conti. Per evitare che si riproduca lo stallo post 9 aprile (la data delle ultime elezioni) Netanyahu, spiega La Stampa, “dovrà aumentare i seggi del Likud, schiacciare Lieberman fino a non fargli superare la soglia del 3,25 per cento, compattare gli alleati affidabili. Altrimenti finirà nell'impasse e questa volta è probabile che Rivlin riesca a dare l'incarico a Gantz per formare una maggioranza spostata al centro, anche con un Likud non più guidato da Netanyahu”.

Israele, tra laici e religiosi. Ofir Haivry, storico, vicepresidente dello Herzl Institute di Gerusalemme e collaboratore del Wall Street Journal, parla con il Foglio del peso dei religiosi – in particolare dei haredi – nella società israeliana e del fatto che i loro numeri siano in aumento: “la crescita degli ortodossi non è il risultato, ma la conseguenza della crescita dei valori, della tradizione, dell'identità ebraica. - l'analisi di Haivry, secondo cui la battaglia per la laicità di Lieberman è un'illusione - Israele va nella direzione opposta a quella dei paesi occidentali e dei paesi est-asiatici. In occidente le società affrontano uno sgretolamento dei valori comuni, lo si vede dai tassi di natalità, l'individualità che sovrasta la famiglia, la cultura che si indebolisce molto. Il futuro di Israele sarà, forse, un misto di ultra high tech e ultra religione. Fra dieci, vent'anni, avremo un generale ortodosso”.

Piano di pace. Netanyahu e l'incaricato Usa per il Medio Oriente Jared Kushner hanno promesso, scrive La Stampa, di andare avanti con il piano di pace elaborato dall'amministrazione Trump, nonostante la crisi politica d'Israele. Ieri il genero del presidente ha incontrato Netanyahu, nell'ambito di una missione che lo ha portato anche in Marocco e Giordania.  La Casa Bianca aveva previsto di presentare in Bahrain, il 25 e 26 giugno, l'aspetto economico del Piano di pace. Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, le due potenze del Golfo alleate di Washington, hanno annunciato la loro presenza. I leader palestinesi invece non parteciperanno. E il ritorno alle urne in Israele potrebbe far slittare ogni iniziativa. Per Fabio Nicolucci (Mattino) la situazione di instabilità israeliana potrebbe spingere a nuove tensioni nell'area: “Da parte di Trump – la tesi di Nicolucci - vi sarà la tentazione di colmare questo vuoto politico con l'inasprimento delle tensioni con l'Iran. E da parte di Netanyahu con quelle con Hizballah in Libano e Siria. E i venti di guerra soffieranno molto più forti nei prossimi mesi nella regione”.

Rinascimento ebraico in mostra. Fino al 15 settembre è visitabile al Meis Ferrara la grande mostra “Il Rinascimento parla ebraico”, a cura di Giulio Busi e Silvana Greco. Dell'esposizione scrive oggi il quotidiano cattolico Avvenire, riportando, le parole di Busi secondo cui lo scopo della mostra è far vedere che “gli ebrei, durante il Rinascimento, c'erano” e fra il XIV e il XV secolo furono sempre più presenti nella “turbinosa vita economica dell'Italia”.

Segnalibro. Oltre duecento studenti della scuola Tommaseo di Torino hanno raccolto le testimonianze, i documenti e le fotografie dei propri nonni per raccontare il periodo della Seconda guerra mondiale, dando vita all'ebook Memorie di famiglia. “Un progetto che ha mosso i primi passi – spiega La Stampa  - più di un anno fa su proposta della comunità ebraica torinese”. Su Avvenire recensione molto positiva invece per il libro Bugiarda di Ayelet Gundar-Goshen tradotto per Giuntina da Raffaella Scardi. L'autrice, scrive il quotidiano, “si conferma anche in questo caso abilissima nell'allestire una trama che è anzitutto intreccio dei diversi punti di vista. Nessuno è del tutto colpevole, verrebbe da dire. Il che equivale ad ammettere che nessuno può considerarsi davvero innocente”. Il Venerdì di Repubblica presenta invece La luce è là di Agata Bazzi (Mondadori) in cui si racconta, tra Mitteleuropa e Sicilia, la saga della famiglia ebraica Ahrens.

Daniel Reichel twitter
@dreichelmoked
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